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L’importanza dei centri socio-educativi sportivi per il mondo della disabilità. L’esempio del “Club Garden” di Sferracavallo, Palermo.

(di Isabella Cacciatore) Nicola Matranga è un uomo di 63 anni, insegnante di sostegno e papà di Dario. La sua mission è gestire nel miglior modo possibile il Centro socio- educativo sportivo Club Garden di Sferracavallo, di cui è presidente.

La sua storia mi ha colpito molto, soprattutto l’ evoluzione.

Cos’è il Club Garden?

 “ll “Club Garden” è il Centro Socio Educativo e Ricreativo della VII Circoscrizione della Città di Palermo: Sferracavallo, antico borgo marinaro e turistico situato sulle coste siciliane, a pochi chilometri dal centro città di Palermo.

Da oltre 20 anni svolgiamo attività educative e ricreative, rivolte in particolare a:

  •  ragazzi in situazione di handicap o diversamente abili ed alle loro famiglie – progetto “H”;
  •  minori di età dai 13 ai 18 anni – progetto “Spazio Giovani”- Piano territoriale di interventi per la   promozione dei diritti ed attività per l’infanzia e l’adolescenza della Città di Palermo – ex legge 285/97.

Progetti finanziati dall’Assessorato Attività Sociali del Comune di Palermo, e dell’Ufficio H.”

Come è nata l’idea di aprire un centro socio-educativo a Sferracavallo?

“Il Centro Socio Educativo “Club Garden”, è stato fondato il 21 Gennaio del 1983 come centro sportivo: “Tennis Club Garden”, in particolare per la pratica del tennis.

Il centro consisteva in un campo da tennis ed una piccola casetta di campagna costituita da una sola stanza usata, in passato, come deposito di attrezzature e prodotti agricoli. La strada di acceso interna e sterrata: il club era in sostanza un campo da tennis dentro la campagna.

Il campo da tennis funzionava come scuola tennis, diretta da me in quanto allenatore-istruttore federale.

Erano gli anni più fortunati per il tennis, molti ragazzi frequentavano il campo e di risultati erano veramente lusinghieri: notevoli i successi delle squadre in Coppa Italia Maschile e Femminile, due squadre Giovanili una Under-12 ed un’altra Under-14.

Nel 1987 il campo di tennis diventa polivalente, oltre il tennis, si introdusse la pallavolo ed il calcetto: feci costruire da un amico fabbro (molto scettico!) porte di ferro per il calcio a 5 creando cosi un rudimentale, ma graditissimo dai ragazzi e da tutti, campo di calcetto.

Nacque cosi il primo campo di calcetto del quartiere marinaro di Sferracavallo della città di Palermo in cui si trova il Club Garden.

Dal Tennis al calcetto….al centro socio-educativo per ragazzi disabili. Ma com’è avvenuto questo passaggio?

Le attività del Club Garden crebbero notevolmente e un paio di mesi dopo si costruì finalmente il campo di calcetto in erba sintetica con gli spogliatoi.

Il “Tennis Club Garden” divento’ così “Centro Sportivo per il Tennis ed il Calcetto Club Garden”.

Migliaia di ragazzi che usufruirono del centro di avviamento alla pallavolo, tennis e calcetto. Notevole, infatti, è stata la funzione sociale del Centro Sportivo della zona nord della Città di Palermo.

Il 15 settembre del 1998, il “Centro Sportivo per il Tennis ed il Calcetto Club Garden”, cambia denominazione e decido di costituire il “Centro Socio Educativo e Ricreativo Club Garden” della VII Circoscrizione della Città di Palermo.

Nasce una nuova importante attività rivolta in particolare ai ragazzi in situazione di handicap o diversabili ed alle loro famiglie: il “CORSO H”, promosso, visto i successi del corso, anno per anno, dall’Assessorato Attività Sociali del Comune di Palermo, in particolare dall’Ufficio H.

Notevole la funzione sociale che questa attività rappresenterà in questi anni, per il territorio zona nord della Città di Palermo.”

Questa direzione verso un indirizzo diverso da quello generico sportivo, da dove nasce?

“Accadono due cose importanti nella mi vita che mi avvicinarono alla disabilità. Mentre il Centro sportivo affrontava tutte queste evoluzioni, io divenni insegnante di sostegno.

Il primo ragazzo che seguii fu un sedicenne affetto da sindrome di down, Corradino. Fu lui in realtà ad insegnarmi tanto, a farmi conoscere una visione nuova delle cose e del mondo. Corradino mi entrò nel cuore e ancora oggi che non c’è più, lo ricordo con tanto affetto. Così mi avvicinai al mondo della disabilità.

Nel frattempo divenni padre di Dario. Ricordo ancora le parole di una mia amica “meglio a te che ad altri”. Dario è affetto da autismo grave. Questo mi spinse ancora di più a perseverai sulla continuità delle attività svolte nel nostro Centro sportivo  socio-educativo.

Quali sono queste attività?

Il Centro “Club Garden” ha grandi spazi e laboratori:

1) laboratori di giardinaggio, un con orto e l’altra con zona attrezzata per la floricoltura.

2) La vecchia casetta di campagna diventa un nuova aula polifunzionale in cui vengono svolte attività di laboratorio di:

-Cucina e Pasticceria, con forno professionale e tavoli da lavoro;

– Oggettistica ed Arti Grafiche;

– Musica e Canto, con impianti di amplificazione professionale,chitarre, tastiera con midi-drive;

3) I campi da tennis/pallavolo e di calcetto diventano dei veri e propri Laboratori Psico-motori e Sportivi;

4) Contatto diretto con animali da fattoria per la mungitura e la realizzazione di formaggi e ricotte;

5) Gite ed escursioni con i genitori.

Con le famiglie vengono affrontati dei dibattiti, esponendo i loro problemi, quelli dei figli, della società e del quartiere.”

Quanto sono importanti queste attività per i ragazzi affetti da disabilità?

“Tantissimo! Sia per i ragazzi che per le famiglie. Soprattutto in questo periodo di pandemia. I ragazzi stanno all’aria aperta, hanno modo di svagarsi, di relazionarsi, di conoscere. Cose di cui hanno bisogno tutti i bambini/ragazzi ma loro ancor di più specialmente nel momento in cui non posso andare a scuola.

Imparano la manualità con le attività creative, conoscono le materie prime con l’orto e la cucina, migliorano i momenti con l’attività motoria mirata. Sono servizi essenziali per la loro crescita e miglioramento della qualità della vita.”

Di cosa necessita il Centro?

“Abbiamo una convenzione con il Comune. Il problema è che la mancata continuità a lungo termine fa si che si creino continui disservizi che non fanno bene ai ragazzi. Ecco, serve continuità costante e programmazione.”

 

Grazie alla determinazione e passione di Nicola molti bambini e ragazzi riescono ad avere momenti ricreativi e formativi importanti. Alcune famiglie ricevono un supporto e una guida fondamentali. Realtà simili a Palermo vanno aiutate, incentivate e poste al centro di politiche sociali essenziali e di necessità primarie.

Speriamo che storie come quella di Nicola possano trovare spazio in una città dalle potenzialità enormi ma al contempo difficile nelle promozione sociali finalizzate ad una reale inclusione.

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