L’Avvocato del Martedì_ DIRITTO DI FAMIGLIA: A COSA SERVE LA SEPARAZIONE DEI BENI.

     Avvocato Francesca Paola Quartararo

(di F. P. QUARTARARO)  La rubrica settimanale “L’avvocato del Martedì”.

La separazione dei beni è quel regime in base al quale ciascun coniuge rimane  esclusivo titolare dei beni di sua spettanza e di ogni acquisto che debba effettuare anche in costanza di matrimonio, con il diritto di amministrare il suo patrimonio senza alcuna ingerenza da parte dell’altro coniuge. Nel regime di separazione dei beni ogni coniuge è titolare esclusivo dei beni acquisiti durante il matrimonio.

Come si costituisce il regime di separazione dei beni?

Il momento della celebrazione del matrimonio istaura automaticamente la comunione di beni. Al termine della cerimonia i coniugi possono modificare il loro regime patrimoniale con annotazione a margine dell’atto di matrimonio.

Nel caso in cui i coniugi decidono di scegliere la separazione dei beni possono farlo:

Quali sono gli effetti della separazione?

Il regime della separazione dei beni comporta che ciascun coniuge conserva la titolarità, il godimento e l’amministrazione dei beni di cui è titolare esclusivo, ebbene:

Con la separazione dei beni tra i coniugi i patrimoni di ciascuno rimangono dunque separati anche se ciò non impedisce ai coniugi di avere uno o più beni in comune, ad esempio, l’acquisto in costanza di matrimonio di una seconda casa cointestato al 50%.

Quali sono i vantaggi del regime di separazione dei beni?

Generalmente i coniugi scelgono il regime patrimoniale della separazione dei beni, perché porta notevoli vantaggi, quali:

La corte di Cassazione ha evidenziato che tale principio si applica solo nei casi in cui il debito contratto abbia a che fare con l’esigenza di soddisfare i bisogni primari della famiglia come quello della salute dei suoi componenti (Corte di Cass. sent. n. 25026/2008).

In tutte altre ipotesi bisogna tener presente il seguente principio di diritto (Cass. Sentenza n. 3471 del 15/02/2007) : ““Nella disciplina del diritto di famiglia, introdotta dalla L. 19 maggio 1975, n. 151, l’obbligazione assunta da un coniuge, per soddisfare bisogni familiari, non pone l’altro coniuge nella veste di debitore solidale, difettando una deroga rispetto alla regola generale secondo cui il contratto non produce effetti rispetto ai terzi. Il suddetto principio opera indipendentemente dal fatto che i coniugi si trovino in regime di comunione di beni essendo la circostanza rilevante solo sotto il diverso profilo dell’invocabilità da parte del creditore della garanzia dei beni della comunione o del coniuge non stipulante, nei casi e nei limiti di cui agli artt. 189 e 190 c.c.”  Pertanto, la separazione dei beni serve ad evitare che i creditori di uno dei due coniugi possa aggredire i beni dell’altro, nella misura del 50%.

A cosa serve la separazione dei beni?

La separazione dei beni ha lo scopo di evitare “le classiche liti” con il coniuge, in caso di separazione e/o divorzio, all’atto della divisione dei beni acquistati durante il matrimonio. In caso di separazione i beni restano della proprietà di chi li acquistati è ciò vale per:

Nel caso in cui la casa venga assegnata alla moglie in caso di divorzio, perché la coppia ha figli minori e non autosufficienti economicamente, la proprietà rimane di chi l’acquistata.

In caso di divisione ereditaria cosa succede?

I diritti di successione ereditaria  spettano anche se la coppia si è separata e fino a quando non interviene il divorzio. Pertanto, se uno dei due coniugi muore dopo la separazione ma prima del divorzio, quello superstite ha diritto alla sua parte del patrimonio del defunto. Difatti, la separazione non cancella i diritti ereditari.

Il diritto all’eredità del coniuge separato si perde so quando:

Per tutte le informazioni necessarie consulta il sito web: www.avvocatoquartararo.eu

 

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