La cultura lirica siciliana non ci sta: presidio il 12 marzo davanti alla Prefettura
Teatro Massimo e Orchestra Sinfonica Siciliana uniti nella mobilitazione nazionale per il rinnovo del contratto e più tutele per i lavoratori

MOBILITAZIONI
Teatro Massimo e Orchestra Sinfonica Siciliana in piazza: giovedì presidio davanti alla Prefettura di Palermo
I lavoratori delle fondazioni lirico-sinfoniche palermitane scendono in campo il 12 marzo per chiedere il rinnovo del contratto nazionale e più tutele occupazionali
Le maestranze del Teatro Massimo e della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana portano la loro vertenza davanti alle istituzioni. Giovedì 12 marzo, a partire dalle 10, artisti, tecnici e amministrativi si ritrovano in presidio davanti alla Prefettura di Palermo, affiancati dalle segreterie territoriali di SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL e FIALS CISAL.
Una mobilitazione che nasce dal silenzio del Ministero
L’iniziativa palermitana rientra nella mobilitazione nazionale del coordinamento delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche, avviata dopo mesi di stallo sul rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 2022-2024. Al centro della protesta c’è l’assenza di risposte concrete da parte del Ministero della Cultura su nodi che i sindacati considerano decisivi per il futuro del settore.
Il primo riguarda le risorse economiche: senza certezze sugli stanziamenti, il rinnovo contrattuale rimane bloccato, lasciando migliaia di lavoratori con salari fermi da anni. Il secondo nodo è la riforma del Codice dello Spettacolo: le organizzazioni sindacali denunciano di essere state escluse da un confronto reale su un percorso che ridisegnerà l’intero comparto, inclusa la richiesta di istituire corpi di ballo stabili nelle fondazioni. Il terzo riguarda la Legge 207/2024 sul turnover, che limita le nuove assunzioni al 75% della spesa del personale cessato: una norma che, secondo i sindacati, aggrava la già cronica carenza di organico, alimenta la precarietà e mette a rischio la continuità operativa delle fondazioni.
La voce dei sindacati: “Serve un confronto serio”
“La mobilitazione nasce dalla crescente preoccupazione delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori per l’assenza di risposte concrete. Una situazione che coinvolge migliaia di artisti, tecnici e lavoratori amministrativi che quotidianamente garantiscono la produzione e la diffusione della cultura lirica, sinfonica e coreutica italiana, generando al contempo un importante indotto economico e culturale per il Paese. Nonostante il valore strategico del settore, i lavoratori continuano a subire salari insufficienti e condizioni di lavoro sempre più difficili”
– dichiarano le sigle sindacali.
Il presidio, il documento e la manifestazione a Roma
Durante il presidio del 12 marzo, i lavoratori consegnano al Prefetto di Palermo un documento formale che illustra le ragioni della vertenza e chiede un intervento istituzionale per aprire un tavolo di confronto. L’appuntamento palermitano è parte di una serie di presidi simultanei davanti alle Prefetture di tutte le città sede di fondazioni lirico-sinfoniche italiane.
La mobilitazione prosegue poi con il suo momento più alto: lunedì 16 marzo, le lavoratrici e i lavoratori del settore si riuniscono a Roma, davanti al Ministero della Cultura, in una grande manifestazione nazionale. Insieme allo stato di agitazione già in corso e al blocco degli straordinari, la manifestazione rappresenta il segnale più forte che il comparto vuole lanciare alle istituzioni.
Il futuro della cultura lirica è anche una questione economica
Dietro le sigle sindacali e i numeri contrattuali c’è una realtà concreta: il Teatro Massimo e l’Orchestra Sinfonica Siciliana non sono solo istituzioni culturali, ma motori di economia e identità territoriale per Palermo e per la Sicilia. Chi ci lavora chiede stabilità, organici adeguati e un contratto che riconosca il valore di un lavoro che tiene viva, ogni giorno, una delle tradizioni più importanti del patrimonio artistico nazionale.
La risposta delle istituzioni è attesa. Giovedì mattina, in piazza, i lavoratori la sollecitano di persona.



