Primo PianoScienza e Tecnologia

Non solo like e reels: Instagram diventa sentinella contro il disagio degli adolescenti

La nuova funzione di Meta monitora le ricerche degli adolescenti su suicidio e autolesionismo e avvisa l'adulto in tempo reale

SOCIAL NETWORK

Instagram avviserà i genitori se i figli cercano contenuti su suicidio e autolesionismo

Meta introduce un sistema di allerta per gli account di supervisione

Sono le due di notte. Tuo figlio è sveglio, con il telefono in mano, e digita le stesse parole per la terza volta. Tu non lo sai. Fino ad ora. Meta ha annunciato un sistema che invia notifiche ai genitori quando un adolescente effettua ricerche ripetute su suicidio o autolesionismo in un breve arco di tempo.

Non è esagerazione e non è controllo totale: è un campanello d’allarme digitale che potrebbe fare la differenza tra intervenire in tempo e scoprirlo troppo tardi.

Come funziona il sistema di allerta?

La funzionalità si attiva solo se il genitore ha scelto di impostare un account di supervisione sul profilo del figlio minorenne. Quando l’adolescente usa frequentemente un Teen Account per cercare contenuti legati all’autolesionismo entro un lasso di tempo ravvicinato, il sistema scatta: l’adulto riceve un’allerta direttamente sul proprio account.

L’avviso non arriva da solo. Meta ha previsto che ogni notifica sia accompagnata da risorse sviluppate con esperti del settore, pensate per aiutare i genitori ad affrontare il tema con i figli senza improvvisare. Il sistema si collega anche al meccanismo già esistente di Instagram che blocca le ricerche su contenuti potenzialmente dannosi e reindirizza gli utenti verso supporti specializzati.

Dove si attiva e dove arriverà presto

In una prima fase, il servizio parte in Australia, Regno Unito, Stati Uniti e Canada. Ma l’espansione è già in programma: Francia, Spagna e altri Paesi europei si stanno preparando ad adottare misure simili. Una diffusione graduale che suggerisce come Meta voglia consolidare il modello prima di estenderlo su scala globale.

Il nodo dei disturbi alimentari e dei contenuti dannosi

Questa iniziativa non nasce nel vuoto. Un rapporto della Reuters rivela che i ricercatori di Meta hanno rilevato un’alta proporzione di disturbi alimentari tra gli adolescenti che dichiarano di vedere regolarmente su Instagram contenuti che li fanno sentire a disagio con il proprio corpo. Un dato che pesa e che ha spinto la piattaforma ad agire, almeno formalmente, su più fronti.

«Queste allerte si basano sul nostro lavoro esistente per aiutare a proteggere gli adolescenti da contenuti potenzialmente dannosi su Instagram», recita la dichiarazione ufficiale di Meta. Una posizione che riconosce, implicitamente, che il problema esiste e che la piattaforma ne è consapevole da tempo.

Uno strumento utile, ma non sufficiente

Nessuna notifica, però, vale quanto un genitore presente. Il sistema funziona solo se l’adulto ha già attivato la supervisione sull’account del figlio quindi un passaggio che richiede consapevolezza digitale che non tutte le famiglie hanno ancora maturato. E qui sta il vero nodo: uno strumento potente, ma cieco davanti a chi non lo conosce.

Eppure, per chi lo attiva, cambia tutto. Perché i ragazzi in difficoltà raramente chiedono aiuto a voce — lo sussurrano nei motori di ricerca, nelle query digitate di nascosto, nelle parole che credono invisibili. Da oggi, almeno su Instagram, quelle parole possono raggiungere chi di dovere. Il resto – la conversazione difficile, il momento giusto, le parole da trovare – tocca ancora agli esseri umani. E forse è giusto così.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio