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J’accuse di Cracolici contro Crocetta e Lumia: “Io vittima di rappresaglia, escluso senza motivo”

E’ ormai un tutti contro tutti nel Pd siciliano. Il deputato regionale Antonello Cracolici non ha affatto mandato giù il rospo – anche se lui sostiene di essere contento- della sua esclusione dalla lista per le Europee. Un’estromissione decisa dalla direzione nazionale, quale conseguenza dei forti contrasti in atto nel Pd regionale dopo il varo della nuova Giunta Crocetta, frutto del patto tra il governatore e Davide Faraone, membro della segreteria nazionale del Pd.

E così, Cracolici convoca in mattinata una conferenza stampa fiume, dove non le manda certo a dire al presidente della Regione ed al senatore Beppe Lumia. Un j’accuse, in cui l’ex capogruppo del Pd all’Ars, dichiara di essere “stato vittima di una rappresaglia. Sono stato escluso senza un motivo, se non per il fatto di essere stato usato a pretesto per avere impedito la candidatura del senatore Lumia, e di quello che ci stava dietro: del tentativo del presidente della Regione di affermare, in via extra partito, un tentativo di dominio e di affermazione di una propria prepotenza dentro il Pd. La vera ragione dello scontro, che non è fra persone, è politico e si sta consumando su un tipo di Pd. Un Pd forte e autorevole, autonomo che aiuta il governo ed un partito che qualcuno considera una giostra, dove salire e scendere, costruire altri partiti di giorno e disfarli di notte, costruire questo sistema di politica, sta dando voce al peggior gattopardismo che è tipico della Sicilia e quel partito, per quanto mi riguarda, troverà una dura opposizione. Un tentativo per impedire che quello prevalga nella vita del Pd”.

Cracolici ribatte punto per punto le contestazioni fatte alla sua candidatura: “Sono stati usati una serie di tentativi di giustificare questa iniziativa, si è fatto riferimento ai limiti di mandato sapendo di dire il falso perché questi non valgono per un deputato regionale che voglia candidarsi in elezioni nazionali. Io sono stato eletto la prima volta nel giugno 2001 e ho un’anzianità di 13 anni. In ogni caso non capisco perché io sono stato messo fuori e non Giovanni Barbagallo, che ha più anzianità di me. E questo perché il circo Barnum ha una doppia morale”.

Poi, prosegue nella sua filippica: “Qualcuno poi ha tentato di mettere in mezzo l’indagine sui fondi dell’Ars, che tra l’altro riguarda anche attuali deputati siciliani nazionali del Pd e componenti della segreteria nazionale” (un velato riferimento al deputato renziano della prima ora, Davide Faraone, ndr). Cracolici, che non ha intenzione di “tornare sul luogo del delitto” (in altre parole non tornerà a fare il capogruppo), come qualcuno aveva ipotizzato in cambio della sua testa alle Europee, ribadisce di essere stato “il simbolo che ha sconfitto la lavatrice del trasformismo utilizzata da chi utilizza il Pd come un treno. Di partiti del presidente se ne fanno uno ogni legislatura e rimangono sempre con le stesse facce e le stesse persone”.

Quindi, il riferimento esplicito al suo rapporto con il senatore Lumia. “Con Lumia sono amico e ci conosciamo da trent’anni, ma oggi ci separa una visione politica. Come mi separa questa visione da chi decide i circoli dei buoni e dei cattivi in base al momento opportuno. Il suo nome non è stato mai fatto in alcuna direzione o organismo del partito – dice – io non mi sono incaponito, ma ho difeso le regole di un partito. E sono contento di aver impedito che attorno alle elezioni Europee si avallasse un metodo sbagliato. La candidatura di Lumia e’ maturata, ad esempio, dentro un mercimonio. Amo la Sicilia, non ho mai agito per tutelare un mio familiare. E mi sono candidato alle regionali per sostenere Crocetta in nome della “Sicilia perbene”, il mio slogan”.

Un attacco diretto che non lascia spazio a dubbi in merito all’atteggiamento futuro che terrà a Sala d’Ercole e che potrebbe mettere in seria difficoltà il nuovo Governo ed i suoi provvedimenti. “Rispetto a tutto cio’ siamo pronti a una dura opposizione – ha tuonato- . All’Ars valuteremo i provvedimenti della giunta e se saranno convincenti li faremo passare, altrimenti li bloccheremo”.

Mezzo gruppo dei democratici, nove deputati su diciotto, e’ sulle posizioni di Cracolici, ma “pur litigando non si dividerà”, ha assicurato il deputato. Ma non v’è dubbio che si tratta di un ostacolo ulteriore per il governatore, che oggi conta su una maggioranza piu’ risicata rispetto a prima. “Il governo cosi’ com’e’- ha proseguito Cracolici- non ce la può fare e il modello che ha messo su, lo isola. Non può mettere insieme, esemplificando, Ingroia e Fiumefreddo, esponente di punta del Mpa di Lombardo”. Ma a differenza del primo, “questo e’ il governo non delle correnti, ma delle sottocorrenti, in cui Crocetta ha persino stabilito chi fa parte di un certo partito. L’assessore ai Beni culturali, Sgarlata, che era Megafono, ad esempio, e’ diventata Pd, Fiumefreddo un Drs. Fa parte del processo di mistificazione messo in atto da Crocetta”.

E, ieri, al termine del vertice romano Lumia, altro illustre sconfitto di questa guerra senza quartiere, affida in un post su Facebook il suo sfogo: “Ho sempre auspicato una proposta in grado di valorizzare tutti e di garantire una competizione libera e democratica, invece che porre veti e scatenare conflitti rovinosi. Il territorio mi aveva chiesto di utilizzare il mio impegno per portare la Sicilia della legalità e dello sviluppo in Europa. Alla fine il conflitto interno che mi si è riversato addosso, è stato del tutto sterile ed inconcludente anche per chi lo ha orchestrato e ha messo in chiara difficoltà il partito democratico nazionale agli occhi della stessa opinione pubblica”.

L’ultimo colpo di scena, in quello che ormai è diventata una tragicommedia per il Pd siciliano, è la rinuncia del sindaco di Lampedusa, Giusy Nicolini, a correre Strasburgo. Stamattina il primo cittadino dell’isola ha annunciato il ritiro della sua candidatura: “Nella direzione nazionale del Pd che discuteva e approvava le liste – dichiara Nicolini in un comunicato – sono prevalse altre logiche, che privano di significato la mia candidatura. Per questo, rinuncio a concorrere a fare il parlamentare europeo, perchè l’impegno personale sui temi incarnati da Lampedusa posso continuare a onorarlo da sindaco, così come ho fatto dal giorno del mio insediamento”.

La Nicolini aveva perso posizione finendo al terzo posto della lista, a vantaggio di Caterina Chinnici, scelta alla fine come capolista; un contentino per i cuperliani dopo l’esclusione di Antonello Cracolici.

Marina Pupella

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