Le Vie dei Tesori, mostra fotografica di Igor Petyx sulla Conca d’Oro

Che negli ultimi cinquant’anni la Conca d’Oro di Palermo abbia cambiato volto, non c’è dubbio. Come, però, ce lo racconta il fotografo Igor Petyx attraverso il suoi scatti. L’esposizione “Conca d’Oro, tra mito e presente” è uno degli appuntamenti di punta del terzo weekend de “Le Vie dei Tesori”: inaugurazione alle 11.

Organizzata in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni culturali e il Centro commerciale Conca d’Oro, la mostra vuole mettere in luce il  cambiamento, nel corso dell’ultimo mezzo secolo, del volto di questa zona della città, in bilico tra i fasti del ‘700 ancora rintracciabili, e l’attuale degrado urbanistico e sociale. E lo fa proprio grazia ad una serie di fotografie delle ville della Conca d’Oro , esposte all’interno della suggestiva cornice di Villa Raffo: settecentesca dimora di famiglie aristocratiche, in passato preda dei vandali e distrutta a più riprese e recuperata in tempi recenti proprio dalla Soprintendenza palermitana guidata da Maria Elena Volpes. Una mostra, quindi, che è una sfida. Agli atti di vandalismo e ai furti che si sono ripetuti anche durante le fasi di preparazione e allestimento dell’esposizione.

Le fotografie di un passato recente dialogano con le immagini di oggi di Igor Petyx, per rileggere il paesaggio cittadino nella sua evoluzione. La Conca d’Oro, un tempo luogo di elezione dell’élite palermitana che nutriva il bisogno di villeggiatura soprattutto come specchio del proprio status sociale, viene guardata attraverso questa esposizione seguendo il filo conduttore delle ville che la caratterizzano. La scelta di allestire la mostra proprio a Villa Raffo rientra nella volontà della Soprintendenza e de “Le Vie dei Tesori” di porre l’attenzione su siti monumentali della città poco conosciuti che gradatamente si stanno recuperando e restituendo alla cittadinanza.

Alle 18, invece, nell’atrio del Museo Salinas di via Bara all’Olivella, da non perdere l’appuntamento con “I musei parlano”. Ospite Giuliano Volpe, archeologo, rettore emerito dell’Università di Foggia, presidente del Consiglio superiore del Beni culturali e paesaggisti. Con lui Francesca Spatafora, direttore del museo Salinas, uno scrigno di tesori in corso di restauro, che apre eccezionalmente i suoi atri.

Il tema è proprio quello che è alla base delle Vie dei Tesori. Tutti sappiamo che l’Italia e la Sicilia potrebbero vivere del loro patrimonio artistico e culturale. Eppure il “miracolo” non si è ancora compiuto. Come cambiare marcia? Come fare diventare i nostri tesori più attrattivi? Come far parlare musei e monumenti in modo nuovo, con le armi della divulgazione e dell’interattività?

E a proposito di aperture eccezionali, il terzo weekend del Festival propone le visite in 60 luoghi della città. Novità della settimana, il Museo Pitré con il nuovo allestimento, il Museo archeologico Gemmellaro, il palcoscenico del Teatro Massimo e, in viale delle Scienze, le collezioni Basile e Ducrot e il Museo storico dei Motori e dei meccanismi. Visitabile pure la galleria privata Athena Antichità con la sua straordinaria collezione, nell’ambito della collaborazione avviata con l’associazione degli antiquari Asamas.

I 60 luoghi aperti del circuito “Le Vie dei Tesori” sono tutti visitabili senza prenotazione – ad eccezione dei Qanat e delle gallerie private di antiquariato – pagando un contributo che parte da un euro (10 visite 10 euro, 4 visite 5 euro, visita singola 2 euro).

I laboratori didattici pensati per i bambini e le passeggiate urbane a piedi o in bicicletta, invece, sono prenotabili al call center: 091 23893000 (ogni giorno dalle 10 alle 18).

Il programma sul sito www.leviedeitesori.it.

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