Giulio Tantillo riceve “Io sono energia”: il libro di Panasci apre un dialogo sul futuro dei giovani siciliani
Un' incontro aperto alla riflessione sul senso di smarrimento che attraversa le nuove generazioni: cambiare si può, ma parte dall'interno

CULTURA E SOCIETÀ
“Io sono energia”, il messaggio positivo per i giovani che passa per le mani del Consiglio Comunale
Il Presidente del Consiglio Comunale Giulio Tantillo e l’autore e giornalista Francesco Panasci si sono incontrati per discutere di speranza, identità e del disagio che attraversa le nuove generazioni
C’è un filo sottile che, in certi momenti, collega la politica alla vita vera. Qualche giorno fa, ha preso la forma di un libro. Francesco Panasci ha consegnato personalmente al Presidente del Consiglio Comunale Giulio Tantillo una copia di Io sono energia, e da quel gesto semplice è nata una conversazione che ha toccato uno dei temi più urgenti del nostro tempo: il rapporto tra i giovani e il futuro che sentono sempre più lontano da loro.
L’incontro non è stato solo un appuntamento istituzionale nel senso formale del termine
È stato, piuttosto, uno di quegli scambi che nascono dal riconoscimento reciproco di chi lavora, da prospettive diverse, con la stessa preoccupazione: quella per una generazione che cresce in un clima di sfiducia diffusa, di aspettative deluse, di traguardi che sembrano spostarsi sempre un po’ più in là ogni volta che si prova ad avvicinarsi.
Panasci ha portato con sé il libro come si porta un messaggio, non come si porta un oggetto. Io sono energia non è un manuale di autoaiuto nel senso più consumato del termine: è un invito a riscoprire una forza interiore che molti ragazzi, specie nel contesto siciliano e meridionale, faticano a riconoscere come propria. Il titolo stesso è una dichiarazione – non una promessa esterna, ma un’affermazione che nasce dall’individuo, dal suo centro, dalla consapevolezza di valere e di poter incidere sulla realtà che lo circonda.
Tra i due si è aperta una riflessione su quello che significa, oggi, essere giovani in Sicilia
La frustrazione di una generazione che si sente allo sbaraglio è un tema che chi amministra la cosa pubblica non può permettersi di ignorare: non perché sia comodo affrontarlo, anzi perché è scomodo, perché tocca nervi scoperti che riguardano il lavoro, la scuola, la mobilità, il senso di appartenenza a una terra che si ama ma che spesso non sembra ricambiare.
I ragazzi di oggi crescono immersi in una cultura che tende a premiare il risultato immediato, a sanzionare il fallimento, a misurare il valore di una persona attraverso parametri spesso estranei alla sua vera identità. In questo contesto, un libro che dice “io sono energia”, che rimette al centro la persona, la sua vitalità, la sua capacità di trasformare se stessa e il contesto in cui vive,acquista un significato che va ben oltre la pagina scritta.
Panasci e Tantillo hanno condiviso la convinzione che strumenti come questo, apparentemente lontani dalla politica, siano invece parte integrante di qualsiasi politica seria sui giovani
Non si costruisce il futuro soltanto con i fondi europei o con le leggi regionali: lo si costruisce anche restituendo alle nuove generazioni la certezza che il loro contributo conta, che la loro voce viene ascoltata, che la terra in cui sono nati non è una prigione ma un punto di partenza.
Una consegna, discreta e priva di scenografie, che racconta più di molti comunicati ufficiali. Racconta che il dialogo tra chi amministra e chi produce cultura può avvenire, che non deve essere forzato né cerimonioso. Racconta che i giovani, anche quando non sono presenti fisicamente in una stanza, possono comunque essere al centro di una conversazione che li riguarda davvero. E forse, in questo, sta il senso più autentico di un incontro che, nelle sue proporzioni contenute, ha detto qualcosa di necessario.



