Quattro zampe, sicurezza e legalità: i carabinieri aprono le porte alla scuola
L'Istituto "Setti Carraro" incontra l'arma in una giornata memorabile che accorcia le distanze tra istituzioni e nuove generazioni

LEGALITÀ
C’è un momento in cui le istituzioni smettono di essere un concetto astratto e diventano persone in carne e ossa, con divise, strumenti e un cane di nome Blade. È successo alla Stazione Carabinieri di Palermo Uditore, dove una mattinata pensata per i più piccoli ha trasformato parole come “legalità” e “sicurezza” in qualcosa di concreto, visibile, memorabile.
A varcare il cancello della caserma sono stati gli alunni dell’Istituto Comprensivo Statale “Setti Carraro” di Palermo, accolti dal Luogotenente Carica Speciale Massimiliano Genovese, comandante della stazione, che ha aperto la visita introducendo i bambini ai valori fondanti del lavoro dell’Arma: la vicinanza al cittadino, il rispetto delle regole, la tutela della sicurezza collettiva.
4 zampe e legalità
A catturare l’attenzione dei bambini ci pensano subito i militari specialisti. Il Nucleo Artificieri del Comando Provinciale di Palermo mostra tecnologie e attrezzature con un linguaggio accessibile, svelandogli i meccanismi di un lavoro ad alta precisione che normalmente resta lontano dagli occhi della gente comune. Dall’altra parte, i militari del Nucleo Cinofili di Palermo Villagrazia arrivano insieme a Blade: il loro collega a quattro zampe diventa immediatamente il protagonista della giornata, dimostrando come il binomio tra uomo e cane funzioni nelle operazioni più delicate, fatto di complicità, fiducia e addestramento continuo.
L’iniziativa Rientra nel programma strutturato con cui l’arma dei Carabinieri porta avanti da anni un lavoro di prossimità con le scuole del territorio, convinta che il modo migliore per avvicinare i giovani alle forze dell’ordine sia mostrare — non solo raccontare — cosa significa lavorare ogni giorno per la sicurezza di una comunità.

La mattinata si chiude in un fiume di domande
I bambini lasciano la Stazione Uditore con qualcosa in più di un ricordo: portano via l’immagine di uomini e donne in divisa che rispondono, spiegano, si avvicinano. E forse — chi può dirlo — qualcuno di loro tornerà un giorno da quella stessa porta, stavolta per restare.



