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L’artigianato si fa accademia: a Palermo il primo Master in Management delle PMI

Presentato allo Steri il nuovo percorso LM-77: un hub di competenze per sostenere l’occupazione e l’internazionalizzazione

FORMAZIONE 

La Sicilia punta sull’artigianato come motore di sviluppo e lo fa con uno strumento inedito nel panorama formativo nazionale. L’Università degli Studi di Palermo presenta oggi il corso di laurea magistrale in Economia e Management delle Imprese Artigiane e delle PMI, nella cornice dell’Aula Magna del Complesso Monumentale dello Steri, in piazza Marina, nell’ambito dell’evento “ArtigianIA”. L’iniziativa nasce da un’alleanza tra Ministero dell’Università e della Ricerca, Ateneo palermitano e Confartigianato e risponde a una domanda semplice ma urgente: chi guiderà la trasformazione delle piccole imprese nel prossimo decennio?

Il digitale avanza, ma mancano le competenze

Il punto di partenza è un cambio di prospettiva: le imprese artigiane non sono più realtà locali chiuse su sé stesse. Sono inserite in filiere globali, orientate all’export e all’innovazione, chiamate ad adottare tecnologie avanzate e a competere su mercati complessi. I dati del 5° Radar Artigiano elaborato dal Censis per Confartigianato lo confermano: nel 2025, il 64% delle aziende artigiane usa stabilmente il digitale e il 48% lo impiega già nelle fasi di progettazione. Eppure, nonostante l’80,5% degli imprenditori abbia effettuato investimenti strategici negli ultimi anni, il 67% segnala ancora difficoltà a trovare manodopera qualificata e competenze gestionali adeguate.

Cosa si studia: dal marketing digitale alla finanza per le PMI

Il nuovo corso magistrale — classificato nella classe LM-77, Scienze economico-aziendali — debutterà nell’anno accademico 2026-2027 con un piano formativo multidisciplinare. Gli studenti affronteranno materie come la gestione della supply chain, il marketing digitale, la finanza aziendale per le PMI, i metodi statistici per i big data, il diritto dei contratti d’impresa, la sociologia dei consumi e l’organizzazione delle risorse umane. Accanto alla teoria, il percorso prevede project work ed esperienze sul campo, per costruire competenze direttamente spendibili nel mercato del lavoro.

Chi forma e chi presenta il corso

Il corso sarà illustrato da Marcantonio Ruisi, direttore del Dipartimento di Scienze economiche, aziendali e statistiche. All’incontro parteciperanno anche il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e il presidente di Confartigianato Imprese Sicilia, Emanuele Alessandro Virzì. Il rettore Massimo Midiri ha sottolineato come Palermo, per la sua posizione strategica nel Mediterraneo, possa diventare «un hub fondamentale per il dialogo e lo scambio di professionalità e competenze». Il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, lega invece il progetto alla necessità di rafforzare la cultura produttiva: portare dentro le imprese gli strumenti per affrontare innovazione tecnologica, transizioni green e digitale, competizione sui mercati mondiali.

“In Sicilia c’è una realtà economica viva, aumentano le entrate, crescono i posti di lavoro. Tutto questo è possibile perché abbiamo scelto di investire molto sulle attività produttive, oltre a semplificare le regole per le imprese. I risultati ci stanno dando ragione. Ci siamo dati anche il compito di fare in modo che la formazione professionale regionale adegui sempre più i profili alle vere esigenze del mondo del lavoro, che richiede figure moderne, necessarie alle aziende che vogliono investire in Sicilia. Questo è possibile modificando l’offerta e la didattica, puntando a una formazione di qualità e al passo coi tempi. È quello che stiamo facendo. Un impegno che fa il paio con le iniziative intraprese dall’università, che si occupa di creare figure di livello manageriale per il mondo dell’artigianato e delle imprese. Così facciamo sistema tra le Istituzioni. La Regione sta investendo notevoli risorse per le imprese: in questo momento abbiamo attivato misure per oltre 775 milioni di euro a sostegno di investimenti, occupazione, liquidità delle piccole e medie imprese, rilanciando anche l’artigianato”

–  il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani

Manager, consulenti, dirigenti

I laureati potranno operare come imprenditori, manager, consulenti d’impresa, dirigenti di associazioni di categoria e operatori di istituzioni pubbliche. Figure capaci di governare internazionalizzazione, transizione digitale ed ecologica, gestione finanziaria e sviluppo organizzativo, senza perdere il legame con le caratteristiche tipiche delle piccole imprese: radicamento territoriale, integrazione tra proprietà e gestione, reti relazionali complesse.

Una scommessa che parte dal Mezzogiorno

Anche la ministra dell’Università Anna Maria Bernini ha sottolineato come il corso incarni il ruolo che l’università dovrebbe avere: ascoltare il sistema produttivo, fare squadra con le imprese, costruire competenze strategiche. La scommessa, in fondo, è trasformare l’artigianato da settore da tutelare a piattaforma di crescita, innovazione e nuova occupazione qualificata — partendo dal Mezzogiorno, che di competenze manageriali ha bisogno almeno quanto di investimenti.

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