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Palermo, il ddl “Liberi di scegliere” diventa legge: presentazione ufficiale a Palazzo Branciforte

Il provvedimento bipartisan, nato dal lavoro della Commissione Antimafia, offre tutele concrete e percorsi di reinserimento per chi decide di recidere i legami con i clan.

LIBERI DI SCEGLIERE

Il disegno di legge “Liberi di scegliere” si comporta come un vero e proprio aggiornamento di sistema per la giustizia: un protocollo normativo progettato per fare override sulla trasmissione generazionale del crimine, offrendo a donne e minori una via d’uscita sicura e un’alternativa concreta alla cultura dell’illegalità.

Venerdì 22 maggio alle ore 17, la splendida cornice di Palazzo Branciforte a Palermo ospiterà la presentazione ufficiale del disegno di legge bipartisan “Liberi di scegliere”. L’incontro istituzionale, promosso dalla Fondazione Giuseppe e Marzio Tricoli, accenderà i riflettori su un provvedimento nato dal lavoro della Commissione Antimafia che mira a trasformare in legge un protocollo operativo già sperimentato con successo sul campo.

L’iniziativa legislativa introduce tutele concrete e percorsi strutturati di reinserimento sociale per tutte quelle persone, spesso donne e minori, che scelgono coscientemente di allontanarsi dai contesti di criminalità organizzata. Il testo offre una reale opportunità di riscatto, garantendo protezione e autonomia finanziaria, elementi indispensabili per spezzare definitivamente la trasmissione generazionale della cultura dell’illegalità.

Il dibattito vedrà il contributo dei principali attori della magistratura e delle istituzioni

Aprirà l’incontro Fabio Tricoli, presidente della fondazione organizzatrice, seguito dagli interventi di Raoul Russo, senatore componente della Commissione Antimafia, e di Carolina Varchi, capogruppo FDI in Commissione Giustizia e relatrice dello stesso ddl.

Il mondo della giustizia siciliana e nazionale parteciperà attivamente con le analisi di Antonio Balsamo, presidente della Corte d’Appello di Palermo, Lia Sava, procuratore generale presso la Corte d’Appello di Palermo, e Piergiorgio Morosini, presidente del Tribunale di Palermo.

Il tavolo tecnico si arricchirà inoltre delle considerazioni di Fabiola Furnari, sostituto procuratore generale presso la Procura generale della Corte di Cassazione, di Claudia Caramanna, procuratore presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo, e di Paola Maggio, ordinaria di Procedura penale all’Università di Palermo e co-curatrice del volume “Non solo per amore”.

Le conclusioni dell’evento spetteranno a Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare Antimafia. Dare un’alternativa concreta a chi nasce in contesti mafiosi dimostra come lo Stato possa vincere la sua battaglia non solo con la repressione, ma soprattutto costruendo percorsi di libertà e dignità personale.

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