Arte e Cultura

Intimismi, la mostra di Paolo Santoro. Presenta Panasci

Domani mercoledì 19 novembre Il Circoletto del Bridge di Fondo Anfossi, grazie al suo Presidente Marcello Palermo, presenterà la mostra antologica di pittura dell’artista e critico Teatrale Francesco Paolo Santoro, socio dello stesso circolo.

Intimismi è il titolo che Santoro da alla sua Vernissage. Gli studi artistici, la frequentazione dei grandi artisti nonché suoi professori quali Aldo Pecoraino, Gigi Martorelli, Antonino Perricone Carpintieri, hanno costruito una personalità di buona caratura dandogli la giusta rilevanza nel panorama pittorico nazionale. I critici Maria Poma Basile e Carbone lo segnalano ancora giovanissimo per la sua partecipazione al Chiodo d’ oro della omonima galleria di Ciro Li Vigni e Filippo Panseca.

Nel ’63, mercè il mecenate Comm. Fausto Flaccovio, contribuisce alla formazione della galleria  presso l’omonima libreria, dei giovanissimi talenti insieme ad Anna Leone e Mario Catalano. Riceve consensi e riconoscimenti per la partecipazione di artista stabile della Galleria El Harca.

Espone al Politeama in collettiva di arte Sacra, Monreale, Taormina. I quadri si trovano in collezioni private. A Roma durante la frequentazione della facoltà di Psicologia incontra molti artisti che si radunavano in Via Margutta e stringe amicizia con Novella Parigini, Pandolfini, Guttuso De Chirico, che stazionava al caffè Greco.

La sua pittura è quella definita della sconcretizzazione materica tra Chagalle e Mirò dai quali attinge con una massa coloristica attenuata e sognante. Il segno per il pittore è importante e lascia nei suoi dipinti un qualcosa di non sempre definito perché si capisca la costruzione e l’armatura del disegno alla base del pitturato.

La mostra concede facili sentimentalismi ma per sua definizione Intimismi perché si scava nella memoria senza restarne prigioniero.

Il quadro tra i più significativi Il mercato dell’angoscia  dove con mano leggera focalizza la Calunnia rappresentata dal cristallo opacizzato, il peccato originale è rappresentato dalla mela non ancora morsa per l’inibizione di una Eva ancora non trasgressiva, la bottiglia è l’ebbrezza che obnubila e provoca le passioni o le esalta, ed infine il magnifico libro nero di Henry Prada che spiega la intollerabilità del vivere  e l’adesione agli psicofarmaci dai più assunti come caramelle.

La mostra resterà aperta fino a domenica 23. A presentare l’evento l’editore palermitano Francesco Panasci.

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