Lettera a Draghi di un macchinista delle ferrovie nel suo sessantesimo

(di Francesco Seggio)

Buongiorno redazione , oggi compio 60 Anni ed ho voluto scrivere come semplice macchinista al Presidente del Consiglio Draghi, al Ministro dei Trasporti Giovannini, al Ministro della Salute Speranza e al Ministro del Lavoro Orlando.
E’ una lettera di sensibilizzazione verso la mansione del macchinista in particolare e più in generale del Personale Viaggiante, dei Manovratori, dei Tecnici Formatori Treno e del Personale Navigante.
Tutti lavori che consideriamo usuranti e che hanno portato il personale a subire danni incredibili da tutte le riforme pensionistiche che si sono succedute dal 2000.

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Felicissimo Presidente ed Illustri Ministri.

Sono un macchinista di Trenitalia di 60 Anni di età e con 40 di contributi. Il mio lavoro che ho sempre fatto con dedizione, entusiasmo e senso del dovere, è stato svolto sino a qualche anno fa senza eccessiva stanchezza. Condurre il treno per me è stato anche una passione. Oggi però non è più così. Seppur con spirito di abnegazione non riesco ad avere lo stesso entusiasmo e la stessa freschezza quando vado in servizio. Gli anni pesano e quelli fatti sui treni sono diventati troppi. Gli orari di lavoro sono diventati macigni che si ripercuotono nel fisico e nella mente. Notti in servizio con condizioni atmosferiche proibitive, orari discontinui nell’arco delle 24 ore, pasti fuori orari non adeguati, hanno compromesso un fisico che a questa età ha bisogno di una vita più regolare, più sana. Studi di emeriti professori e professionisti del settore, hanno dimostrato che le conseguenze di questo lavoro, per la mancanza di un idoneo riposo e di una cattiva alimentazione, sono le instabilità fisiche e psiche che più delle volte un lavoratore subisce . Ebbene, tutto questo oggi lo sento in modo evidente. Sono logorato da una vita lavorativa irregolare.
Come sa Signor presidente e come di Vostra conoscenza Illustrissimi Ministri, noi ferrovieri del Gruppo Ferrovie Dello Stato, siamo collocati in due differenti fondi previdenziali : gli assunti in data anteriore al Primo Aprile 2000 sono inseriti nel Fondo Speciale per i dipendenti delle Ferrovie Dello Stato ( sostitutivo del precedente ed istituito presso l’INPS ai sensi dell’Art.43 L.488/99 ) e quelli assunti successivamente a tale data invece sono iscritti presso l’Assicurazione Generale Obbligatoria AGO ( che ha al suo interno il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti FPLD gestione INPS ). Il nuovo fondo pensioni F.S, in quanto gestito dall’INPS, è da considerarsi non più fondo esclusivo, bensì un fondo sostitutivo dell’AGO.
Solo per i Macchinisti, Personale Viaggiante, Manovratori, Tecnici Formatori Treno e Personale Navigante, iscritti ante Primo Aprile 2000, il Fondo Speciale Pensioni FS ha permesso, fino al 31/12/2011, la possibilità di accedere alla pensione di vecchiaia al compimento dei 58 anni di età e di acquisire la maggiorazione di 1/10 per il calcolo della contribuzione utile ai fini previdenziali.
Purtroppo entrambe le condizioni sono state cancellate dal primo Gennaio 2012 con la cosiddetta Riforma Fornero.
Ad oggi, i Macchinisti sono stati inseriti nei lavori “ particolarmente gravosi “ e vanno in pensione con 43 anni e un mese di contributi o con il limite di 66 anni e 7 mesi di età.
Signor Presidente e Illustrissimi Ministri vi voglio qui evidenziare che il danno ( in salute ) come Macchinista ( ma si può dire anche per le altre mansioni sopra descritte ) è stato notevole.
Per condurre i treni, è condizione essenziale uno stato di salute psico/fisico eccellente. L’azienda, dopo i 55 anni di età, ci manda a visita ogni 10 mesi per verificare l’integrità dei suoi dipendenti. Si comprende bene che a questa età e con questi ritmi di lavoro, le inidoneità sia temporanee che definitive aumentano in modo esponenziale e il personale viene utilizzato in mansioni ridotte mortificandone l’aspetto emotivo ed economico.
Oggi sento da notizie stampa che si sta studiando una nuova riforma pensionistica. Vi prego di porre particolare attenzione al lavoro del macchinista e quando possa andare ad una meritata pensione in uno stato di salute ancora sufficiente a coltivare passioni e itinerari che un soggetto anziano può avere.
Spero che questa mia lettera possa attirare maggiormente la Vostra attenzione sulla situazione che stiamo vivendo noi macchinisti.

Con ammirazione Vi porgo Distinti Saluti.

Francesco Seggio

Palermo 09 Giugno 2021

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