Venti imprese siciliane hi-tech a Smau Milano 2025
Ventimila chilometri e una valigia di competenze: la Sicilia che fa sul serio

Mentre qualcuno continua a raccontare la solita storia dell’isola che non ce la fa, venti imprese siciliane sono salite su un aereo e sono andate a Milano a fare quello che sanno fare meglio: innovazione vera. Smau Milano 2025, la fiera che conta quando si parla di digitale in Italia, si è conclusa oggi e stavolta c’era anche la Sicilia. Quella delle start-up, del codice che funziona, dell’intelligenza artificiale che non è solo una parola da convegno.
La Regione Siciliana ha messo i soldi del Programma Fesr 2021-2027 e le imprese hanno fatto il resto. Niente passerelle, niente folklore: incontri con investitori veri, partner commerciali seri, operatori internazionali che cercano soluzioni, non promesse.
Cosa fanno davvero queste imprese
Le aziende che hanno rappresentato la Sicilia a Milano lavorano su roba concreta. Intelligenza artificiale, transizione digitale, agritech, sviluppo software. Il 65% sono start-up, che poi sarebbe il modo elegante per dire: gente che rischia, investe, si alza alle cinque del mattino e prova a costruire qualcosa che funzioni. E che magari si vende anche.
Hanno portato soluzioni per la sostenibilità ambientale, perché i fondi europei lo chiedono con il principio Dnsh (Do no significant harm), ma soprattutto perché il mercato lo richiede. Chi compra tecnologia oggi vuole sapere che non stai distruggendo il pianeta mentre fatturi.
Come ci sono arrivati
La Regione ha selezionato le imprese attraverso il portale export.regione.sicilia.it, insieme agli esperti di Smau. L’assessorato delle Attività produttive ha tirato fuori l’Azione 1.3.3, quella dedicata alle micro, piccole e medie imprese che vogliono crescere fuori dai confini regionali.
Il servizio Internazionalizzazione ha coordinato tutto e ha già messo in calendario altri appuntamenti per il 2025 e il 2026. Perché una fiera non basta, serve continuità.
La Sicilia che nessuno racconta
Questa è la parte interessante. Mentre i telegiornali raccontano sempre le stesse cose, c’è una Sicilia che sviluppa software, progetta algoritmi, vende tecnologia in giro per il mondo. Non sono centinaia di aziende, sono venti. Ma sono venti che esistono, fatturano, assumono, competono con chi sta a Milano, Berlino o San Francisco.
La Regione prova a posizionare l’isola come hub mediterraneo dell’innovazione. Suona ambizioso, forse lo è. Ma intanto qualcuno ci sta provando davvero, e non solo a parole.



