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La “Danza del Diamante” per dipendenti comunali a Palermo

La “Danza del Diamante” per migliorare il benessere psico-fisico dei dipendenti comunali e permettere la loro integrazione con le comunità straniere presenti a Palermo. È la proposta della consigliera comunale Federica Aluzzo, insegnante di questa forma di danza meditativa da lei stessa creata. L’idea è di inserire questa disciplina all’interno del “Progetto Family Audit” diretto dalla funzionaria comunale Cettina Di Benedetto, per prendersi cura dei dipendenti comunali. Per realizzare questo, sarà possibile tenere incontri gratuiti di “Danza del Diamante” due volte a settimana a villa Garibaldi, in piazza Marina (lunedì e venerdì alle 17,45 -info:347-6144690).

Di questo progetto ma anche di altro si parlerà mercoledì 13 maggio, alle 17 a Palazzo Cefalà (vicolo Sciara, angolo di via Alloro), sede della Consulta delle Culture, alla presentazione del libro di Federica Aluzzo “La Danza del Diamante. Meditazione corporea e crescita spirituale” (Tipheret editore).

Parteciperanno, oltre all’Autrice, l’assessore all’immigrazione Giusto Catania, il presidente della Consulta delle Culture Adham Darawsha, il consigliere Tamil della Consulta delle Culture Stefano Edward, la sociologa Giorgia Butera, il giornalista e scrittore Alberto Samonà, la funzionaria responsabile del progetto Family Audit del Comune di Palermo Cettina Di Benedetto, il musicista e direttore d’orchestra Marco Orsini e il consigliere Comunale Aurelio Scavone.

A Margine del’incontro, saranno proiettati video di esibizioni della Danza. Ingresso libero.

“L’obiettivo – sottolinea Federica Aluzzo – è di raggiungere il silenzio e la pace interiore attraverso il movimento e di integrare diverse realtà culturali presenti a Palermo, danzando insieme  (Team Building)”.

La proposta, poi, non nasce casualmente, ma dall’impegno sociale della consigliera Aluzzo, che da tempo ha messo a disposizione le proprie competenze per diversi progetti: dal volontariato, da lei svolto presso alcune strutture e associazioni in quartieri disagiati (fra cui “Nuove Opportunità” di Elisa Schillaci allo Zen o “Spazio Rallo”) ad iniziative con persone non vedenti. Fra le attività fin qui svolte, c’è l’elaborazione di un laboratorio coreografico interculturale, grazie al quale è nato un lavoro multietnico sulla Danza del Diamante insieme a danzatrici Tamil prima, e africane poi.

“La Danza del Diamante – aggiunge Federica Aluzzo – è una nuova forma di danza meditativa che ho strutturato in seguito alla pratica di discipline in cui la danza ed il movimento sono considerati un importante mezzo per la crescita interiore. Il vero cambiamento sociale, penso debba passare da un cambiamento individuale, dalla presa di consapevolezza della propria unicità e della propria luce interiore. Se tutti potessimo veramente ricordarci Chi Siamo, nel mondo regnerebbe una maggiore armonia. Esiste un grande bisogno di spiritualità e la Danza del Diamante, aiuta a colmare quel “senso di mancanza”, facendo avvicinare i partecipanti al proprio Centro. Del resto era il trascendente, la celebrazione della Natura, del creato come specchio del Creatore, il senso di molte danze arcaiche da quelle degli Indiani D’America, alle danze indiane o africane. E il voler ritrovare il significato più ancestrale della danza mi ha portato a creare questa forma di danza meditativa che celebra la Vita nei suoi elementi naturali e nell’immobilità sacra che sta dietro il loro continuo mutamento. Da qui l’idea di ricercare a Palermo quelle comunità di danzatrici che hanno mantenuto viva la spiritualità della danza come le Tamil che praticano lo stile di danza indiana Bharata Natyam e le danzatrici africane; ne è nata una contaminazione di stili ed un arricchimento reciproco sorprendente. Proprio per favorire l’integrazione tra culture stiamo lavorando sulla creazione di un Centro Interculturale, possibilmente Università, in cui la danza, la musica, la storia e le tradizioni delle differenti comunità straniere presenti a Palermo possano essere studiate ed approfondite perché ogni diversità rappresenta fonte di arricchimento. Speriamo di trovare fondi per trasformare questo sogno in realtà”.

Le lezioni saranno aperte a donne e uomini di tutte le età; composte da sequenze molto semplici che si ripetono per lo più in cerchio.

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