Politica

Il Risiko delle Alleanze per le Regionali

Palazzo dei Normanni, sede dell’Ars (Foto Internet)

Di pioggia non c’è traccia eppure i partiti sembrano impantanati sulle alleanze in vista delle prossime elezioni regionali. In evidente difficoltà sono i due partiti maggiori, Pd e Pdl, che non riescono a trovare la quadra sui candidati con i possibili alleati. Angelino Alfano ha riunito lo stato maggiore del Pdl siciliano per tentare di sciogliere l’intricata matassa del candidato presidente, ma dal conclave azzurro riunito a Roma è arrivata una fumata nera.

Sul piatto le candidature di un riluttante Francesco Cascio, che sembra più proiettato verso un posto al sole a Roma, del leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè che però sconterebbe i veti di parte del vertice siciliano del Pdl a cominciare da Giuseppe Castiglione che non fa mistero di vedersi bene come campione del centrodestra per la corsa per Palazzo d’Orleans.

A complicare le cose in casa Pdl ci sarebbero i sondaggi che danno in affanno il partito di Alfano e che non danno grandi riscontri sui nomi proposti, in più c’e la grana Innocenzo Leontini che, spalleggiato dal Pid di Saverio Romano, sembra aver preso gusto a far il candidato presidente e sta lavorando a liste proprie nelle nove province siciliane.

Sullo sfondo resta la candidatura del rettore dell’Università di Palermo Roberto Lagalla. Probabilmente alla fine a scegliere sarà Berlusconi che, si dice, sarebbe tentato di spendersi in prima persona nella campagna elettorale siciliana per fare le prove generali di una sua nuova discesa in campo per le elezioni politiche.

Non vanno meglio le cose nel centrosinistra dove il Pd deve fare i conti tra i veti incrociati degli alleati e le candidature di Rosario Crocetta e Claudio Fava. La dirigenza del Pd sarebbe alla caccia di un nome che riesca a mettere d’accordo tutto il centrosinistra e che consenta un allargamento della coalizione all’Udc di Gianpiero D’Alia. Lo sforzo dei democratici sarebbe però vanificato dall’irrigidimento di Idv e Sel che in questi giorni hanno fatto sapere al segretario dei democratici

Giuseppe Lupo che non hanno nessuna intenzione di stringere patti con il partito di Casini. Della situazione di stallo ne sta approfittando Crocetta che prosegue con la sua campagna elettorale e che ieri ha inaspettatamente aperto all’Udc: “Faccio quindi appello al senso di responsabilità dell’Udc siciliana, che ha intrapreso in questi anni un percorso di discontinuità, affinché si arrivi alla costruzione di una proposta comune di cambiamento per la Sicilia”.

L’apertura di Crocetta ha trovato l’apprezzamento di Francantonio Genovese, dell’area “Innovazioni” del Pd, ma anche del deputato regionale messinese dell’Udc Giovanni Ardizzone che però si limita ad un timido apprezzamento.

L’Udc infatti starebbe valutando seriamente la possibilità di una corsa solitaria: le liste nelle province sarebbero pronte e competitive e il candidato presidente, con la benedizione di Casini, sarebbe lo stesso Gianpiero D’Alia per cui si starebbe già cercando un comitato elettorale a Palermo. A recuperare un rapporto con i centristi pensa anche Raffaele Lombardo che ieri è volato a Roma per una serie di incontri, tra cui uno con il Presidente della Camera Gianfranco Fini che avrebbe l’arduo compito di riaprire i canali di comunicazione tra Lombardo e Pier Ferdinando Casini al fine di ritrovare una convergenza tra i partiti del Nuovo Polo per la Sicilia e l’Udc. E proprio per consentire questa operazione sembra che la giunta tarderà ancora ad indicare la data delle elezioni.

Adriano Frinchi

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