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Le Frecce Tricolori festeggiano 60 anni

Sessant’anni fa come oggi nasceva il 313º Gruppo Addestramento Acrobatico. La Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN) dell’Aeronautica italiana, conosciuta in tutto il mondo con il nome di Frecce Tricolori. In Italia la prima scuola di volo acrobatico risale al 1930 all’Aeroporto di Udine-Campoformido, ma non esisteva ancora un gruppo permanente.

Chiusura
Foto di: Fabio Gigante

Nel 1961 si decise così di fondare un reparto la cui specifica finalità fosse quella di formare una pattuglia acrobatica nazionale, selezionando i migliori piloti dei vari reparti. Lo Stato Maggiore dell’Aeronautica incaricò il maggiore Mario Squarcina, già leader del gruppo acrobatico dei Diavoli Rossi, di costituire la Pattuglia Acrobatica Nazionale (Pan) composta da piloti provenienti da tutti i reparti dell’Aeronautica Militare. Nacque in questo modo il 313º Gruppo Addestramento Acrobatico, fondato il primo marzo 1961 all’aeroporto di Rivolto con Mario Squarcina comandante.

Foto di: Fabio Gigante

La prima uscita ufficiale della PAN è il primo maggio successivo, con una formazione a 5 velivoli sull’aeroporto di Trento Gardolo. Il 3 maggio durante un volo di addestramento acrobatico sulla base aerea di Rivolto, due velivoli entrarono in collisione causando un morto tra i piloti. Ma le Frecce tornarono a esibirsi, incantando gli spettatori con incredibili acrobazie aeree. Fino al 1963 i piloti volano su modelli North American F-86 Sabre. Dopo il 1963 iniziano i cambiamenti: l’organico dei piloti cresce a nove più uno solista e si aggiunge la possibilità di usare i fumi colorati che oggi le contraddistinguono. Negli anni cambiano anche i velivoli, prima si passa ai cacciabombardieri Fiat G.91PAN, poi nel 1982 arrivano gli attuali Aermacchi MB-339 A/PAN. La flotta di MB 339 è stata recentemente sottoposta a un programma MLU (Mid-Life Update), riguardante soprattutto le apparecchiature radio e di navigazione con l’installazione del “GPS”.

Infilata a Punta Raisi
Foto di: Fabio Gigante

Con dieci velivoli, di cui nove in formazione e uno solista, costituiscono la pattuglia acrobatica più numerosa del mondo. Il 28 agosto 1988 è il giorno più tragico della storia delle Frecce: in occasione di un’esibizione all’Airshow Flugtag ’88 nella base NATO di Ramstein, in Germania, c’è una collisione in volo. Quel giorno perdono la vita tre piloti e 67 spettatori. Nell’incidente muoiono il capitano Giorgio Alessio, il tenente colonnello Mario Naldini e il tenente colonnello Ivo Nutarelli. Questi ultimi due avrebbero dovuto testimoniare al processo per la strage di Ustica pochi giorni dopo. Ma anche stavolta le Frecce Tricolori riprendono a solcare i cieli nazionali con spettacoli che comprendono una ventina di acrobazie della durata di circa mezz’ora. Durissima la selezione per entrare a far parte del corpo.

Foto di: Fabio Gigante

Ogni anno possono essere scelti solo uno o due piloti tra chi ha più di mille ore di volo: una volta entrati, devono seguire un programma addestrativo d’inserimento graduale. Il fumo colorato si genera per dispersione tramite un tubicino posto nello scarico posteriore dell’aeroplano ed è composto da olio di vaselina e pigmenti non inquinanti.

Foto di: Fabio Gigante

Spesso le esibizioni delle Frecce si concludono con la formazione al completo che disegna nel cielo un tricolore lungo 5 km, una manovra realizzata per la prima volta a Pratica di Mare durante la cerimonia di addio all’F-104 Starfighter che valse alle Frecce Tricolori il record mondiale per la bandiera nazionale più lunga mai realizzata. Per l’occasione questa sera andrà in onda alle ore 22.10 su RAI STORIA (canale 54 del digitale terrestre) il documentario RAI dal titolo: “Sessant’anni in volo: la Pattuglia Acrobatica Nazionale”.

Fabio Gigante

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