Israele devasta Tehran: attacco aereo senza precedenti su obiettivi strategici iraniani
Centrali nucleari colpite, generali uccisi, la TV di Stato rasa al suolo: l’Iran conta oltre 220 morti

Israele colpisce duramente l’Iran: raid su 100 obiettivi strategici, oltre 200 morti
Il Mossad sul campo e l’aviazione in cielo: la guerra tra Israele e Iran segna un nuovo punto di non ritorno. Netanyahu: “Controlliamo l’aria sopra Tehran”.
TEHERAN / TEL AVIV – Un attacco su vasta scala ha colpito il cuore della Repubblica Islamica: Israele ha lanciato nelle ultime ore “Operation Rising Lion”, una serie coordinata di bombardamenti contro oltre 100 obiettivi iraniani, compresi siti nucleari, basi missilistiche, depositi di armi e infrastrutture strategiche.
Una campagna militare senza precedenti
I raid sono stati condotti dall’aviazione israeliana con supporto di droni, intelligence e squadre del Mossad attive sul territorio. Fonti governative israeliane hanno dichiarato che i loro asset “controllano lo spazio aereo sopra Tehran”.
Colpiti in modo diretto anche siti simbolo della potenza militare e ideologica dell’Iran: tra questi, le centrali di Natanz e Fordow, oltre al comando centrale dei Pasdaran. Distrutta anche la sede della televisione di Stato IRIB, nel centro della capitale.
Morti eccellenti e risposta iraniana
Tra le vittime figurano almeno cinque alti ufficiali dei Guardiani della Rivoluzione, tra cui il capo dell’intelligence Mohammad Kazemi, il comandante Hossein Salami e lo stesso capo di Stato maggiore Mohammad Bagheri. Secondo fonti iraniane, sono stati uccisi anche diversi scienziati nucleari.
Il Ministero della Salute di Tehran ha confermato oltre 224 morti e 1.200 feriti, tra cui molti civili, anche a causa del bombardamento di un ospedale a Kermanshah.
La reazione iraniana non si è fatta attendere: missili balistici e droni sono stati lanciati verso Tel Aviv, Haifa e altre città israeliane. Al momento si contano almeno 24 morti in Israele e decine di feriti, nonostante l’alto tasso di intercettazione dei sistemi di difesa Iron Dome e Arrow 3.
Lo scacchiere internazionale si muove
Il conflitto rischia di espandersi oltre i confini regionali. Russia e Cina chiedono la fine immediata delle ostilità, offrendo mediazione. Gli Stati Uniti, seppur dichiaratamente non coinvolti, monitorano con “massima attenzione”. L’Iran ha intanto sospeso ogni impegno con l’accordo sul nucleare, mentre in patria si prepara alla legge marziale.
“Questa è una guerra preventiva contro chi minaccia la nostra esistenza” – ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Da Tehran, la guida suprema Ali Khamenei parla invece di “aggressione sionista che riceverà risposta su tutti i fronti”.
Il bilancio, purtroppo, è destinato a salire. L’area mediorientale vive ore di tensione estrema, mentre l’Occidente resta alla finestra. Ma lo scenario che si delinea appare sempre meno gestibile con i soli strumenti della diplomazia.


