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L’arte provocatrice di Hermann Nitsch non è la benvenuta a Palermo

Prevista dal 6 luglio al 20 settembre l’esposizione di 40 tele realizzate da Hermann Nitsch, ai Cantieri Culturali della Zisa, nello Spazio Arti Contemporanee.

Discusso e controverso artista viennese che con il “Teatro delle orge e dei Misteri” e le sue performance di animali squartati , corpi crocifissi e tanto sangue, hanno suscitato  l’indignazione e la protesta di chi ha fatto del benessere e della cura degli animali, ragione di vita.

Improvvisamente annullata la sua esposizione in Messico prevista per lo scorso febbraio, forse proprio a causa delle polemiche degli animalisti, le opere dell’artista faranno tappa in città per qualche mese.

Anche da Palermo già monta la protesta ed in rete una raccolta di firme su change.org per chiedere l’annullamento dell’esposizione corre veloce da profilo in profilo.

“Una esposizione azzardata in una città che ha visto per troppe volte il rosso colore del sangue calcare le scene della vita reale- così inizia a parlare Mauro Di Girolamo , giovane pittore palermitano che ha realizzato l’ “Art Work” “Un Cattivo Babbo Natale” per sottolineare la forte opposizione a questo genere d’arte”.

Mauro Di Girolamo , trentenne palermitano, con trascorsi nel laboratorio d’arte di Salemi, capitanato da Oliviero Toscani, non è nuovo a questo genere di proteste. Già nel 2012 ha opposto alla esposizione di Damien Hirst al Tate Modern di Londra ed alle sue installazioni di animali morti, la realizzazione contestuale di un dipinto della dolcezza di un volto di donna eseguito all’esterno del Museo durante i giorni della mostra.

“In quel caso ho contrapposto la dolcezza di un volto femminile alle forti immagini proposte da Damien Hirst- continua l’artista palermitano- oggi “Un Cattivo Babbo Natale” contro una prevista esposizione destinata a vedere il sangue come strumento d’arte. Cattivo, perché non è un dono gradito il messaggio che porterà in città Hermann Nischt; non è retorico affermare che tanti giovani pittori contemporanei palermitani sono stati ostacolati nelle mostre da un apparato burocratico davvero contorto e in questa occasione si offre uno spazio espositivo della città con provocatoria irriverenza” – conclude Mauro Di Girolamo.

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