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L’editoriale: L’Italia è un paese fondato sulle emergenze e sul disagio sociale

Francesco Panasci

L’Italia è un paese fondato sulle emergenze e sul disagio sociale. Gli Amministratori pubblici in questo ultimo quinquennio hanno dimostrato solo di essere incapaci, inadeguati e inconsistenti. La politica tutta ha fallito e la società civile ha cercato e cerca soluzioni di ogni genere per superare, semprechè sarà possibile, questa eterna crisi.

La Sicilia, con il governo Crocetta, ha cercato soluzioni adottando lo strumento delle conferenze-denuncia, che da un lato ha colpito e ha demolito (almeno si spera) un sistema criminale organizzato radicato che fino ad oggi risultava inespugnabile e indistruttibile. Dall’altra, il governatore, preso dall’apparire, ha dimenticato di rimpiazzare con le intelligenze giuste quei “posti chiave” utili per far ripartire il motore regionale.

Intanto il tempo corre e le risorse europee andranno a scemare. Le opportunità che abbiamo avuto in quanto Regione a convergenza non sono state sfruttate e l’Europa stessa ci ha definiti incapaci di progettare, programmare e spendere. In tutto questo direttori, dirigenti e funzionari incaricati di organizzare e redigere i bandi relativi alla nuova programmazione 2007-2013 poco hanno fatto, dimostrando quello che abbiamo sempre pensato, la loro NON competenza e capacità di portare a buon fine il lavoro a loro assegnato.

Gli anni passano e nulla cambia, anzi, tutto cambia poiché la situazione economica-finanziaria della nostra Regione peggiora e al peggio non c’è mai fine. Ad ogni modo i responsabili di tali disastri rimangono nei loro posticini, non vengono prese misure di rimozione dall’incarico, anzi, succede l’opposto, come si legge dai vari articoli usciti nei diversi quotidiani, che per questi signori scatta anche il premio (non si comprende perché una premialità) o un aumento del loro super stipendio.

In un qualsiasi Paese civile fare il proprio lavoro è un dovere. La classe politica nel nostro paese è rimasta identica da 20 anni ad oggi. Innovazione e tecnologia sono parole utilizzate nei proclami di ogni candidato/a e di ogni forza politica al fine di impressionare il cittadino nel momento del loro bisogno, ma poche sono le azioni che hanno dimostrato il contrario.

Delinquere e truffare in Italia conviene e lo sanno anche gli extracomunitari che giungono nelle nostre terre pronti a dare il loro “contributo”. In Italia è impossibile andare in galera, le leggi sono stupide e quelle serie non vengono mai applicate e semmai venissero applicate, state sereni che subito dopo seguirà un indulto. Di modificare il sistema giustizia se ne parla solo quando qualche politico di spicco si trova in difficoltà, mai prima.

Ma la cosa che preoccupa più di ogni altra in questo paese è la questione dei giovani, del loro futuro e del lavoro. Come pensano questi signori di dare futuro ai giovani laureati italiani incentivando le imprese in possibili assunzioni, sapendo che le stesse sono tartassate all’inverosimile proprio dal loro primo nemico che è lo Stato? Come difenderci da un sistema bancario che avallato dalle leggi dei nostri governi ha fatto e disfatto per non dare accesso al credito alle imprese e alle famiglie?

Tirando le somme e sapendo che a queste domande sicuramente non arriveranno mai risposte, non rimane altro che pensare seriamente di andare via fuori da questa Italia.

Francesco Panasci

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Francesco Panasci

Giornalista ed Editore ma anche musicista e produttore.

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31 commenti

  1. Il titolo dice già tutto, è eloquente.
    Non mi dilungherò, ma ricordo soltanto da “addetto ai lavori” che nel nostro paese sono state violate le norme fondanti, la Costituzione italiana non esiste più, il nostro paese non si basa più sul lavoro, ma solo sul precariato e sulla più totale incertezza del domani.
    La società civile fa buchi da tutti i lati, quel che un tempo per il cittadino era un diritto adesso non lo è più.
    Le classi sociali si sono ben delineate, oggi non esiste il ceto medio, adesso o stai benissimo o stai malissimo e ciò accade nei paesi sottosviluppati.
    L’Italia è giunta ai limiti e adesso si appresta abbondantemente a superarli.
    In un contesto senza serie prospettive, con politicanti di mestiere, un euro che ci ha massacrati raddoppiando il cambio e perpetrando la truffa più colossale mai vista, in un sistema creditizio al collasso che sta implodendo da un momento all’altro, che non dà un centesimo di credito alle famiglie, la malasanità dilagante, il diritto allo studio violato all’università con i test d’ingresso, i nostri confini violati e la nostra terra letteralmente invasa da popoli culturalmente diversi dal nostro, talvota anche ostili, un sistema di tassazione inaudito che si accompagna ad una burocrazia del sistema che annienta l’imprenditoria sana ed il vero commercio, si traduce a mio avviso in una economia asfittica, in ginocchio, in un paese dove e con essa tutta la società italiana, le nuove generazioni saranno senza futuro e senza identità.

  2. La riflessione del Direttore che a tratti può apparire cruda, pura e dura, purtroppo ben rappresenta una situazione divenuta oramai insostenibile. Lo stato di disagio quotidiano che si vive nel nostro Paese ed in particolare nella nostra Regione ha raggiunto livelli di guardia da “codice rosso”.
    Questo stato di cose viene vissuto quasi con rassegnazione da un popolo che sembra averne viste di cotte e di crude ma che dovrà ancora soffrire.
    Soffrire per la mancanza di capacità gestionali da parte di chi amministra una Regione Sicilia proiettata a trasformarsi, sempre più, in articolazione di Uffici inquirenti.
    Non si riesce, davvero, a comprendere quali siano le ragioni di questo sovrapporsi di competenze tra poteri.
    Abbiamo degli ottimi magistrati inquirenti che hanno, da sempre, dimostrato con i fatti e sul campo, di sapere ben operare contro il malaffare e la mafia, a volte, pagando un prezzo altissimo.
    Di contro, una politica fatta di chiacchiere, annunci, conferenze stampa e slogan, non riesce (non vuole!) a prendersi le sue responsabilità. La responsabilità di governare, di scegliere in nome e per conto del popolo sovrano che democraticamente ha espresso la propria volontà tramite l’espressione del voto.
    Nel frattempo, tutto scorre.
    Scorrono le ore, i giorni, le settimane, i mesi, gli anni.
    Va via la speranza, la speranza di un fututro migliore, la speranza che qualcosa prima o poi cambi.
    Ritroviamo il coraggio dei nostri padri, restituiamo dignità al nostro popolo, torniamo ad essere dei veri Siciliani che con il sudore della propria fronte, lavorando onestamente hanno reso grande questa nostra Terra di frontiera.

  3. Il “cambiare tutto per non cambiare niente” di gattopardesca memoria continua ad adattarsi perfettamente alla realtà sociale e politica siciliana. La “rivoluzione” auspicata e propugnata dal governatore Crocetta di fatto è solo balenata in alcuni iniziali provvedimenti che non hanno prodotto l’effetto sperato. Nemmeno l’alleanza con il M5S che sembrava dovesse rappresentare un terremoto di magnitudo devastante ha sortito grandi risultati e i nomi “nuovi” che hanno popolato il nuovo governo dell’isola non sono stati in grado di operare alcuna novità. E come sempre la realtà siciliana è lo specchio e insieme il contraltare di quella nazionale.

  4. da ottimo editore quale sei ha espresso crude e tristi verità, sperando probabilmente, di smuovere qualche coscienza. mi piacerebbe almeno una volta leggere di soluzioni concrete e
    non di n.me polemiche o soluzioni estreme che non portano a nulla(come andare in piazza a protestare, dove magari tra la folla si mischiano gli esaltati e i male intenzionati, capaci solo di fare ulteriori danni). purtroppo però in un mondo fatto di disonesti mi chiedo quali possono essere le soluzioni! le leggi sono sbagliate, ma cmq non le vuole rispettare nessuno. non c’ è educazione civile, c’è troppa ignoranza e non si capisce che il voler fottere il prossimo significa solo fottere noi stessi.

  5. Caro Francesco,
    l’Italia e la Sicilia, in particolar modo, stanno vivendo uno dei periodi più brutti della storia della nostra Costituzione.
    Non esiste più la Politica dunque non può esistere la volontà reale e realistica di pensare all’Economia del nostro Paese.
    Siamo confusi e la crisi che ci sta investendo è il frutto di un sistema che affonda le sue radici in vent’anni di sprechi e di falsi miti, di finte guerre e di alleanze occulte dove alla fine il popolo italiano è stato strumentalizzato e manipolato.
    Oltretutto la mancanza di veri e propri programmi da parte della classe politica di turno ha fatto sì che la stessa comunità europea perdesse fiducia e attenzione nei nostri confronti.
    Tutto ciò ha dato luogo alla riduzione dei finanziamenti destinati alla cultura e alle attività economiche.
    Il non sapere utilizzare le risorse europee per il rilancio del nostro Patrimonio culturale e delle attività produttive nonché alla indifferenza palese nei confronti della piccola e media impresa, ci ha portato a un punto di non ritorno.
    Il miracolo non può avverarsi. Siamo noi che dobbiamo prendere seriamente coscienza di ciò che sta succedendo. Non voglio essere pessimista, chi mi conosce sa che non lo sono. Anzi!
    Tutta la classe politica, siciliana e italiana, dovrebbe rendersi conto che siamo all’alba di una guerra civile.
    Quale sarà la causa scatenante non è possibile prevederlo ma che tutto ha un inizio e una fine questo è certo. Solo i privilegiati della politica sono convinti di godere all’infinito dello Status quo.
    14 Luglio 1789 docet… ” Se non hanno pane dategli le brioches!

  6. La nostra Sicilia è diventata in assoluto la regione (l’utilizzo del minuscolo non è un caso) non solo dell’apparire, perché basta guardarsi in giro per vedere quanto conti “apparire” ed è un fenomeno trasversale che colpisce tutta la popolazione, ma anche una regione incapace di sfruttare le occasioni di rilancio, di modernizzazione, statica nell’ aspettare un cambiamento che storicamente non appartiene al popolo siciliano. Terra di conquista per tutti i popoli che hanno lasciato nei secoli tanto di loro in termini di architettura, cultura e tanto altro che tutti ben conosciamo. Non siamo un popolo di conquistatori e non lo saremo mai. Siamo un popolo di emigranti ma su questo si tornerà dopo.
    Crisi, disagio sociale, emergenze, fallimenti, suicidi queste le parole che fanno parte della nostra vita ogni giorno. Ma la maggior parte della gente sembra non accorgersene forse perché vive sotto la tranquillizzante ed ovattata campana di vetro creata da quelle stesse persone che da una parte critica, addita attraverso i mezzi di comunicazione e le piazze, ma dall’altra sostiene in silenzio e riverisce perché gli consente di “tirare a campare”.
    Poi ci sono invece quelli che non hanno nessun sostegno, che vedono sgretolarsi tra le mani tanti anni di lavoro, di impegno, di messa in gioco personale, sommersi da debiti e stretti dalla morsa di un circolo vizioso che non consente più di pagare i fornitori, i dipendenti, se stessi. Quanti patrimoni personali vanno in fumo per salvare il salvabile, quante vite appese ad un filo, al colpo di una pistola che sembra l’unica strada possibile dopo che la società, le banche, gli amici che fino a ieri avevi accanto perché avevi il portafoglio pieno, oggi ti lasciano solo.
    Non è una mancanza di intelligenza, è il dolore per un fallimento personale in cui non ti aiuta nessuno, stato- regione-comune per primo. Si incoraggia l’imprenditoria ma dall’altro lato il primo debitore è proprio l’incoraggiatore.
    A proposito di intelligenze, oggi sono combattute a tutti i livelli, perché tendono a minare le posizioni che sono occupate per “diritto” di famiglia, di cognome e di Casta (questa sì in maiuscolo) ed in generale di appartenenza politica e non solo.
    In Sicilia se sei intelligente ti ritrovi porte non più sbattute in faccia, ma chiuse.
    Vogliono costringerti a non fare il tuo lavoro perché la moderna filosofia afferma che se un trentenne non si accontenta di fare lavoretti è solo una persona a cui piace stare a casa mantenuto dalla famiglia. In realtà è solo un modo per non avere concorrenza, per non condividere conoscenze, tramandare soprattutto sapere tecnico o legale (o altro), per non far creare esperienza questa sì necessaria alla costruzione di una propria individualità professionalità spendibile.
    Dopo nove anni di studio serio e sette anni di lavoro in cui magari hai avuto la fortuna di avere qualche incarico degno di questo nome, dopo aver visto la tua professione sminuita dalle innumerevoli riforme universitarie che hanno “regalato lauree a poca fatica e con il massimo punteggio”, dopo i sacrifici economici costati cari al portafoglio perché si devono pagare contributi, tasse, tarsu, iscrizioni agli albi, assicurazioni,bollette etc., (e questi li devi pagare anche se i clienti non ti pagano per mesi per non dire anni), cosa tocca fare??
    La risposta più semplice per tutti è: andarsene il più lontano possibile!
    C’è una migrazione silenziosa e massiccia in atto che non passa attraverso i media che non è palpabile ma passa attraverso i gate di tanti aeroporti.
    Non c’è più una valigia di cartone, ma tanti Ipad e smartphone perennemente collegati sul Mondo, tanti passaporti con regolari visti e tanta speranza di trovare altrove ciò che qua, a casa nostra, non troviamo o non abbiamo mai avuto.
    La risposta meno semplice è: rimanere e lottare per costruire qua ciò che ci spetta di diritto.
    La saggezza popolare dice: l’unione fa la forza.
    Se fossimo tutti uniti, mettendo da parte la nostra egoistica individualità, se sfruttassimo l’intelligenza positiva che questa terra ci ha donato, se tutti ci presentassimo alle porte chiuse, le sfonderemmo e cambieremmo tante cose.
    Utopia? No
    Ma questa terra è l’emblema dell’egoismo per cui finiremo per incrementare le economie di altre regioni (apparentemente più virtuose) o di altre Nazioni, perché di vita ne abbiamo solo una ed abbiamo il dovere morale di viverla al meglio che possiamo.

  7. Caro Direttore, chi come noi ha i capelli grigi sa che tutto quello che vediamo è il preludio di qualcosa di grosso e grande che tra un pò accadrà. Il fallimento della politica e delle istituzioni, la totale inadeguatezza dei Servizi resi dalla Pubblica Amministrazione, hanno esasperato una società civile, stanca di cercare soluzioni (in certi casi già trovate ma non recepite) per gente che a parte della sua poltrona e della sua indennità da politico non gli frega. Dopo tanti anni di politica attiva, oggi mi accorgo di non avere raccolto nulla, anzi in certi casi forse ho contribuito (come tanti) a danneggiare la società, chiedendo di scegliere questo o quel candidato “ciarlatano” di turno. In merito ci sarebbero da scrivere libri o telenovelas, ma preferisco astenermi. I giovani sono quelli che stanno pagando dazio di tutto ciò, sono coloro sui quali bisognava scommettere ed investire a tutti i costi ed invece hanno avuto solo interventi “palliativi” che non hanno condotto a nulla, se non in certi casi, di incrementare l’esercito di precari che c’è già.
    Per cui, da adesso in avanti dobbiamo far capire ai signori politici che i voti se li dovranno conquistare uno per uno, porta a porta, ma sopratutto provando a portare una ventata nuova di idee e di politica “del fare” diversa dai stereotipi a cui siamo abituati. Dico solo che adesso è il momento di agire…sul serio stavolta…! E’ sempre un piacere direttore.

  8. oggi il gds pubblicava QUI NEMMENO GRATIS il sindaco orlando non vuole personale a titolo gratuito come se la nostra amata citta’ non ha bisogno di essere curata a cominciare dai marciapiedi alle spiagge, all’immondizia, l’erbaccia, le scuole che sono al collasso, le fognature che quando piove si allagano e abbiamo visto cosa succede, 700 persone gratis dalla regione, e poi dicono che manca il lavoro, manco a gratis ti fanno lavorare, caro Francesco il probblema sta in alto, oggi la gente e stufa il governo sbandiara da sempre che c’e’ crisi ,ma per chi? per i poveri, per quelli che vivono con 700 euro al mese, ma per chi ne prende 20.000 ( il quale io ci faccio 2 anni) credimi non c’e’ crisi, il buon esempio lo dovrebbero dare loro ”’la crisi la dovrebbero superare loro, ritornando sulla terra e campando come facciamo noi, privandoci di tutto, perche’ non abbiamo la possibilita’, i soldi se li devono tagliare loro e saremmo dinuovo un paese all’avanguardia con il mondo intero, prima di fare le votazioni dovrebbero firmarci carta scritta, e se non mantengono le promesse via dalla politica per sempre, la gente e stufa, ciao Francesco e scusa le chiacchere.

  9. Il Governatore Crocetta che, ricordo a me stesso, è stato scelto soltanto dal 35% degli elettori siciliani, si trova in una fase d’empasse, dopo un avvio con segnali di cambiamento forte. Ha preferito dare fiducia ad una squadra di governo di così detti “tecnici” lasciando al “punto di partenza” i politici che erano pronti a condividerne l’azione riformatrice e progettuale e che oggi spingono per tornare in pista perché ritengono di esserne legittimati.
    Intanto, come dice Francesco, le emergenze ed il disagio sociale sono più evidenti che mai ed i vari livelli Istituzionali arrancano e hanno difficoltà a sviscerarli e risolverli.
    Il governo delle larghe intese che ha giocato al rinvio, l’Esecutivo Crocetta che si trova ad un bivio….: ripartire seriamente o sparigliare le carte ed , infine, il Comune di Palermo la cui azione ad oggi non mi è sembrata confortante ed efficace…confermano appieno lo stato di disagio e di emergenza.
    Il lavoro manca e la disoccupazione in Sicilia è a livelli non tollerabili, i giovani delusi cercano, invano, soluzioni fuori dal Paese e si allontanano sempre di più dalla politica e dalle Istituzioni che non riescono a dare valide ed efficace risposte.
    Le imprese chiudono gravate da un prelievo fiscale eccessivo e da un “negato” accesso al credito.
    Dice bene, allora, Francesco quando afferma che ” la politica ha fallito”, non resta , pertanto, che fare autocritica. Non serve, però, parlare soltanto di “casta” e di “privilegi” ma puntare e dare fiducia ad una classe dirigente, intanto, scelta dai cittadini, ma che una legge elettorale anticostituzionale impedisce di fare e che sappia calarsi nella realtà senza improvvisazioni e con cognizione dei problemi.
    Insomma, un pò più di meritocrazia e competenza, mista ad onestà e trasparenza che non guasta.
    In conclusione, potremmo dire e Panasci penso sarà d’accordo… meglio “ESSERE” che “APPARIRE”…..

  10. Analisi precisa e puntuale della situazione attuale, articolo da condividere in pieno, non c’è futuro per i nostri giovani e la speranza per noi gente italica e sopratutto sicula è al lumicino. Che fare? Dovremmo avere il coraggio di cacciare sia la classe politica che la classe dirigente attuale, ai posti di comando ci devono andare gente capace e motivata che sia in grado di farci risollevare. La vedo nera, ma la speranza, come dicevano i nostri nonni è l’ultima a morire, ma ciascuno di noi deve fare la sua parte anche se piccola mala deve fare!

  11. Caro Francesco, con la tua riflessione attenta e reale, lasci poco per un commento originale … ma voglio dare un mio piccolo e parziale contributo. Non sono un economista ma sono certo che per mantenere integro l’esile filo di pace sociale bisogna ripartire dall’equità sociale, ridistribuendo le ricchezze inique di pochi a favore di chi ha problemi di sopravvivenza e, soprattutto verso giovani e gli anziani, oltreché i disoccupati, come avviene nelle più evolute democrazie europee. Poi, per quanto mi riguarda, credo che la “rimodulazione della spesa” sia stata fatta non toccando solamente i potentati. Un esempio per tutti: In Europa si va verso l’unificazione delle forze nazionali di polizia, in Italia ci sono sette tipi di polizia con 7 comandi generali, 7 tipi di uniformi, e così via dicendo. Sapete quanto è stato valutato che si risparmierebbe ogni anno con l’unificazione? 5 miliardi di euro, più di quanto si incasserebbe con l’IMU? non pensate che assegnando queste cifre alle imprese, ai giovani (con un salario minimo) ed agli anziani bisognosi, i nostri negozi riprenderebbero ad accogliere, copiosamente, i consumatori???

  12. Siamo il paese con la più alta tassazione al MONDO!!! I nostri politici sono degli incapaci, solo ridiscutendo i termini della nostra permanenza in Europa si potrebbe iniziare una lenta ripresa ma dubito fortemente che qualcuno sia capace, o peggio, voglia farlo. Ormai siamo schiacciati da quest’Europa infernale e gli interessi sul debito pubblico crescono ogni anno. Sono molto pessimista ma non voglio mollare, non rassegnamoci e facciamo quello che possiamo. E soprattutto votiamo x le persone oneste, quelle che fanno politica con entusiasmo e con passione! Rosalba

  13. Come si può dire “non è vero” a questo articolo? come si può non condividere la fotografia delle situazioni? Non condivido il passaggio degli extra comunitari, certo, è vero che alcuni di loro vengono a delinquere conoscendo il nostro sistema giudiziario, ma di certo non si può generalizzare. A quanto pare molti di loro sono quasi “essenziali” ad alcune categorie lavorative, quelle più umili, infatti gli vengono affidate mansioni che nessuno vuole fare. Concludendo questo, io sono una che fà parte della categoria “giovani”, con tutti annessi e connessi, ma non ho nessuna intenzione di lasciare questa terra, vorrei semmai lottare per cambiarla, e sai cosa mi fà impazzire? Mi fà impazzire leggere “è vero” “hai ragione” “è uno schifo” ma nessuno alza un dito, nessuno PARTECIPA. Forse dovremmo imparare dal passato, dove i cittadini, la gente, faceva rivolte e capovolgeva la situazione, tante persone messe insieme che hanno fatto la storia. Rivolta PACIFICA e di massa, continuativa, fino a ottenere quello di cui abbiamo bisogno.
    Lancio un ulteriore provocazione “Lo statuto siciliano?” e qui mi fermo.

  14. Sconfortante come il pensiero gattopardiano “se vogliamo che tutto rimanga com’è bisogna che tutto cambi” sia così attuale.
    A noi giovani non rimane che “l’arte di arrangiarsi”, in un altro paese.

  15. di queste “Riflessioni lucide e mirate” ne sentiamo tutti i giorni!! Di fatti e azioni invece se ne vedono pochi! Spero che oltre alle parole lei stia anche agendo!!

  16. Caro direttore, ti conosco bene e conosco bene il tuo entusiasmo.
    Sei , oltre a giornalista e editore, un talent scout . Ospiti ragazzi in redazione per insegnare loro un mestiere e forse la capacità di vedere. Alcuni di questi ragazzi rimangono a collaborare con te e questo ti inorgoglisce. Crei gruppo ! Ed allora , perché chiudi il tuo redazionale con “non rimane altro che pensare seriamente di andare via fuori da questa Italia” ?!
    Non sono miope, riconosco che c’è una nazione ” quasi ” in ginocchio, come del resto parte dell’Occidente; se permetti però voglio lottare con i miei modesti mezzi e nella mia città !
    Hai realizzato un documentario sull’arte dell’arrangiarsi, mi è piaciuto molto perché oltre ai lavori tradizionali con mezzi tradizionale, altri invece erano affrontati con grande professionalità e con mezzi di eccellenza !
    Ed allora caro direttore, vuoi stimolarci, provocarci, o cosa altro ?

  17. Caro sig. Panasci le critiche che leggo, in questi commenti non le condivido per niente la verità non fa male fa crescere,e noi siamo messi male e dobbiamo dire le cose come stanno. Il suo coraggio nel farlo e ammirevole e penso che per noi giovani la speranza di crescere i nostri figli in un luogo sicuro e sereno esista.Io amo essere presente nel mio quartiere e cecare con l aiuto di tutti di migliorarlo, credetemi non è facile quando parli con un sordo un amministrazione comunale che può fare di più ma……… Non fà, e mi perdoni se non so scrivere con la testa di uno scrittore ma le scrivo col cuore di un Palermitano,che ama la sua città,e mi consenta di dir,che la soluzione di tutto non è un biglietto aereo per scappare da codardo,ma è affrontare questa gente che specula sulla nostra pelle.
    Grazie Mario Manzo

  18. L’Italia era una repubblica fondata sul lavoro, da tanti anni invece è una repubblica fondata proprio da ladri truffatori evasori sfruttatori politici che vanno a prostitute e gente che ormai pur di portare avanti la baracca è disposta ad umiliarsi e fare cose che non vorrebbe. Sono stanca di questa Italia e di questi qua che ci rappresentano, la Sicilia dovrebbe essere una nazione in stile svizzera, a mio avviso proprio così ci possiamo salvare. Togliendo ovviamente tutto il marcio che ci circonda e soprattutto chi dice che quello che fa lo sa fare.. Avete capito no?!

  19. Caro Direttore come non potrei essere d’accordo con te, lavoro più con gli States che con l’Italia, e quando mi viene chiesto perchè non rimango in Italia, mi viene difficile spiegare che la classe politica pensa principalmente ai loro fabbisogni piuttosto che al Paese, e che nessuno venga a dire che tutto il Mondo è Paese, vi assicuro che non è così, ad esempio negli States ci sono solo 2 partiti: repubblicani e democratici, in Italia ci divertiamo a farci prendere in giro (per essere civile) dal delinquente di turno che fonda un partito….. L’Italia è nostra ma non abbiamo il coraggio di alzare la testa come fanno in altri Paesi……

  20. Grazie Direttore per mantenere caldo il dibattito.
    Il presidente Crocetta ha attaccato fino ad oggi, un sistema politico dove lui non ne faceva parte. ma adesso, man mano che il tempo passa, ne è attore principale, e le sue conferenze stampa, proclami e apparizioni tv devono lasciare lo spazio a concrete risposte politiche a reali problemi sociali.

  21. Riflessione lucida e mirata. Il tracollo verso il quale stiamo inevitabilmente dirigendoci, trae origine da due cause, che sono probabilmente correlate, la prima è che in Sicilia si è solo pensato dal dopoguerra ad oggi a far ingrassare i signorotti che con mentalità feudale hanno accresciuto la mentalità del privilegio e del favore, morale ci troviamo con una classe dirigente ricca ed elitaria che fa autoreferenza, si premia e si olea esprimendo una classe politica dalla spaventosa incompetenza. Secondo è che forse per il disegno globale di sovranità economica della Germania sul nostro ex bel paese, non è stato casuale che la Sicilia non progredisse da un punto di vista politico, economico e civico. Siamo una sorta di esperimento teso a farci logorare tra noi per essere più deboli e comprabili a buon prezzo.

  22. siamo alle solite. Parole parole che di porta via il vento. spero presto di emigrare e lasciarmi tutto alle spalle. Amo la mia terra ma sarò costretta a scappare se qualcosa non cambia.

  23. Proprio ieri sera guardavo un servizio alle Iene dove si parlava dei tanti siciliani, specialmente giovani, che sono costretti ad abbandonare la loro amata sicilia per tentare la fortuna all’estero. Sono rattristata, sfiduciata, stanca, stufa e chi più ne ha più ne metta. Parole sparse al vento, fumo e soltanto fumo, la verità è che siamo circondati da una classe dirigente ignorante, incapace ma quel che più è grave arrogante e presuntuosa.

  24. Una regione in mano ad un annunciatore che affama i pochi che ancora lavorano, penso ai tanti lavoratori della formazione, costretti a chiedere l’elemosina ai parenti per l’incapacità di spendere i fondi europei, che ha dichiarato di volersi dimezzare lo stipendio, che ha dichiarato di ridurre al minimo i consulenti, che ha dichiarato di volere risanare la sanità, che ha dichiarato…e basta!

  25. Per quello che mi riguarda io non la darò vinta a questi delinquenti, piuttosto loro devono andare via, non solo dal parlamento ma dal nostro paese. Io lavoro in un call center è vivo con circa 500,00 al mese. Ditemi voi come faccio a costruire un futuro, tuttavia non intendo arrendermi sono ancora giovane, civile e fiero di essere italiano perché l’Italia non è un paese di proprietà di questi indegni al contrario è e deve essere il paese della buona gente.
    Saluti a tutti voi.

  26. scusa se non ho messo il nome mio quello vero per motivi personali.
    io voglio paarlare di Orlando il Sindaco. Lui a noi ambulanti ci vuole in mezzo alla strada perchè ci manda sempre i vigili a sequestrare la roba che vendo ma è giusto io non so lavorare in altri mestieri che devo fare.
    Signor Panasci lei che ci parla sempre con Orlando ci può dire di farci lavorare tranquilli o dobbiamo andare a rubare.
    il mio vero nome è Nino grazie

    1. infatti l’incremento di furti e o rapine e’ evidente ,anche nei locali e difficile oggi suonare per una questione di ordine pubblico ,questo perche ‘ e la mia professione ,il musicante ,avevo pensato di fare una bancarella di ambulante anche io ,ma visto questi sequestri ma la sono rifardiata .

  27. Io sono disoccupato non so più da quanto tempo e sarei propenso ad andare via, ma non ho i soldi per trasferirmi all’estero.
    Ancora oggi, superati i 45 anni ho come unico riferimento i miei genitori, che mi mantengono e mi supportano e devo sentirmi fortunato nella sfortuna perchè c’è altra gente che non ha nemmeno questo. Solo che mi vergogno perchè non ho autonomia, non posso crearmi un futuro ne una famiglia ne tantomeno una casa. Ho inviato curriculum ho intrattenuto colloqui, appuntamenti etc. con un esito sempre negativo.
    Quelle poche aziende che assumono guardano prima l’età e le loro esigenze. Quindi quando Lei parla di giovani che non trovano lavoro, chiedo e allora per noi ultra quarantenni cosa offre il Paese?
    Si occupi anche dei cosiddetti senior.
    buona serata

  28. Bravo Panasci se prima avevamo un poco di depressione adesso siamo pronti a suicidarci!
    A parte ogni scherzo, il tuo editoriale è una scansione precisa dell’attuale situazione politico-sociale che sta vivendo il nostro Paese con i suoi abitanti.
    Le riforme si possono fare, la vera verità è che non le vogliono fare.
    Ricorda che un popolo povero e affamato essendo impegnato a combattere le emergenze di vita risulta gestibile e ricattabile.
    Prova ne è che ancora oggi si promette il posto di lavoro in cambio di voti!
    Sono convinto come la signora Ester che bisogna scendere in piazza con le mazze e gli scudi per fare ordine e piazza pulita di questa indegna rappresentanza politica. Destra, Sinistra e centro con i loro relativi dirigenti rappresentano la vera VERGOGNA di questa martoriata terra. Radiamoli!

  29. Caro direttore, anche se il suo editoriale sembra forte, in verità lo è meno di quanto sembra. La situazione Italia è ancora peggio e occorre scendere in strada a fare follie. Il tempo oramai è nostro nemico, ogni giorno che passa certifica un passo indietro. Lei scrive del lavoro dei giovani laureati, ma la priorità è stata sempre data i detenuti, alle finte cooperative sociali e ai dipendenti di Enti Privati in fallimento.
    L’italia così com’è non vale nulla ed è tempo di fare quello che è giusto fare, ribellarsi tutti insieme e con tutte le forze a questo sistema. Concludo dicendo che sono infelice di essere italiana. La saluto cordialmente.
    Ester

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