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La sapiente arte del “mastro puparo” raccontata da Stefano Salamanca. Foto

 (di massimo brizzi) E’ la famiglia Salamanca da Mascalucia , (Catania) una delle ultime dinastie di maestri pupari presenti nell’ isola.

La loro significativa presenza a piazza Sant’Oliva, inserita  nella scenografia del

la Macchina dei sogni, l’iniziativa promossa  da Mimmo Cuticchio in onore del Pitrè, era stata annunciata qualche giorno fa in conferenza stampa.

Stefano, il capostipite, chino sul banco da lavoro con pazienza certosina, intento a cesellare l’ottone protezione per i cavalieri d’armi durante le epiche battaglie.

Alle sue spalle la fierezza trasmessa dai volti  di Orlando e Rinaldo posti come a guardia del lavoro del mastro puparo.

“Un’arte antica appresa sin da bambino, è stato mio padre appassionato di teatro- inizia a raccontare Stefano Salamanca- che mi ha introdotto nel fantastico mondo del palcoscenico ed io piccolo apprendista, ho sviluppato esperienze diverse in botteghe di falegname e  fabbro che poi avrebbero dato la svolta per la mia futura attività, costruire un pupo infatti richiede molteplici abilità”.

Legno, stoffa, ottone gli elementi che daranno anima ai cavalieri, ciascuno pezzo unico incorniciato nel volto dipinto a mano che rivelerà la nobile essenza dell’uomo d’arme”.

Una nobiltà d’espressione presente anche nei lineamenti del mastro puparo, una somiglianza straordinaria con il volto di uno dei suoi paladini messa in evidenza da un’attenta visitatrice.

“Paladini- ha continuato l’artigiano- volati spesso in altri continenti a rafforzare le tradizioni della nostra isola; Dubai, Stati Uniti questi solo alcuni dei luoghi dove Orlando e Rinaldo continuano insieme ad Angelica, ai saraceni ed ai più svariati personaggi, a ricordare le gesta dell’Orlando Furioso”.

“Anche il mare è diventato un palcoscenico per le mie creazioni, 65 paladini hanno trovato posto in un’esposizione permanente sulla Costa Magica, nave  ammiraglia di Costa Crociere”.

“Gli scudi fregiati da leoni rampanti ed aquile, hanno anche un elefante simbolo della città di Catania e in uso ad Uzeta, una mia personale invenzione che va ad arricchire le molteplici figure da me realizzate”

“Anche far tornare a splendere un vecchio pupo, si trasforma spesso in un’emozione regalata dai proprietari che più di una volta hanno pianto per la felicità dopo che il loro beniamino, è uscito dal mio laboratorio”, ha concluso Stefano Salamanca.

Paladini, pezzi d’arte, ciascuno diverso dall’altro che, ha svelato Salamanca, variano nei costi da qualche centinaio di euro fino a più di 2000.

Una tradizione che prosegue con Emanuele, figlio d’arte, anche lui appassionato ed abile artigiano che ha affermato l’arte trasmessa dal padre con la realizzazione di un laboratorio di attrezzeria teatrale e complementi per costumi per opere liriche.

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