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Italia dei Valori accoglie Giovanna Marano: “Ci vuole una ventata di novità”

Giovanna Marano (foto Internet)

Benché affatto vuote, le sedie della hall dell’Hotel Delle Palme che ospita la conferenza stampa, indetta da Italia dei Valori, per la presentazione della candidatura alla Presidenza della Regione Siciliana di Giovanna Marano, ospitano più che altro i giornalisti e i candidati all’Ars.

Lo stato maggiore dell’Idv è apparso determinato e convinto della scelta attuata. Discontinuità è indubbiamente la parola-chiave che accomuna gli interventi di Messina, Orlando e Giambrone. Proprio quest’ultimo spiega infatti che la scelta di sostituire Fava non è ricaduta sul suo nome ma sulla Marano proprio per dare una ventata di novità a delle elezioni che stanno riproponendo ancora una volta le solite facce.

La scelta della Marano –  confermano Orlando e Messina – vuole significare una rottura netta con l‘ancien régime della sinistra siciliana e una volontà dell’Idv di non cedere ai giochi di palazzo. La stessa premiata dal trionfo alle comunali di Aprile.

Giovanna Marano si presenta. 53 anni, di Acireale, sindacalista della Fiom, rivendica, determinata, come la sua esperienza a stretto contatto con il mondo del lavoro la legittimi nell’affrontare, in prima persona, gli enormi problemi legati alla disoccupazione nell’isola. A riguardo, non manca una stoccata a Gianfranco Micciché, la cui recente contestazione alla Fiat – ricorda la Marano – è stata sedata proprio da un suo intervento.

“Io e Micciché abbiamo una diversa concezione dell‘etica“, ha aggiunto la sindacalista relativamente alla candidatura, da parte del leader di “Grande Sud”, dell’indagato Mineo.

Non mancano neanche le frecciate a Crocetta: “Sono stata anche nella sua Gela e mi è dispiaciuto non aver potuto discutere con lui. Sarebbe stata un’ottima occasione per parlare di compatibilità ambientale“. Proprio l’ultimo punto sembra stare molto a cuore alla neo-candidata, che si dice d’accordissimo con la decisione di Monti di abbandonare il progetto del Ponte sullo Stretto, ritenuta “un messaggio a quel mondo degli affari tanto legato al centro-destra”.

Le bordate più pesanti ai “non-alleati” vengono comunque da Orlando. “Il mancato sostegno a Crocetta – tuona il Sindaco – è figlio del fatto che il PD dipende, da un lato, da quell‘UDC che ha governato (in che modo lo dicono i fatti) la Sicilia per tutti questi anni; dall’altro, da Lombardo. Le loro sono ragioni metapolitiche, fatte di affari e inciuci, ai quali non vogliamo partecipare”.

Si conclude con l’intervento di Romina, lavoratrice in nero presso una donna molto influente di un’altra compagine politica (della quale non vuole fare il nome), che racconta di come abbia perso il posto dopo la sua scelta di candidarsi con l’IdV.

La tematica del lavoro rimarca, dunque, la scelta sulla sindacalista Marano, arrivata in extremis così come avvenne con Orlando alle comunali di cinque mesi fa. Che il risultato sia lo stesso, nonostante i sondaggi, è ciò che ci si augurava lì dentro.

Andrea Cumbo

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