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Kazakistan: arriva la CSTO, la NATO Russa per sedare le proteste.

Già operative alcune unità con compiti di sorveglianza di obiettivi strategici, protezione e difesa di strutture vitali.

Nella mattinata di ieri, la Collective Security Treaty Organiation, CSTO, l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva, la versione russa della NATO guidata da Mosca, ha annunciato l’invio di un contingente di peacekeeping (mantenimento della pace) in Kazakistan in seguito alle proteste ed alla deriva di violenza in cui si trova da alcuni giorni il paese dell’Asia centrale.

Un momento di un’esercitazione della CSTO Foto di Pavel Lisitsyn-RIA News

È la prima volta dalla fondazione dell’alleanza, trent’anni fa, che viene invocata la sua clausola di protezione, analoga all’articolo 5 della NATO. Peccato che in questo caso, al di là della retorica di Mosca e dei suoi alleati, non ci sia alcun “nemico esterno” da cui difendersi, ma un grande problema interno: folle di manifestanti esasperati da decenni di malgoverno e corruzione, in un Paese ricchissimo di risorse minerarie ma caratterizzato da pesanti diseguaglianze socioeconomiche.

Truppe in partenza per il Kazakistan

I disordini sono iniziati come proteste contro l’aumento del prezzo del gas di petrolio liquefatto (GPL), un carburante molto utilizzato nel Paese per alimentare i veicoli. In particolare, le proteste sono iniziate il 2 gennaio, nella regione Sud-occidentale di Mangystau, nella città di Aktau, e in quella petrolifera di Zhanaozen.

Le truppe partite per il Kazakistan

Dal 6 di gennaio diverse unità della CSTO sono operative in Kazakistan con compiti di sorveglianza di obiettivi strategici dopo la richiesta formalizzata nella serata del 5 gennaio dal presidente kazazo Tokayev. Vediamo cos’è e di cosa si occupa la CSTO…. E’ un’alleanza militare difensiva stipulata nel 1992 tra alcuni paesi membri della Comunità degli stati indipendenti (CIS), organizzazione regionale cui aderiscono molti dei paesi nati dalla frammentazione e successiva dissoluzione dell’Unione Sovietica. Georgia e Azerbaigian, che sono divenute parti del Trattato nel 1994, vi sono tuttavia uscite assieme all’Uzbekistan nel 1999 con l’ambiziosa prospettiva – frustrata – di fare il loro ingresso nella NATO o di cooperare in alleanze regionali alternative (Guam).

Unità operative della CSTO

Dal 2006 l’Uzbekistan è tuttavia rientrato a far parte del Trattato, e dunque dell’Organizzazione che era stata nel frattempo inaugurata, per uscirne poi nuovamente nel 2012. L’Organizzazione fornisce addestramento, armi e tecnologie alle sue forze, e svolge ogni anno esercitazioni militari congiunte tra gli eserciti dei paesi membri. Tutti gli stati partecipanti hanno concordato di astenersi dall’uso o dalla minaccia della forza. L’aggressione contro uno degli stati membri è considerata un’aggressione contro tutti gli altri. La presidenza dell’organizzazione è assegnata ad uno dei paesi membri a rotazione.

Un momento della conferenza con Putin

Attualmente il ruolo di il capo del Consiglio di sicurezza collettiva della CSTO è ricoperto dal primo ministro armeno Nikol Pashinyan, che ha annunciato in prima persona la decisione di inviare forze di pace della CSTO. Il contingente è formato da personale militare e non appositamente addestrato, insieme alle forze e ai mezzi forniti dagli Stati membri. Il numero totale di unità è di circa 3.600 soldati.

Un momento dei disordini con soldati della CSTO

“I compiti principali sono la protezione di importanti strutture statali e militari e l’assistenza alle forze dell’ordine del Kazakistan per stabilizzare la situazione e riportarla nell’ambito del quadro giuridico”, ha affermato la CSTO nell’annunciare il dispiegamento della propria forza in Kazakistan. Tra i compiti che possono essere svolti vi sono: il monitoraggio dei cessate il fuoco e degli accordi di cessate il fuoco; la separazione delle parti in conflitto; la creazione di condizioni per i negoziati; il contrasto a disordini di massa; la salvaguardia del rispetto dei diritti umani; la protezione e la difesa delle strutture vitali; la garanzia dell’effettivo approvvigionamento degli aiuti umanitari.

Conferenza con Putin Foto di Getty Images

Il vicepresidente del Consiglio della Federazione russo Konstantin Kosachev ha sottolineato che “la CSTO si concentrerà innanzitutto sulla garanzia della sicurezza e sulla protezione delle infrastrutture militari e civili, mentre spetterà alle forze dell’ordine kazake garantire l’ordine nel Paese”.

Fabio Gigante

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