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Otto attività sospese, 14 lavoratori in nero e 228mila euro di sanzioni: il blitz dei Carabinieri su corso Calatafimi

Ispezionati dieci esercizi commerciali e trova irregolarità ovunque: nove datori denunciati, oltre 228mila euro di sanzioni e telecamere nascoste sui dipendenti

LAVORO IN NERO

Lavoro nero e sicurezza violata a Palermo: otto attività sospese su corso Calatafimi

I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro hanno ispezionato dieci esercizi commerciali: 14 lavoratori in nero, nove datori di lavoro denunciati e oltre 228mila euro tra ammende e sanzioni.

Negozi di abbigliamento, calzature, bar, panifici, alimentari e persino un fioraio: nessuna categoria è rimasta esclusa dai controlli dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro e del Nucleo Operativo del Gruppo Tutela Lavoro di Palermo, che hanno puntato i riflettori su corso Calatafimi con il supporto della Direzione Regionale INPS. Quello che hanno trovato racconta di un sommerso radicato e di lavoratori lasciati senza tutele, sicurezza e persino senza dignità.

Dieci ispezioni, otto sospensioni

I militari entrano in dieci attività commerciali e in tutte e dieci trovano irregolarità, sia di natura amministrativa che penale. Al termine dei controlli sospendono otto esercizi e denunciano nove datori di lavoro. La causa è doppia: impiego di personale completamente fuori dai registri e violazioni sistematiche delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Quattordici lavoratori fantasma

Tra i 26 lavoratori identificati durante le ispezioni, 14 risultano completamente sconosciuti alla Pubblica Amministrazione: nessun contratto, nessuna assicurazione, nessun contributo versato. Per loro, un infortunio o una malattia professionale avrebbero significato restare senza alcuna protezione. I controlli portano al recupero di 29.200 euro di contributi non versati, una cifra che misura in modo concreto quanto questi lavoratori abbiano perso in termini previdenziali.

Sicurezza inesistente: niente formazione, niente valutazione dei rischi

Sul fronte della sicurezza, i Carabinieri documentano violazioni che mettono concretamente a rischio la salute dei dipendenti. I titolari non effettuano la sorveglianza sanitaria del personale, non erogano alcuna formazione obbligatoria in materia di sicurezza e non redigono il Documento di valutazione dei rischi, uno strumento che la legge considera imprescindibile per ogni ambiente di lavoro. Lacune che, in caso di incidente, avrebbero conseguenze gravissime sia per i lavoratori che per i datori.

Telecamere nascoste: sorveglianza illegale sui dipendenti

Tra le irregolarità più gravi c’è l’installazione di sistemi di videosorveglianza a distanza senza alcuna comunicazione né all’Ispettorato Territoriale del Lavoro né ai lavoratori stessi. Un controllo occulto, vietato dalla legge, che viola le libertà fondamentali di chi lavora in quei locali ogni giorno.

Le operazioni si chiudono con numeri pesanti: 69.336,30 euro di ammende130.300 euro di sanzioni amministrative e il recupero di 29.200 euro di contributi evasi. In totale, le irregolarità costano agli esercenti coinvolti oltre 228.836 euro.

I controlli continuano

Il Gruppo Carabinieri Tutela Lavoro non si ferma. In sinergia con l’Arma territoriale e gli altri enti istituzionali, programma nuove attività ispettive per colpire il lavoro sommerso e l’assenza di sicurezza su tutto il territorio. Perché ogni lavoratore in nero è una persona che lavora senza rete, e ogni norma di sicurezza ignorata è un rischio reale per chi entra ogni mattina in quel posto di lavoro.

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