CronacaPolitica

Ignazio Marino presenta le dimissioni e avverte il PD: “voi giù con me”

Ignazio Marino ha resistito più che ha potuto,  assediato dalle opposizioni, ma anche da componenti del proprio gruppo politico, poi ieri sera intorno alle 19.30 ha presentato le dimissioni, dichiarando “Presento le mie dimissioni, sapendo che queste possono per legge essere ritirate dopo venti giorni” ha aggiunto, “non è un’astuzia la mia, è la ricerca di una verifica seria, se è ancora possibile ricostruire queste condizioni politiche”.

La storia politica di marino nella capitale è stata breve ma burrascosa, ha vissuto sulla propria pelle le vicissitudini  della maxi inchiesta Roma Capitale e proprio riguardo le inchieste,  che si sono svolte durante il suo incarico dice, “ non nascondo di nutrire un serio timore che immediatamente tornino a governare le logiche del passato, quelle della speculazione, degli illeciti interessi privati, del consociativismo e del meccanismo corruttivo-mafioso che purtroppo hanno toccato anche parti del PD e che senza di me avrebbe travolto non solo l’intero Partito Democratico ma tutto il Campidoglio” aggiunge, “Tutto il mio impegno ha suscitato una furiosa reazione, sin dall’inizio c’è stato un lavorio rumoroso nel tentativo di sovvertire il voto democratico dei Romani”.

Adesso dopo le dimissioni del sindaco di Roma si apre uno scenario politico che interessa non solo la capitale ma, si potrebbe definire un test nazionale per quanto riguarda la maggioranza,  infatti Marino contesta il suo partito di appartenenza (PD), ricordandogli “ di avere strappato il Campidoglio alla destra che lo aveva preso per cinque anni e maltrattato, infangato sino a consentire l’ingresso di attività criminali anche di stampo mafioso”, insomma auspica che proprio il PD, che a detta sua avrebbe in qualche modo “salvato” dalla storia di Roma Capitale, non lo abbandoni e non è impensabile auspicare un suo ritorno al Campidoglio. Quindi per Marino non è finita e lo ribadisce  Alessandra Cattoi,  fedelissima al sindaco, dicendo “ il cambiamento viene interrotto per logiche che non capisco, Marino capisce che non può subire l’onta della sfiducia, lui che è stato votato dai cittadini”.

Dopo le dichiarazioni del sindaco e dopo aver “ricordato” come si era mosso per salvaguardare l’immagine del PD, lo stesso partito si fa sentire scrivendo,  “Esprimiamo apprezzamento per il gesto di responsabilità con cui Ignazio Marino ha ritenuto di presentare le proprie dimissioni da sindaco di Roma.”  “ È una scelta giusta che dimostra la sua volontà di mettere al primo posto l’interesse della città”.

Intanto le dimissioni di Marino diventeranno esecutive a fine ottobre facendo cosi scattare la procedura di “scioglimento del consiglio comunale, il presidente e commissario Matteo Orfini dichiara, “tra venti giorni ci sarà il commissario. Neanche prendo in considerazione altre ipotesi.”  Sembra che per il ruolo di commissario ci sia il magistrato Alfonso Sabella  assessore del comune di Roma alla legalità e alla trasparenza.

Il voto per l’elezione del sindaco è previsto in primavera, quello che si chiede al comune di Roma e che questa situazione politica complicata non vada a minare l’organizzazione dell’anno giubilare, che inizierà l’8 dicembre.

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