L’AVVOCATO DEL MARTEDI’: PENSIONE DI REVERSIBILITA’ IN RELAZIONE AI RAPPORTI DI FAMIGLIA.

 

       Avvocato Francesca Paola QUARTARARO

(di F. P. QUARTARARO) Eccoci, al nostro appuntamento settimanale con L’AVVOCATO DEL MARTEDI’.

La pensione di reversibilità o pensione ai su persisti, è una prestazione che viene riconosciuta ai familiari dell’assicurato deceduto, che può essere lavoratore o pensionato.

A chi spetta la pensione di reversibilità?

Il trattamento spetta al coniuge, fino a un determinato limite di reddito, ai figli (sino al complimento del 26esimo anno di età se studenti universitari, se studenti delle superiori sino a 21 anni, altrimenti sino alla maggiore età), in mancanza di quest’ultimi ai genitori senza pensione o ai fratelli ed alle sorelle inabili.

Quali sono i requisiti per ottenere la pensione di reversibilità?

Affinché possa essere erogata la reversibilità, è necessaria la vivenza a carico del defunto: la vivenza a carico è presunta per i figli minori, mentre deve essere provata per gli altri familiari.

La reversibilità si può cumulare?

La pensione ai superstiti è uno dei trattamenti ai quali ancora si applicano i limiti di cumulo tra reddito e pensione, nel caso in cui i redditi del pensionato superino determinate soglie, il trattamento viene ridotto. Infatti secondo la legge Dini n. 335/1995 da la possibilità di cumulare la pensione ai superstiti con gli altri redditi del beneficiario, sino alle seguenti soglie:

Quali redditi entrano nei limiti di cumulo?

Secondo la legge Dini non specifica quali siano i redditi del beneficiario da valutare ai fini della cumulabilità con la pensione ai superstiti. A tale fine è intervenuta l’Inps. Con una successiva circolare Inps n. 234/1995 che ha chiarito che devono essere considerati tutti i redditi assoggettabili all’Iperf, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali.

SONO ESCLUSI invece:

Reversibilità e famiglia:

La situazione si complica se il coniuge divorziato si sia risposato e oltre alla ex moglie sia presente anche una nuova moglie rimasta vedova; la stessa norma, infatti, stabilisce che qualora esista un coniuge superstite avente i requisiti per la pensione di reversibilità, una quota della pensione e degli altri assegni a questi spettanti è attribuita dal Tribunale tenendo conto della durata del rapporto, al coniuge rispetto al quale è stata pronunciata la sentenza di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio e che sia titolare dell’assegno divorzile.

In nipote può avere diritto alla pensione di reversibilità?

Il mantenimento del nipote da parte del nonno, non deve essere specificamente provato per ottenere la pensione di reversibilità: quando, infatti il nipote convive con il nonno (l’inps ai fini del riconoscimento della pensione ai superstiti, limita le proprie verifiche alla sola condizione della non autosufficienza economica senza accertare il mantenimento abituale). Difatti, la condizione di non autosufficienza che dà diritto alla pensione di reversibilità (o indiretta) deve essere verificata non solo in relazione alle fonti di reddito personali, ma anche in base all’eventuale concorso al mantenimento da parte di altri familiari.

Nel caso in cui il nipote avesse i genitori in vita, in tal caso, il nipote (non orfano) risulti vivente a carico del nonno deceduto, come previsto dalla nota sentenza della Corte Costituzionale sent. n. 180/1999 che ha equiparato i nipoti ai fini della pensione ai superstiti, è necessario dimostrare che i genitori non svolgono alcun tipo di attività lavorativa, né beneficiano di altra fonde di reddito.

Se hai qualche dubbio o perplessità sulla questione, l’Avvocato Francesca Paola Quartararo, sarà pronta a risponderVi,  scriveteci nella sezione contatti del sito web: www.avvocatoquartararo.eu

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