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Mafia e sanità, Iacolino sceglie il silenzio: nessuna risposta ai magistrati di Palermo

L'ex manager della sanità regionale, indagato insieme al boss di Favara Carmelo Vetro, si presenta all'interrogatorio e si avvale della facoltà di non rispondere

CORRUZIONE

Iacolino si chiude nel silenzio: scena muta davanti ai pm di Palermo

Il manager indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione si è avvalso della facoltà di non rispondere. In casa sua trovati 90mila euro in contant

Poco prima delle nove, Salvatore Iacolino varca i cancelli della Procura di Palermo accompagnato dai suoi avvocati. Fuori dalla porta, i magistrati che indagano su di lui per i suoi presunti legami con la mafia. Dentro, il silenzio. L’ex direttore generale del Policlinico di Messina sceglie di non rispondere a nessuna domanda, avvalendosi della facoltà di non rispondere.

Il patto con il boss di Favara

Secondo la Procura palermitana guidata da Maurizio de Lucia, Iacolino, 62 anni, avrebbe stretto un accordo con Carmelo Vetro, imprenditore mafioso già condannato a nove anni di carcere per aver guidato la famiglia mafiosa di Favara. Le accuse a suo carico sono pesanticoncorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Due reati che lo inseriscono direttamente nell’inchiesta che ha già portato all’arresto di Giancarlo Teresi, dirigente regionale, e dello stesso Vetro.

I 90mila euro trovati in casa

Durante una perquisizione nell’abitazione di Iacolino, gli investigatori hanno rinvenuto 90.000 euro in contanti. Un elemento che pesa sul quadro accusatorio tracciato dai pm. L’indagine nasce da un’inchiesta originaria sul boss di Favara, dalla quale emerge poi un sistema di mazzette pagate dal capomandamento al dirigente regionale Teresi. Entrambi si trovano ora in stato di arresto.

La carriera e la sospensione

Iacolino ricopriva fino a pochi giorni fa il ruolo di direttore generale del Dipartimento regionale pianificazione strategica dell’assessorato della Salute. Poco più di una settimana fa, la giunta regionale lo aveva nominato alla guida del Policlinico di Messina. Un incarico durato pochissimo: dopo l’apertura dell’inchiesta, la stessa giunta lo ha sospeso.

A rappresentarlo in Procura i legali Pino Di Peri e Arnaldo Faro, che lo hanno accompagnato all’interrogatorio. Nessuna dichiarazione è emersa dalla seduta.

L’inchiesta sulla sanità siciliana si allarga e tocca vertici amministrativi che fino a poco tempo fa godevano di piena fiducia istituzionale. Il silenzio di Iacolino davanti ai pm lascia aperte tutte le domande. Le risposte, ora, le cercheranno i magistrati.

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