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Istituto Zootecnico, consulenze sospette

Un incarico ad personam per l’avvocato Anna Maria Crosta, figlia di Felice, superburocrate regionale record man delle pensioni d’oro.

A decidere la consulenza una delibera, la n.4 del 21 febbraio 2014, firmata dall’ex commissario ad acta dell’Istituto sperimentale zootecnico per la Sicilia (Isz), Giuseppe Cipriani (già due volte sindaco Pd di Corleone), attraverso la quale Cipriani incarica il direttore dell’ente Antonio Console, Rup del progetto IspeMi, di “affidare le attività di assistenza nella redazione dei contratti che si renderà necessario stipulare per la realizzazione dell’intervento finanziato nonché le attività di consulenza e assistenza giuridico- amministrativa di supporto al Rup […]”. E la scelta dell’ “Incarico di supporto tecnico- legale al Responsabile del Procedimento relativo all’attività di potenziamento del progetto IspeMi” (Istituto sperimentazione preclinica e Molecular imaging) è ricaduta sull’avvocato Crosta.

Un compenso da trentamila euro a base di gara, pagata con i fondi del Pon ricerca e competitività, Asse I del 2011. Gara di cui non c’è alcuna evidenza pubblica sul sito dell’ente, dove per altro non risulta neanche il nome del/della beneficiario/a dell’incarico, e questo in barba alla normativa vigente sulla trasparenza, la 33/2013 che, all’articolo 15, impone alle “ pubbliche amministrazioni di pubblicare ed aggiornare le informazioni relative ai titolari di incarichi amministrativi di vertice e di incarichi dirigenziali, a qualsiasi titolo conferiti, nonché di collaborazione o consulenza”.

Secondo il direttore, la selezione dei candidati è stata svolta sulla base di cinque preventivi richiesti ad altrettanti avvocati del foro di Palermo, secondo un criterio fiduciario e/o a caso.

Incalzato da Il Moderatore Console ha risposto che la scelta è ricaduta sulla professionista in quanto il suo profilo corrispondeva ai criteri prefissati, ma ad oggi non più consultabili poichè non ci sarebbe spazio nel sito dell’Istituto.

“Si è dovuto procedere con l’intuitus personae perché in Istituto non c’era personale specializzato in temi legali – ha dichiarato Console– ed abbiamo scelto l’avvocato Crosta perché ha presentato un ribasso maggiore. Ma, allo stato attuale, non abbiamo firmato ancora alcun contratto. E’ un incarico fiduciario diretto- ha proseguito- che al momento è in stand by per via delle diverse emergenze che abbiamo dovuto fronteggiare (i roghi dei giorni scorsi che hanno interessato l’istituto, ndr). Trattandosi di fondi comunitari si seguono delle procedure particolari, e molte cose le posso fare io in qualità di rup. Abbiamo aperto un cig, quindi l’Autorità di vigilanza per gli appalti pubblici verifica…Sono stati richiesti cinque preventivi- prosegue Console- ad altrettanti professionisti esperti, estrapolati dall’albo del foro di Palermo”.

Li avete scelti a caso? Chiediamo al direttore .

“Sì, anche rispetto a quelli che sapevamo avevano più attinenza con questo tipo di lavoro, visto che ci devono garantire un servizio”.

Singolare che fra i 5.000 avvocati presenti nel capoluogo siciliano, e fra i cinque preventivi presentati sia stata selezionata giusto la figlia dell’ex superburocrate.

“La nostra è stata una richiesta informale, ed abbiamo scelto Anna Maria Crosta, che ha i requisiti che richiedevamo: esperta di atti pubblici”.

Sul conferimento diretto dell’incarico professionale è intervenuto il Consiglio di Stato che,  operando una distinzione tra gli incarichi professionali, specifica che nella nozione “servizi giuridici” di cui parla il codice degli appalti e a cui va applicata la procedura concorsuale, rientra l’attività di consulenza giuridica “caratterizzata dalla sussistenza di una specifica organizzazione, dalla complessità dell’oggetto e dalla predeterminazione della durata”.

Orientamento confermato due giorni fa dal Tar della Campania, che ha ritenuto illegittimo il conferimento dell’incarico per servizi legali non preceduto da evidenza pubblica, a prescindere degli importi.

Marina Pupella

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2 commenti

  1. SPLENDIDI !!!!!
    Un grazie particolare a tutto lo “staff redazionale”
    ” il moderatore” OLTRE CHE a Marina Pupella per l’articolo del 18 luglio 2014 sull’Istituto Sperimentale Zootecnico Sicilia , ….consulenze sospette …….
    ciò dimostra chiaramente a tutti i Siciliani onesti e non solo che…..
    ” ILMODERATORE quotidiano online” non si fa mettere il bavaglio da nessuno…..

  2. Pensioni “d’oro” e “d’orrore”
    Il sano principio dei due pesi e due misure

    È ormai certo e innegabile che le pensioni “d’oro”, quelle diciamo di trenta, novanta o duecentomila euro mensili lordi, non frutto, va detto, dei sacrosanti versamenti ma di qualche imbroglio burocratico, non si possono proprio toccare: lo ha recentemente stabilito la Corte Costituzionale disponendo la sospensione della “supertassa” (contributo di solidarietà) e il rimborso degli arretrati ai titolari.
    Invece su quelle di due, tre o cinquemila euro mensili lordi nessun dubbio, quelle sì eccome se si possono toccare; pare proprio infatti che per queste ultime l’ente previdenziale statale sia stato legittimato al “tocco e ritocco”, senza, si badi bene, alcuna censura da parte della Consulta che, come sopra ricordato, aveva giudicato incostituzionali o inammissibili i compiuti prelievi sulle pensioni straricche, ed anche questo è un fatto certo e innegabile.
    E così, per legge (sic!), giù le mani dalle pensioni d’oro ma non già da quelle basse le quali, non più tutelate e lungi dall’essere “premiate” dagli 80 euro di Renzi, divengono di fatto bottini da saccheggiare a piene mani.

    Non basta, le contestate pensioni e i vitalizi d’oro, immorali, lo ripetiamo, se non legittimamente guadagnati, coesistono con i vergognosi compensi di chi occupa decine di poltrone contemporaneamente e con i doppi stipendi agli eletti consiglieri comunali, regionali e provinciali; ma non dimentichiamo le indecenti entrate dei top manager che portano le aziende al fallimento e quelle, altrettanto scandalose, dei commissari straordinari preposti alle gestioni successive; poi ci sono gli odiosi onorari in nero di non pochi (è un eufemismo) disonesti liberi professionisti in camice, tuta o cravatta che non emettono fatture e scontrini fiscali, e mentre ogni giorno apprendiamo di nuovi evasori fiscali prosperano i fraudolenti vitalizi, le folli spese e gli inopportuni rimborsi di amministratori pubblici, proseguono le baby pensioni e quelle erogate a favore di titolari defunti, perseverano gli stipendi privilegiati dei dipendenti parlamentari, vegetano le false pensioni di invalidità e i veri sussidi ai falsi poveri, permangono le infamanti indennità di disoccupazione, assegni sociali e pensioni a favore di condannati per mafia, terrorismo, azioni eversive o stragi, e ancora e ancora …

    Poi ci sono le pensioni “versate” come quelle da reddito di lavoro dipendente, maturate lavorando e versando i contributi per quarant’anni; si tratta di oneste pensioni, ieri versate ed oggi riscosse, che continuano ad essere prese di mira da un pò tutti i Governi e che, con la complicità delle stesse organizzazioni sindacali, sono costantemente tassate e tartassate. Queste pensioni, qualche anno fa bloccate e “congelate” nel loro legittimo ancorchè esiguo adeguamento ISTAT al carovita, restano a tutt’oggi pensioni di “ghiaccio” ovvero prive dell’annuale indicizzazione; spettanze accumulate in tanti anni di versamenti (le pensioni versate sono retribuzioni differite), ma, in quanto non rivalutate nel tempo, ormai destinate a “sciogliersi”, ad assottigliarsi sia rispetto a quelle di altre categorie sia rispetto al potere di acquisto.

    Insomma, pensioni legittime decurtate illegittimamente mentre tasse, bollette e costo della vita sono sempre in crescita e quando vicende di frodi, di evasione fiscale, di corruzione et similia proliferano, spesso impunite, e ammorbano la nostra vita quotidiana.

    E così oltre alle pensioni “d’oro” ci saranno pure le pensioni “d’orrore”. Sì orrore, perchè questa norma bloccapensioni, ritirata dalle pensioni “d’oro” (qui era denominata contributo di solidarietà) ma conservata, col nome di blocco della perequazione, sulle pensioni basse forse in virtù del semper sano principio “due pesi e due misure”, vìola palesemente la Costituzione nonché diverse sentenze e ordinanze della Corte costituzionale e perché se continuata, ad esempio per 15 anni, sostengono gli esperti, “taglierebbe” le pensioni medesime del 50%!
    Perciò si interrompa subito questo orrore amministrativo reintegrando la periodica rivalutazione e rimborsando tutti gli importi fin qui trattenuti.
    Il ripristino dello status quo ante contribuirà alla ripresa economica generale e restituirà ai pensionati diritti e dignità, in più l’INPS e lo Stato torneranno ad essere un po’ più affidabili e credibili agli occhi dei cittadini.
    Virgilio Conti

    Luglio 2014: la materia della perequazione è attualmente all’esame della Corte costituzionale la quale dovrebbe decidere ed esprimersi in autunno sulla illegittimità o meno dell’attuale blocco della rivalutazione (indicizzazione) che sta colpendo e penalizzando le pensioni “versate”

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