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Jérémie Rhorer torna a Palermo e porta con sé Sibelius, Strauss e Skrjabin

Al Politeama Garibaldi due concerti della 66ª Stagione dell'Orchestra Sinfonica Siciliana tra poesia, mito e spirito

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Al Politeama Garibaldi arriva Jérémie Rhorer con Sibelius, Strauss e Skrjabin

L’Orchestra Sinfonica Siciliana apre la porta a tre giganti del sinfonismo tardo-romantico per due serate imperdibili a Palermo

C’è qualcosa di speciale quando una stagione sinfonica sceglie di mettere a confronto tre voci così diverse eppure così vicine nel tempo. Venerdì 13 e sabato 14 marzo, il Politeama Garibaldi di Palermo ospita due concerti della 66ª Stagione dell’Orchestra Sinfonica Siciliana che promettono di lasciare il segno: sul podio sale il direttore francese Jérémie Rhorer, con un programma tutto dedicato al sinfonismo di fine Ottocento e primo Novecento.

Tre compositori, un unico filo

La serata si apre con Jean Sibelius e il poema sinfonico Aallottaret (“Le Oceanidi”) op. 73, composto nel 1914 su commissione del Norfolk Music Festival. I flauti introducono il primo tema, quello delle ninfe marine, mentre oboe e clarinetto — sostenuti dai glissandi delle arpe — disegnano le profondità dell’oceano. La musica costruisce una tempesta orchestrale di grande intensità, fino allo schianto del fortissimo, per poi tornare alla quiete: un respiro eterno, immutabile.

A seguire, Richard Strauss porta in scena Don Juan op. 20, scritto nel 1888. Non si tratta di una narrazione lineare: Strauss costruisce un ritratto psicologico del seduttore attraverso due temi contrapposti. Il primo, imperioso e travolgente, racconta la vitalità del personaggio; il secondo, lirico e affidato al violino solista, ne svela il fascino seduttivo. La conclusione è malinconica, quasi rarefatta: Don Juan è un uomo stanco, disilluso, che si avvicina alla morte senza rimpianti.

Skrjabin e il viaggio dello spirito

La seconda parte del concerto appartiene interamente ad Aleksandr Skrjabin e alla sua Sinfonia n. 3 in do minore op. 43 “Le divin poème”, composta tra il 1902 e il 1904 e presentata per la prima volta a Parigi nel 1905. Con questa partitura Skrjabin apre una nuova stagione della propria vita artistica, influenzata dalla filosofia e da una visione mistica del suono.

La sinfonia attraversa quattro movimenti eseguiti senza interruzione: dall’introduzione solenne si passa alle Luttes (Lotte), poi alle sensuali Voluptés (Delizie), fino al Jeu divin (Gioco divino) conclusivo — un trionfo orchestrale che celebra la libertà creativa e l’unione dell’uomo con l’universo.

Chi è Jérémie Rhorer

Fondatore dell’ensemble Le Cercle de l’Harmonie, Rhorer ha costruito la sua carriera tra musica classica e romantica su strumenti d’epoca. Ha diretto l’Orchestre de Paris, la Filarmonica Ceca, la Rotterdam Philharmonic, il Gewandhaus e l’Orchestra Sinfonica di Montréal. È stato ospite di teatri come la Wiener Staatsoper, la Bayerische Staatsoper e il Teatro Real di Madrid. Nel 2025 il governo francese lo ha nominato Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres.

Informazioni pratiche

I concerti si tengono venerdì 13 marzo alle ore 20.30 e sabato 14 marzo alle ore 17.30 al Politeama Garibaldi di Palermo.

Il prossimo appuntamento in stagione è per venerdì 20 e sabato 21 marzo, con un programma dedicato a Kancheli diretto da Pablo González e con il basso Egils Silinš.

Tre compositori, un direttore d’eccezione, due serate per scoprire, o riscoprire,  quanto la musica orchestrale sappia ancora sorprendere. Non capita spesso di trovare Sibelius, Strauss e Skrjabin nello stesso programma: questa è una di quelle occasioni da non lasciarsi sfuggire.

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