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Ilva, questione nazionale e non assistenzialismo per il Sud

Una protesta degli operai della Ilva

È ormai un mese che si parla dell’Ilva di Taranto, l’acciaieria pugliese che quest’estate ha provocato un grande scandalo a livello nazionale perché l’industria produceva gas nocivi che in questi anni, oltre a causare numerosi morti tra i lavoratori, ha anche generato tumori e malattie gravissime tra coloro che abitavano nelle vicinanze dello stabilimento.

L’Ilva, nonostante da 13 anni i sistemi di monitoraggio sono obbligatori, non ne era munita e smaltiva i gas in eccesso attraverso le torce con lo ‘slopping’.

Secondo le valutazioni del Tribunale del Riesame, lo stabilimento avrebbe compiuto una vera e propria attività illecita che avrebbe portato al disastro ambientale doloso e messo in pericolo la salute delle persone, motivo per cui a fine agosto si è scelto il sequestro degli impianti senza facoltà d’uso.

Le notevoli proteste dei lavoratori e la gravità delle situazione hanno portato il Governo nazionale a occuparsi del problema con la proposta di un ‘decreto Ilva‘ che potesse aiutare l’industria a munirsi di nuovi macchinari, di sistemi di monitoraggio e permettesse ai lavoratori di non perdere il posto.

Ovviamente la Lega Nord che ha dichiarato senza remore la sua opposizione alla proposta, ritenendola un’ulteriore forma di assistenzialismo offerto al Meridione.

A queste accuse ieri ha risposto Raffaele Fitto, deputato del Pdl, ex ministro degli affari regionali, che ha chiarito che l’acciaieria pugliese produce annualmente circa 10 milioni di tonnellate di acciaio e rappresenta il 40% dell’acciaio prodotto in Italia.

“Ciò dimostra che l’Ilva non è un’azienda del Sud ma produce anche al Nord, perciò invito i colleghi della Lega a smettere ogni atteggiamento strumentale ed ostruzionistico di contrapposizione Nord-Sud, inutile e dannoso per tutto il Paese” ha dichiarato Fitto”.

“Ricordo che, giustamente, nessuno parlò di assistenzialismo nei confronti del Nord – ha aggiunto – quando ad aprile 2012 il ministro dell’ambiente firmò a Venezia l’Accordo di programma per bonifica e riqualificazione ambientale del sito d’interesse nazionale di Venezia-Porto Marghera con cui furono stanziati ben 5,7 miliardi di euro, di cui 3 provenienti da fondi pubblici”.

Il decreto Ilva, quindi, è una legge nazionale e non una forma di assistenzialismo al meridione.

Valentina Molinero

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