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Tra ironia e invito alla compassione tra popoli Dalai Lama conquista Palermo.

Accoglienza a Palermo di Dalai Lama

 

(di Valentina Cammarata) Teatro Massimo, ore 9.53, il Dalai Lama fa il suo ingresso sul palco, accompagnato  per mano dal Sindaco Leoluca Orlando. E’ il tutto esaurito. Anche al Rouge et Noir quasi 500 persone assistono in diretta streaming alla conferenza dal titolo “Educazione alla gioia”. 

L’ intestazione che nasce dal volume “Il Libro della Gioia”, scritto da Douglas Abrams, centrato sul dialogo tra il SSDL il Dalai Lama, massima autorità spirituale del popolo tibetano  e Desmond Tutu, arcivescovo sudafricano, entrambi premi Nobel per la pace. C’è grande attesa in platea per il messaggio di Tenzin Gyatso, questo il nome di Sua Santità.

 

Il Sindaco appare emozionato nell’atto di offrire il Registro d’Onore della Città affinché lo firmi. Poco prima è avvenuta la consegna delle targhe della Città di Palermo. In rapida successione sfilano anche la Carta della Città e la lettera di Papa Francesco. Sindaco e Leader Spirituale si tengono per mano, più volte. C’è intesa tra i due rispetto al messaggio che si apprestano a veicolare: accoglienza, migranti, fratelli, compassione, aiuto, ricostruzione, sono tutte parole ricorrenti. Leoluca Orlando fa sapere che in quegli stessi frangenti circa 500 migranti stanno raggiungendo il porto di Palermo e che 40 di loro, minorenni, sono stati soccorsi nel canale di Sicilia.

 

Scherza il Dalai Lama sul suo inglese e in pochi minuti conquista tutti con la sua ironia. Sono trascorsi oltre vent’anni da quando giunse per la prima volta a Palermo in occasione di un convegno sui diritti umani. In quell’occasione  Orlando, allora al suo secondo mandato, gli consegnò la cittadinanza onoraria. Era il 1996 e Palermo una città più problematica o, per lo meno, lo era in modo invasivo. Concordano i due leader sulla crescita raggiunta della città nel giro di un ventennio, a più livelli, a dispetto di problematiche attinenti, tra le altre, alla sfera della legalità e del sociale.

“Alla domanda quanti migranti ci sono a Palermo 60 mila, 70 mila,  80 mila? Io rispondo: nessuno. Chi arriva  a Palermo diventa palermitano” – dichiara il Sindaco, prima di lasciare la parola a Sua Santità.

“Qui in Sicilia state praticando la compassione per gli altri, state accogliendo i migranti. Vi prendete cura di loro e vi ringrazio per questo” – ha detto il Dalai Lama – “Nel mondo ci sono tanti individui che praticano l’altruismo e anche qui, dalla Sicilia credo che dovrebbe partire un coordinamento mirato a ricostruire le distruzioni dei luoghi da cui arrivano i migranti”.

    ”Noi dobbiamo accogliere migranti, pensare di pacificare, e pensare alla ricostruzione. Noi Tibetani, abbiamo trovato rifugio in una nazione democratica. Penso che gli individui, i gruppi, le organizzazioni possono aiutare gli altri e se ci fosse un coordinamento questo può essere molto efficace” (ANSA).

E sul tema della gioia come attitudine e atteggiamento mentale che genera benessere e importanti mutamenti nei sentimenti e nelle azioni dell’umanità intera Tenzin Gyatso si esprime così: “La felicità è qualcosa che viene sviluppata da dentro, attraverso i nostri pensieri. Io da tempo promuovo di inserire nell’odierno sistema istruzione di sviluppare amore e compassione basati sull’esperienza comune”.

 

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