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Istanbul, scontri con la polizia a Gezi Park

Sono stati fatti molti appelli al governo del Primo Ministro Turco Recep Tayyip Erdoğan per porre fine alla violenza da parte della polizia contro i protestanti e le proteste non solo a Istanbul. Un governo democratico dovrebbero sostenere il diritto alla protesta pacifica e la libertà di parola.

Per chi conosce la Turchia e in particolare la città metropolitana di Istanbul sa che la zona di Taksim è il cuore pulsante della città . Piazza Taksim che in lingua turca vieni chiamata Taksim Meydanı si trova esattamente nella zona europea di Istanbul, alla fine del Viale dell’Indipedenza (İstiklal Caddesi in Turco), è una delle strade più famose di Istanbul in Turchia, frequentata da milioni di persone di tutto il mondo ogni settimana. La piazza è il centro principale dello shopping, di interesse turistico e ricreativo dell’intero distretto, famoso per i suoi ristoranti, negozi ed alberghi. Essa è considerata zona moderna di Istanbul, con la sua stazione della Metropolitana.

Quello che non si capisce è: perché il governo dovrebbe rovinare una zona di questa importanza per costruire un centro commerciale? E lo fa distruggendo un parco come il Gezi park, sradicando più di 600 alberi, in un paese che sta lottando strenuamente contro l’inquinamento provocato dalla rapida industrializzazione, dall’urbanizzazione mal pianificata, dalle strade troppo strette e dalla crescita delle costruzioni immobiliari.

Infatti, dal 28 maggio scorso migliaia di persone manifestano al Gezi Park di Istanbul, l’area verde più grande della città, per protestare contro la decisione dell’amministrazione locale di demolire il parco per costruire un centro commerciale. La demolizione del parco fa parte di un piano avviato da tempo con la scusa di riqualificazione dell’area intorno a piazza Taksim.

Venerdì 31 maggio all’alba la polizia ha nuovamente attaccato i manifestanti accampati nei dintorni del parco, con gas lacrimogeni e idranti. Durante la fuga i manifestanti hanno provato a scalare un muro nelle vicinanze, che però è crollato: secondo il governatore della provincia di Istanbul 1000 persone sono rimaste ferite gravemente, anche se circolano stime più alte. Secondo la stampa turca oltre 900 persone sono state arrestate.

Lo stesso premier Erdogan ha ammesso che ci sono state “azioni estreme nella risposta della polizia” contro i manifestanti di Gezi Park. Il capo del governo ha annunciato l’apertura di un’inchiesta sugli “errori” delle forze di sicurezza. Tutti i filmati verranno vagliati per individuare gli agenti che hanno commesso infrazioni, si legge in un comunicato diffuso dal ministero degli interni turco. Dal canto suo anche il sindaco di Istanbul, Kadir Topbaş, ha espresso il suo disagio, dicendo che i funzionari non erano riusciti a chiarirsi con gli attivisti dato che la demolizione era per opere stradali e non per la costruzione di un centro commerciale.

Non dimentichiamo però anche che l’opposizione sta marciando sulla protesta per fini propri e per indebolire l’attuale governo di Erdogan, che sta cercando da una parte, portare avanti il processo di pace con la popolazione curda, dall’altra apportare modifiche alla Costituzione della repubblica Turca, cosa che sicuramente sia i generali che i partiti kamalisti non sono riusciti a digerire.

Shorsh Surme, giornalista curdo

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