Cronaca

Il dopo Forconi: la sconfitta dei partiti siciliani

Siamo al penultimo giorno di protesta annunciato dall’ormai famigerato “Movimento dei Forconi”. I protagonisti, sin dall’inizio, l’hanno definita una rivolta, arrivando, nelle ultime ore, a paragonarla ai Vespri del 1282. Chiaramente se si sapesse veramente cosa è una rivolta, e cosa furono i Vespri, non si farebbero paragoni tanto fantasiosi. Il punto, comunque, è un altro: cosa vuole il Movimento dei Forconi?

Stando alle loro dichiarazioni pretendono un abbassamento dei prezzi della benzina ed un miglioramento delle vie di comunicazione con il completamento, inoltre, dell’asse Palermo-Berlino, vale a dire “Ponte sullo Stretto”. Se in parte, ad esempio eliminando la questione “ponte”, e per riflesso, possono anche essere le istanze di tutti i siciliani, ma dubito che chi ha organizzato la protesta, che difende gli interessi di determinate categorie, avesse tali intenzioni, siamo sicuri che questo sia ciò che serva alla Sicilia?

Cosa resterà alla Sicilia al termine di questa protesta o al limite appena gli organizzatori avranno ottenuto garanzie sulla risoluzione dei problemi da loro esposti? Nulla, ognuno ritornerà a casa propria contento di essere stato protagonista, per cinque giorni, del proprio destino, ed i problemi generali della Sicilia resteranno tali e quali, anche perché queste sono proteste sono rivolte all’effetto e non alla causa del problema siciliano.

Se a ciò non possiamo addebitare responsabilità ai movimenti che difendono alcune  categorie produttive, possiamo, invece, farlo per tutti quei partiti e movimenti siciliani, autonomisti ed indipendentisti, che non sono mai riusciti a creare organizzazioni che possano minimamente assomigliare a partiti, né, di conseguenza, a farsi valere nelle dispute elettorali, oppure organizzare e dirigere proteste come quella in atto, che tra l’altro è una protesta contro tutti i partiti e, quindi, non si capisce bene la loro presenza, forse perché più che partiti, quelli sicilianisti, li possiamo definire circoli ricreativi per amici e parenti, senza democrazia interna e senza alcuna programmazione e lungimiranza politica.

Senza una guida politica seria il popolo è destinato a smarrirsi ed ogni protesta assumerà caratteri partigiani e lobbistici destinati ad arenarsi all’ottenimento e/o al non ottenimento delle rivendicazioni esposte, cosicché la Sicilia resterà sempre preda dei poteri forti che attanagliano la sua economia e che umiliano la sua dignità. Dopotutto il “Divide et Impera” non è stato di certo inventato oggi.

Marcello Russo

 

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