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Il Presidente Mattarella alla Prima di Boheme

Vero e unico protagonista della serata al teatro Massimo il Presidente Mattarella che in forma privata ha assistito alla Prima dell’opera di Puccini Boheme. Tanto privata forse non molto visto il comitato dei ricevimenti che lo ha aspettato ai piedi della scalinata riservandogli ampio  tributo che e’ proseguito all’interno della Sala Grande con ovazioni e lunghissimi applausi.

Carabinieri in altissima uniforme, Inno di Mameli intonato dalla Grande orchestra del teatro Massimo, schieramento di altissima protezione e pro osto nel palco reale con a fianco un orgasmante Orlando con la moglie e il prefetto di Palermo Signora Francesca Cannizzo hanno ben chiarito lo stato di visita privata del nostro Presidente della Repubblica.

Tutto questo non ha inficiato la rappresentazione dell’opera che ha aperto con il  primo quadro dove i Bohemiens parlano della loro vita magra e da bon vivants sognando tempi migliori…malgrado i disagi per mancanza di denaro nel classico stile degli artisti del tirare a campare.

Felice il secondo quadro da MOMUS vera allegoria di vita parigina tra canti e balli…cocottes e pagliacci….. scena ben rappresentata in una Parigi fine secolo  precisamente in una Montmatre ben delineata che ancora oggi e’ possibile rivisitare.

Terzo Quadro mal rappresentato in una dimensione poco invernale poco partecipato vocalmente dagli interpreti e non solo…peccato di regia forse veniale. Poi l’attesa morte di Mimi che in realta si chiamava Lucia e che muore veramente male. L’opera di Puccini e’ grandiosa e le arie e i cantabili efficaci. Piu’ invecchio piu’ mi convinco che la Boheme e’ un capolavoro e che adoro Puccini il quale mi sembra sempre piu’ bello. Cosi’ si esprime Igor Stravinskij.

Puccini ebbe molte difficoltà ad adattare situazioni e personaggi ai rigidi schemi e all’intelaiatura dell’opera musicale tuttavia l’orchestrazione poi procedette speditamente completata nel 1895.

Arturo Toscanini allora 29 enne ebbe l’onore di dirigere l’opera al suo debutto con grande successo di pubblico malgrado le grandi critiche ricevute dalla stampa specializzata dell’epoca. Attesi i brani celebri che da soli danno l’impronta a tutta l’opera tra le quali CHE GELIDA MANINA, O SOAVE FANCIULLA ,QUANDO MEN VO VALZER  di MUSETTE.La bravura del Primo cast e’ stata palese nei controllati acuti di Mimi’ e nei filati e i validi timbri  con accenti di Rodolfo.

Tutti adeguati gli attacchi per buona emissione di voce del baritono  con estensione buona  e efficaci i bassi coi timbri scuri con  determinata Dinamica quale variazione di volume delle note durante un brano. Bravissima Maria Agresta nel ruolo di Mimi’ e Giorgio Berrugi nella parte di Rodolfo.

A sorpresa il Presidente Mattarella ha raggiunto il palco per congratularsi  personalmente con  tutto  il cast con viva commozione. Alta qualita’ della sempre valida Orchestra del Teatro Massimo e del magnifico coro delle voci bianche .

La regia e’ stata curata da Mario Pontiggia mentre la direzione dell’orchestra e’ stata orientata dal m° Pier Luigi Morandi. Applause…..applause.!

PAOLO SANTORO 

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