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La Russia riprende la produzione dei Tupolev TU 214

La Russia, a causa delle sanzioni occidentali in seguito all’invasione dell’Ucraina, rischia di rimanere senza aerei Airbus e Boeing. Così decide di riprendere la produzione del Tupolev Tu-214. A confermarlo all’agenzia Tass Yuri Slyusar, il direttore generale dell’UAC, United Aircraft Corporation, ha confermato la ripresa della produzione del Tu-214, l’equivalente degli occidentali A321 e B737-900ER, privi di nuovi pezzi di ricambio, manutenzione e servizi a causa delle sanzioni europee e americane.

Tupolev Tu 214 Compagnia di Stato Russo photo Björn Strey

Il mese scorso, il vice primo ministro russo Yuri Borisov aveva già annunciato che il sito di Kazan Aircraft Production Association (KAPO) avrebbe prodotto dieci Tu-214 all’anno. Il capo della Rostec (che controlla tutta l’aeronautica russa) Sergei Shemezov aveva anche menzionato una possibile ripresa del programma Tupolev Tu-204 e del suo derivato Tu-214. “Nel contesto delle severe restrizioni all’uso di aerei civili di fabbricazione straniera, l’industria aeronautica nazionale deve affrontare compiti su larga scala. Inoltre, devono essere risolti in tempi molto stretti. Questo riguarda principalmente l’espansione della produzione di aerei esistenti”, aveva detto all’epoca.

Tupolev Tu 214 cockpit photo Alex Pereslavtsev

Lanciato all’inizio del 1989, 89 di questi aeromobili a corridoio singolo sono stati prodotti e messi in servizio presso l’ormai defunta Transaero. La versione Tu-214 è decollata per la prima volta nel 1996, e le uniche differenze con il Tu-204 sono un MTOW più elevato, le dimensioni delle porte e il luogo del loro assemblaggio. Il tasso di produzione del nuovo Tu-214 dovrebbe inizialmente raggiungere le dieci unità all’anno. Allo stesso tempo, l’UAC intende anche accelerare la produzione di aeromobili Ilyushin Il-96.

Interno cabina passeggeri TU 214 photo Bernie Leighton

La Russia sta valutando la possibilità di allestire un ulteriore centro di produzione a Kazan per evitare la carenza di pezzi di ricambio, soprattutto per questi due modelli. Mentre l’EASA aveva “decertificato” il Sukhoi SSJ100 Superjet, il vice primo ministro russo aveva anche menzionato il progetto Irkut MC-21 (certificato in Russia lo scorso dicembre, atteso alla Rossiya il prossimo settembre): è “complicato perché inizialmente era previsto che dipendesse dalla cooperazione internazionale. Ma il lavoro continuerà e addirittura accelererà, ha aggiunto: “Non c’è e non ci sarà nessuna pausa nel lavoro delle imprese. Tutti continuano a lavorare”, soprattutto sul secondo motore proposto, l’Aviadvigatel PD-14, progettato al 100% in Russia.

Fabio Gigante

 

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