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Incredibile! Banca Intesa San Paolo non risarcisce integralmente  una sua cliente vittima di una frode in conto corrente

Quanto perpetrato da Banca Intesa San Paolo rappresenta un gravissimo precedente per i clienti di una banca

di Filippo Virzì

Nel luccicante mondo delle banche,  le quali dovrebbero garantire e tutelare i propri clienti  vittime di frodi informatiche e similari nel mondo multimediale di oggi, accade a Palermo presso  Banca Intesa San Paolo un’incredibile vicenda riguardante una cliente vittima di una frode in conto corrente e non risarcita come previsto dalla sua Banca. 

La nostra redazione è stata contattata per dare notizia di una storia che sa di incredibile, ma che potrebbe accadere purtroppo ad ognuno di noi.

A descriverci  quanto accaduto è  l’Avv. Biagio Barbiera,  legale rappresentante della sig.ra Filomena Terranova,  dalla stessa incaricato di rappresentarla ed assisterla, il quale  ci  racconta a seguire l’incredibile episodio accaduto  alla sua assistita, che la nostra redazione pubblica integralmente ed in esclusiva:

– La sig.ra Terranova, contitolare di un rapporto di conto corrente con Banca Intesa, Filiale di Palermo via Sciuti,  scopre la sera dell’01/07 u.s., consultando l’Home Banking del proprio c/c, la disponibilità di un saldo attivo di appena € 131,97, contro la giacenza che avrebbe dovuto ivi trovarsi di € 40.361,99, che costituiva l’intero ammontare delle proprie disponibilità.

– Nella consultata lista dei movimenti risultavano eseguiti, il precedente 25/06, n.6 bonifici internazionali, l’uno successivo all’altro, verso la Nigeria, per un ammontare complessivo di € 40.000,00. 

– Avvisato immediatamente il call center bancario, che bloccava l’on line banking, la sig.ra Terranova l’indomani denunciava i fatti alla Polizia Postale e si recava presso la Filiale bancaria ove intrattiene il rapporto; qui sottoscriveva l’apposito Modulo Disconoscimento Operazioni di Pagamento non Autorizzate, in base al cui contenuto Banca Intesa si impegnava a rimborsare l’intero importo sottratto alla correntista entro le successive 24 ore; ciò avveniva effettivamente l’indomani.

– Il Modulo predetto, tuttavia, prevedeva anche la seguente clausola: “… qualora sia successivamente dimostrato che le operazioni erano state autorizzate, la Banca ha il diritto di ottenere la restituzione dell’importo rimborsato, ripristinando entro il 30/10/2019 la situazione del rapporto come se il rimborso non avesse avuto luogo …” .

– il successivo 03/10 Banca Intesa, senza alcun preavviso e/o  richiesta  in alcuna forma, interveniva direttamente sul c/c della sig.ra Terranova prelevando la somma di € 40.000,00 in precedenza alla stessa rimborsata.

– scopertolo l’indomani, la sig.ra Terranova, recatasi direttamente a colloquio con il responsabile della Filiale, riceveva la giustificazione verbale secondo la quale la banca avrebbe accertato la propria estraneità all’accaduto e si sarebbe quindi avvalsa della clausola sopra riportata. 

– la sig.ra Terranova, privata così dell’intero ammontare delle proprie disponibilità, incaricava un legale di fiducia che diffidava formalmente la banca nella stessa data del 04/10, senza ottenere, però, risposta alcuna.

– il 15/10 successivo la correntista veniva contattata per le vie brevi dal consulente alla clientela privata della Filiale di cui trattasi, ed invitata a recarsi subito in Filiale.

– quivi immediatamente recatasi ( si presti attenzione al fatto che la stessa era già a quella data da più di 10 giorni senza più mezzi di sostentamento ) la stessa vedeva consegnarsi un Modulo prestampato di accordo transattivo ( segno della codifica da parte della banca di evenienze di tal genere e dell’esistenza di una modalità operativa standard di relativa gestione) che il consulente chiedeva di far compilare alla medesima correntista così che fosse la stessa ad indicare, quale importo a restituirle per effetto di accordo transattivo, € 20.000,00.

– la sig.ra Terranova, invece, riferito nella stessa giornata al proprio legale l’accaduto, procedeva ad un’ulteriore formale diffida  che veniva inviata il 16/10 successivo.

– il 18/10, e cioè ben 15 giorni dopo il subito prelievo, la banca faceva finalmente pervenire una lettera ordinaria nella quale riferiva di avere accertato che i bonifici erano frutto di una probabile frode informatica posta in essere da terzi, e che, però, al riguardo non vi era responsabilità bancaria.

– il successivo 22/10 Banca Intesa riscontrava formalmente le diffide del 04/10 e del 16/10 del legale, ribadendo di avere sì accertato che i bonifici non erano stati autorizzati dalla correntista, ma che non vi era responsabilità bancaria; poi, a dimostrazione dell’attenzione verso il cliente, si offriva di rimborsare la metà di quanto prelevato alla medesima correntista.

– seguiva, quindi, un’ultima diffida e contestazione della correntista del successivo 28/10, con la quale la stessa, ribadita la piena responsabilità bancaria per la mancata vigilanza  sulle operazioni in frode in questione, contestava l’illegittimità del prelievo eseguito in suo danno direttamente dalla banca il precedente 03/10, senza alcun preavviso o richiesta, perché, avendo quest’ultima espressamente riconosciuto che i bonifici in questione non erano stati autorizzati dalla correntista, non sussistevano le condizioni per l’applicazione della clausola di garanzia sopra richiamata; la correntista, tuttavia, si dichiarava disponibile (a ciò spinta e costretta, ovviamente, dal trovarsi senza più denaro) a rinunciare ai subiti danni, ai costi di assistenza legale ed all’importo di € 2.000,00, relativo all’ammontare del 1° dei 6 bonifici in frode, a condizione dell’immediata restituzione da parte della banca dell’importo di € 38.000,00.

– da allora nessun ulteriore riscontro è più pervenuto dalla Banca.       

Questa l’incredibile vicenda,  ovviamente saremo ben lieti di ricevere da Banca Intesa San Paolo la replica su quanto da noi pubblicato, ma ci sentiamo di sottolineare che quanto  descritto,  rappresenta un precedente gravissimo per l’incolumità economica dei clienti di una Banca.

Confidiamo che la triste vicenda venga definita nel giusto modo, ossia nella copertura totale del danno subito dalla cliente da parte di Banca Intesa San Paolo.

Filippo Virzì

Giornalista radio/televisivo freelance, esperto in comunicazione integrata multimediale.

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