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IL MONDO DEL MOTORISMO PERDE UN MITO

IL MONDO DEL MOTORISMO PERDE UN MITO

NINO VACCARELLA, IL “PRESIDE VOLANTE”, dopo 18 anni di attività, oltre 120 gare disputate, 9 partecipazioni in Formula 1, tanti podi assoluti e tre Targhe Florio vinte, lascia un vuoto incolmabile.

 

Nino Vaccarella non è stato soltanto un grande pilota. “Il Preside volante”, com’è soprannominato in tutto il mondo, ha incarnato la passione sportiva dei tantissimi siciliani che si riconoscevano in lui e che smobilitavano ogni anno per assistere alla “sua” gara, la più antica e impegnativa del mondo: la Targa Fiordo.

Ad ogni edizione Vaccarella trionfava sempre e comunque perché gli appassionati lo incitavano idealmente al traguardo, immaginandosi al volante della sua Ferrari. Oltre al barone Pucci è infatti l’unico pilota siciliano che può vantarsi di avere vestito la tuta di corsa della scuderia Ferrari, traguardo alla portata di pochissimi, ed è proprio alla Ferrari che Vaccarella ha conseguito gli allori più significativi e prestigiosi.

L’amore e la passione per il mondo del motorismo ha segnato anche la sua più grande tragedia, quella del figlio che nel 1993 è rimasto vittima di un grave incidente su una macchina da corsa ed ancora oggi vive sulla sedia a rotelle.

Per Nino Vaccarella, Ninni per gli amici, il suo sogno sin da bambino era quello di diventare pilota e correre con i più grandi; la sua prima macchina acquistata è stata un’Aurelia 2500 anno 1957. Il sogno si è sicuramente avverato.

Ma un mito come Vaccarella non può dire addio; le leggende, per fortuna, rimangono vive per sempre.

 

Caterina Guercio

 

 

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