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La Pubblica Amministrazione necessita di una rivisitazione radicale o è la fine (di Giulio Verro)

Palermo, 11 aprile 2021

Questo articolo di Giulio Verro non è una mera riflessione, ma un dato oggettivo di cui non si può più far finta di niente.

Il “sistema” di gestione della P.A. non è solo vecchio è pure pericoloso.

Avete presente il cane che si morde la coda?

Peggio!

Buona lettura

Dott. Cav. Giulio Verro – Dott. Cav. Francesco Panasci, Direttore Ilmoderatore.it

La Pubblica Amministrazione, o come la definisce il Presidente della Repubblica la “faccia delle Istituzioni”, certamente ha necessità di essere rivisitata in modo radicale. Ciò comporta interventi legislativi mirati a rivedere taluni reati aleatori legati più alla discrezionalità del giudice che al reato in se stesso, vedi l’abuso d’ufficio, il traffico d’influenza, l’omissione d’atti d’ufficio, il concorso esterno in associazione mafiosa, la Legge Severino, l’induzione indebita a dare o promettere utilità, la spazzacorrotti, il danno erariale, l’agente sotto copertura, etc. che negli anni hanno generato esclusivamente, in modo improduttivo, la cosiddetta “burocrazie difensiva”.

Altro problema concreto da affrontare è legato al turnover ed alla formazione della P.A., al suo aggiornamento, alla sua alfabetizzazione informatica, all’uso di piattaforme e sistemi informatici che consentano la comunicazione e lo scambio di informazioni nella P.A. in tempi reali e, successivamente, allo svecchiamento della medesima oramai demotivata, disincentivata e messa ai margini della società poiché tacciata – generalizzando – con i vari termini coniati negli ultimi anni: i furbetti del cartellino, i fannulloni, i garantiti e via di seguito.

Poi va affrontato il problema, del quale tutti parlano ma nessuno ci mette le mani, legato al sovraffollamento normativo fatto di leggi, circolari, pareri, decreti, regolamenti e DPCM contornati da innumerevoli controlli, vigilanze, sorveglianze, pareri dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Ragioneria dello Stato, Corte dei Conti, Avvocatura dello Stato, etc. che di fatto ingessano le procedure rendendole esageratamente complesse e farraginose; tutte cose che la politica riesce a gestire, sempre nella cura dell’emergenza, con la semplice nomina di commissari che operano in deroga a tutto e tutti. Pertanto, di conseguenza e di fatto, coloro che rimangono a rispettare le suddette pastoie burocratiche sono esclusivamente i funzionari che devono tenere ingessato il sistema.

Ma, altri grandi nemici italiani e della P.A. che necessita superare sono i criteri di “MERITO e PRODUTTIVITÀ”; che dovrebbero essere legati a metodo e fattori oggettivi che oggi, invece, nella P.A. sono correlati solo a logiche di appartenenza politica, fedeltà, sindacato, amicizie, buonismo, graduatorie, interpelli e altro, non incentivando né valorizzando di fatto in alcun modo i funzionari o i dirigenti della medesima P.A..

Per ultimo, ma non certo ultimo, il ministro della Semplificazione e della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta ha manifestato l’intenzione di aggiornare il Protocollo per lo svolgimento dei concorsi pubblici. Certamente meritorio, ma prima di avviare queste nuove procedure di concorsi per le nuove assunzioni, siamo certi che la politica abbia una visione della stessa P.A. che consenta di assumere professionalità, competenze e capacità produttive adeguate ad affrontare e gestire il futuro della faccia delle nostre Istituzioni per i prossimi decenni….?

Allora, è chiaro che la problematica non è semplice, indolore e soprattutto di soluzione in tempi rapidi. Come al solito affrontiamo queste problematiche nell’emergenza, quando abbiamo la consapevolezza di dovere affrontare la grande sfida della spesa dei fondi del “Next Generation EU” entro il 2026 e di contro ci troviamo con una P.A. inadeguata e inefficiente.

Capisco che può sembrare complessa la vicenda della P.A. ma chi la conosce bene, sa perfettamente che nella realtà quotidiana è ancora peggio di quanto si racconta.

Che dire, non credo che questa accozzaglia di partiti uniti dalla sola motivazione di evitare lo scioglimento anticipato delle Camere, per garantirsi uno stipendio, possa affrontare queste complesse problematiche. Certamente si faranno nuove assunzioni e forse in qualche modo, più o meno peggio, riusciremo a spendere se non tutti, parte dei fondi che ci proverranno dall’Europa, e forse, sempre nella logica dell’emergenza, continueremo a parlare della P.A., con una cultura tutta italica della commedia di Eduardo De Filippo “ADDA PASSÀ A’ NUTTATA’.

Giulio Verro

Francesco Panasci

Giornalista ed Editore ma anche musicista e produttore.

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