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Il Califfato minaccia l’Italia

“Siamo a Sud di Roma”. E’ l’inquietante avvertimento lanciato in un video dai jihadisti dell’Isis mentre soddisfano la loro sete di sangue, decapitando 21 egiziani cristiani copti rapiti in Libia.

Nel video, comparso sull’account Twitter di un sito internet che sostiene il gruppo dello Stato islamico, i militanti del Califfato fanno un riferimento esplicito all’Italia: “Prima ci avete visti su una collina della Siria. Oggi siamo a sud di Roma… in Libia”.

E poi ancora: “Avete buttato il corpo di Osama bin Laden in mare, mischieremo il suo sangue con il vostro”.

Minacce rispetto alle quali gli analisti si trovano concordi nel considerare che mai il nostro Palese è stato così esposto. A cosa si deve tale rischio è spiegato in un articolo apparso oggi sul Corriere della Sera, che fa riferimento ad un doppio fronte di emergenza che interessa il territorio italiano: da un lato i flussi migratori, dall’altro i jiadisti presenti in Libia e che gestiscono, dopo la caduta di Gheddafi, i traffici illeciti dei clandestini.

Circostanza che troverebbe conferma in un assalto messo a punto ieri pomeriggio da alcuni uomini armati di kalashinkov ad una motovedetta della Guardia costiera italiana, che si era spinta davanti alle coste di Tripoli per dare soccorso ai migranti che avevano lanciato un Sos. Dietro minaccia, hanno costretto il comandante a cedere il barcone vuoto che invece era stato già sequestrato.

Pare che in Libia ci siano 600 mila stranieri ed altri 200 mila sistemati in cinque campi di raccolta pronti a partire. Le stime parlano, secondo quanto riferisce ancora il Corriere, di 7 mila combattenti di Ansar Al Sharia che hanno risposto all’appello del Califfato e sono pronti alla conquista del Paese.

Il report degli apparati di intelligence e di sicurezza confermano che la situazione potrebbe degenerare nel giro di poche settimane, soprattutto a seguito dell’attentato del 27 gennaio scorso all’Hotel Corinthia di Tripoli, con l’Isis che minaccia di voler avanzare in tempi rapidi, dopo essere riuscita ad ottenere il controllo di molte aree del Paese africano.

Roma da parte sua preme affinchè l’Onu gli affidi un ruolo primario e nell’attesa sta valutando altre possibilità, senza escludere pure un intervento armato in ambito Nato.

Marina Pupella

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