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La Foss verso la chiusura? Rosso (Cgil): “C’è bisogno di gente competente”

Teatro Politeama

Che la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana stesse attraversando un brutto periodo era chiaro a tutti ma, secondo i colleghi di Repubblica Palermo, la più grande orchestra sinfonica del sud Italia andrebbe incontro alla chiusura.

Secondo Repubblica infatti ammontano a quindici milioni i debiti della Foss tra fisco, Tfr non accantonati e contenziosi con i dipendenti. L’ultimo sovrintendente, Calcedonio Li Pomi, è rimasto appena un paio di settimane per poi dimettersi il 23 marzo scorso con una lettera nella quale racconta la mancanza di garanzie necessarie per proseguire l’attività della Fondazione.

E qui scatta l’inchiesta di Repubblica che incolperebbe la politica per la gestione dell’orchestra sinfonica a partire dagli anni 2000.  E proprio tra il 2002 e il 2004 gran parte del personale (13 tecnici, 37 amministrativi, 50 dipendenti non musicisti) sarebbe stato fornito da una cooperativa di Bagheria, l’Avvenire, gestita da Faustino Giacchetto. E ancora tra i dipendenti ci sarebbero figli e parenti di ex sovrintendenti, direttori e di dirigenti attuali, ogni sigla sindacale avrebbe il suo “rappresentante”. In sostanza 650 mila euro di stipendi da pagare ogni mese.

Alla luce di tutto ciò si prospetta una situazione davvero preoccupante: licenziamenti per i dipendenti non musicisti, mentre per quelli che rimangono si potrà dire addio alle indennità, agli straordinari, ecc ecc … Altrimenti si paventa la chiusura.

Il sindacalista della Cgil Maurizio Rosso, a termine di una riunione svoltasi proprio oggi con i sindacati, rilascia una dichiarazione in merito affermando che “tutto ciò è scoraggiante perché ancora la politica siciliana non riesce a capire l’importanza della produzione culturale in questa regione. Questo teatro è una perla, produce eccellenza , produce sviluppo economico, culturale, turismo. Non riusciamo a capire come costruire una politica culturale seria in questa Regione. C’è bisogno di gente competente in Cda, sovrintendenti competenti. Questo Teatro è stato commissariato per quasi due anni, com’è possibile che non hanno risanato il Teatro? Non c’è una programmazione, non c’è una politica con un piano industriale serio. Si continua a tagliare il salario dei lavoratori producendo involuzione. Noi abbiamo bisogno che la politica ci dia risposte in questo senso perché è importante produrre eccellenza in questi Enti straordinari”.

Alla domanda se con le altre sigle sindacali c’è una linea comune in tal senso oppure ci sono interferenze, Rosso afferma che “la maggioranza è d’accordo. Noi non abbiamo chiesto solo finanziamenti , abbiamo chiesto anche un’organizzazione del lavoro diversa e che l’Assessorato al Turismo dia risposte. Chiediamo di mettere insieme Confcommercio, Confartigianto, Confindustria per fare un ragionamento concreto e costruire un tavolo che produca sviluppo in questi posti eccellenti”.

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