Spazio Libero

La Tunisia e la sua primavera interrotta

Giorni fa è stato ucciso il segretario del partito dei Patrioti Democratici, Chokri Belaid. E’ stato un atto di terrorismo nei confronti dell’opposizione laica, un atto che vuole colpire la democrazia recente nata dalla Rivoluzione dei Gelsomini.

Nel 2011, il dittatore Ben Ali fu costretto dall’insurrezione popolare ad abbandonare il potere. Oggi la situazione è delicata: da una parte i salafiti e i gruppi integralisti, minacciano, feriscono e compiono attentati; dall’altra i laici, desiderano un confronto più aperto con tutte le formazioni politiche.

Il premier Jebali ha dichiarato che si dovrebbe formare un governo di tecnici, per il bene del suo Paese. Questa soluzione non è stata approvata da alcuni partiti dell’opposizione. Il problema di fondo è che i giovani tunisini non sanno come far durare la democrazia. Infatti un’intera generazione è stata educata nel periodo della dittatura: dittatura che proveniva dal protettorato francese. Il governo islamico al potere, potrebbe in questa fase di transizione, prendere misure eccezionali per la sicurezza. Quando la democrazia è debole, bisogna lottare per sostenerla.

Baudelaire scriveva che “il male viene causato dall’uomo” e non vorrei che nel nostro occidente ottenebrato dalla crisi economica, stendessimo un velo di indifferenza sul popolo tunisino che ha realizzato la Rivoluzione dei Gelsomini. Noi Italiani dovremo andare alle urne….Non dimentichiamo il popolo tunisino che insiste per la democrazia.

Rosa Mannetta

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