Arte e Cultura

Le vie dei tesori, si apre la mostra Gulino dedicata ai “Clandestini”

Grandi tele e installazioni che raccontano di uomini privati della parola, del loro nome e dei loro diritti. Opere in cui figure, oggetti, corpi danzanti emergono dal fondo frantumato in cui si articolano segni matematici indecifrabili, lettere e numeri. All’indomani del giorno in cui si commemorano le 368 vittime del naufragio di Lampedusa avvenuto lo scorso anno, il Festival “Le Vie dei Tesori” apre alle 18 alle Carceri dell’Inquisizione spagnola allo Steri la mostra “Passano all’asta i sogni” di Franco Accursio Gulino, dedicata ai “Clandestini”, termine usato apposta provocatoriamente. L’artista di Sciacca, reduce dalla mostra romana su Pasolini curata da Achille Bonito Oliva, espone le sue nuove opere proprio lì dove sono stati reclusi per secoli i “clandestini” della società, uomini  e donne imprigionati e processati dall’Inquisizione spagnola nella più totale segretezza. Opere realizzate con una nuova tecnica, quella della carta frantumata su tela. Perché “a frantumarsi è l’idea originaria del rispetto per l’altro”, spiega. Le Lavagne di Gulino intrecciano, così, un dialogo fitto con i graffiti e i dipinti lasciati sui muri delle celle dai clandestini del passato. Opere dove gli uomini sono nudi come fossero Cristi in croce, dove la Sicilia è un miraggio a stelle e strisce, dove i barconi di migranti disegnano itinerari nel Mediterraneo.

È questo l’appuntamento clou del programma del primo sabato delle Vie dei Tesori, giorno in cui debutteranno le visite in numerosi luoghi della città. A partire dal Palazzo Reale e dai suoi giardini, in piazza Indipendenza, che resteranno aperti dalle 8.15 alle 17.40, mentre domenica fino alle 13.

Aprono, poi, al pubblico numerose cripte cittadine e tutte dalle 10 alle 18: nello specifico, la cripta delle Repentite, di San Matteo al Cassaro e dell’Oratorio della morte in Sant’Orsola, la cripta Lanza a San Mamiliano, quella dei Cocchieri alla Kalsa, di Santa Maria di Piedigrotta e la cripta di San Giorgio dei Genovesi con la sua chiesa.

Fanno il loro debutto anche il Mikveh, bagno rituale ebraico rintracciato nell’atrio di Palazzo Marchesi, nel complesso di Casa Professa (sabato e domenica dalle 10 alle 18); e Palazzo Bonagia, testimonianza del rococò siciliano, che si mostrerà per la prima volta dopo l’inizio dei lavori di restauro (via Alloro, sabato e domenica dalle 10 alle 18).

Ancora, si apre il percorso dall’alto: ai visitatori del Festival domani e domenica, dalle 10 alle 18, sarà data la possibilità di guardare Palermo dal campanile di San Giuseppe Cafasso, dalla cupola della chiesa di San Salvatore e dalla torre di San Nicolò di Bari (aperta anche il venerdì). Visite guidate, alla stessa ora, anche a Casa Professa e Palazzo Sclafani.

A Palazzo Ziino, invece, sempre domani, inaugurazione della mostra fotografica “Vita dei soldati della Grande Guerra”, a cura della 40due Edizioni, con immagini di soldati che ricevono la benedizione prima della partenza al fronte, che vanno all’assalto di una collina o che sono immortalati mentre si lavano in un torrente. Visi di uomini pieni di dignità e, inconsciamente, orgogliosi di essere lì a combattere per l’Italia. La mostra fa il paio con quella che si apre oggi all’Archivio storico comunale, dedicata alle cartoline satiriche e di propaganda realizzate da entrambi gli schieramenti durante la Prima guerra mondiale.

Alle 17.30, in quello che fu il “salotto” al Borgo di Maurilio Catalano, per un pomeriggio si tornerà a respirare l’atmosfera di un luogo che fu nevralgico nella Palermo degli anni Sessanta e Settanta. Saranno esposti alcuni lavori dell’artista e alcune pietre litografiche che faranno da cornice alla “ricostruzione” della  galleria, che era anche stamperia e che ospitava  le pietre litografiche di artisti come Guttuso, Caruso, Fiume e Cazzaniga.

Quasi esaurite le passeggiate urbane di domenica. Mentre ci sono ancora gli ultimi posti per le passeggiate di domani: è possibile presentarsi sul posto del raduno per partecipare. Così come è possibile andare direttamente nei luoghi dove si svolgono i laboratori per bambini, anche senza prenotazione (comunque consigliata).

Informazioni e prenotazioni al call center: 091 23893000 (ogni giorno dalle 10 alle 18). Il programma completo sul sito www.leviedeitesori.it

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