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Intimidazioni a San Lorenzo e villa confiscata danneggiata a Trabia: la mafia torna a colpire

Caputo e Crapa (UDC) denunciano una pressione mafiosa in crescita su imprenditori e amministratori pubblici e chiedono la convocazione urgente del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza.

SICUREZZA

Mafia, intimidazioni a Palermo e Trabia

L’UDC lancia l’allarme: crescono le pressioni su imprenditori e amministratori pubblici mentre la politica localea resta in silenzio

Palermo torna a fare i conti con la criminalità organizzata. Nelle scorse settimane, una serie di atti intimidatori nei quartieri di San Lorenzo e Sferracavallo — colpiti imprenditori locali — e il danneggiamento di una villa confiscata a Cosa Nostra a Trabia hanno acceso i riflettori su un fenomeno che il partito di centro UDC definisce senza giri di parole: la mafia alza di nuovo la testa.

Non episodi isolati, ma segnali precisi

Salvino Caputo, vice segretario regionale dell’UDC in Sicilia, è diretto nella sua analisi: “Non siamo in presenza di episodi criminali apparentemente diversi per modalità e territorio, ma segnali precisi di una criminalità organizzata che alza la testa per imporre il controllo del territorio e per condizionare imprenditori ed amministratori pubblici che operano nelle loro comunità con rigore e trasparenza”.

Caputo sottolinea come questi segnali non debbano rimanere appannaggio esclusivo delle forze dell’ordine e della magistratura: “Devono imporre forti e chiari reazioni da parte non solo delle forze di polizia e della magistratura, ma anche, e forse principalmente, dalla politica”.

La richiesta alla Prefettura e la solidarietà al Sindaco di Trabia

Caputo e il coordinatore cittadino Massimiliano Crapa hanno già messo in moto due azioni concrete: la richiesta formale alla Prefettura di convocare il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e l’annuncio di un incontro nei prossimi giorni con il Sindaco di Trabia, per portare la vicinanza e la solidarietà del partito dopo il vile atto contro la villa confiscata alla criminalità organizzata.

La politica tace mentre la pressione mafiosa cresce

L’affondo più duro arriva quando Caputo e Crapa puntano il dito contro il silenzio della classe politica locale: “Mentre la politica litiga su poltrone, incarichi regionali e sottogoverni, e al Comune di Palermo è in atto uno scontro prettamente politico, tace su fatti criminali allarmanti. Cresce la pressione mafiosa su imprese e amministratori pubblici”.

La conclusione dei due dirigenti UDC è un appello diretto: «Servono segnali forti e chiari da parte della politica per dimostrare vicinanza al territorio e per condannare ogni forma di violenza e condizionamento».

Una sfida che riguarda tutti

Gli episodi di San Lorenzo, Sferracavallo e Trabia non sono numeri su un rapporto di polizia: sono storie di imprenditori che rischiano di cedere alla paura e di amministratori che cercano di fare il loro lavoro in territori difficili. La risposta a questa sfida non può venire solo dalle aule dei tribunali. Viene — o dovrebbe venire — anche da chi occupa le stanze della politica. Ed è proprio lì, dicono dall’UDC, che il silenzio pesa di più.

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