Cuffaro, la nave che affonda: tutti si dichiarano estranei, ma in molti hanno beneficiato del suo potere
Quando il vento gira, la politica siciliana cambia bandiera. Ma le radici del sistema restano.

La nave di Cuffaro che affonda: abbandonata da tutti, nessuno si riconosce più in lui
Gli stessi che hanno goduto dei suoi privilegi oggi prendono le distanze: la Sicilia del potere e della convenienza si mostra per quella che è
PALERMO 12 novembre 2025 – In attesa che la magistratura faccia piena luce sulle indagini che coinvolgono Totò Cuffaro, Saverio Romano e gli altri indagati, la scena politica siciliana vive uno dei suoi momenti più rivelatori. La nave di Cuffaro affonda, e con essa un’intera classe dirigente che fino a ieri ne aveva goduto i benefici, le relazioni, le protezioni e le opportunità.
Tutti scandalizzati, ma nessuno estraneo
Oggi, in tanti si dichiarano sorpresi e indignati. Tutti prendono le distanze, tutti negano, tutti parlano come se non sapessero. Ma la verità è un’altra: moltissimi di coloro che oggi si dicono “traditi” sono gli stessi che, negli ultimi anni, hanno costruito la propria carriera politica o amministrativa grazie alla rete di potere creata dalla Democrazia Cristiana cuffariana. Hanno ottenuto incarichi, consulenze, posizioni di rilievo e visibilità. Hanno goduto di privilegi e risorse che provenivano proprio da quel sistema che adesso tutti fingono di non conoscere.
La fuga dal naufragio
La scena è sempre la stessa: quando il vento cambia, i passeggeri abbandonano la nave. Oggi molti esponenti della nuova DC cercano nuove rotte, nuovi capitani, nuovi partiti dove attraccare per salvare se stessi. È una corsa al riposizionamento, una fuga che racconta più di qualsiasi inchiesta. Perché, se è giusto che la giustizia faccia il suo corso, è altrettanto giusto ricordare che l’ipocrisia è un male antico della politica siciliana. Un male che si rinnova a ogni stagione.
Il potere che cambia volto
Ciò che colpisce non è solo la caduta di un uomo o di un partito, ma la rapidità con cui il potere cambia pelle. Cuffaro resta oggi solo, circondato dal silenzio di chi fino a ieri ne pronunciava il nome come simbolo di forza e protezione. Nessuno si riconosce più in lui, eppure tutti hanno, in un modo o nell’altro, condiviso quella stagione. È la Sicilia gattopardesca di Tomasi di Lampedusa e la Sicilia lucida e amara di Sciascia: un’isola dove tutto cambia perché nulla cambi davvero.
I nuovi approdi degli scandalizzati
Adesso, gli “scandalizzati” sono impegnati nella ricerca di un nuovo approdo. Si erano abituati a godere del potere, degli incarichi, dei servigi e delle comodità che il sistema offriva loro. Ma la politica, si sa, non guarda al passato: vive di presente e di numeri. E i numeri, oggi, non stanno più dalla parte della Democrazia Cristiana cuffariana, almeno fin quando la vicenda non sarà chiusa. Così gli ex amici democratici si preparano a salire su altre navi, pronte a salpare verso nuovi porti, dove poter continuare a godere — ancora una volta — con il sedere degli altri.
La politica siciliana continua così la sua eterna recita, dove i protagonisti cambiano volto, ma la trama resta sempre la stessa.







