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“Grande Passo 4 “: nel corleonese 12 arresti dei carabinieri per mafia estorsione e danneggiamenti.

foto di massimo Brizzi

(di massimo brizzi)”Grande Passo 4″, un ‘operazione dei carabinieri del Nucleo Investigativo  e della Compagnia di Corleone che nella notte ha dato luogo ad un ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Palermo, Fabrizio Anfuso, su richiesta della procura Distrettuale diretta da Francesco Lo Voi, a conclusione delle indagini coordinate dal Procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dai sostituti Sergio De Montis, Cateriana Malagoti  e Gaspare Spedale nei confronti di 12 persone.

Ritenuti a vario titolo responsabili, di associazione di tipo mafioso,estorsione,tentata estorsione e danneggiamento, delitti aggravati dalla finalità di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa.

“Il corleonese e la provincia un territorio particolarmente difficile, quasi un fortino dove una fitta rete di controllo e di supervisione del territorio ha reso l’attività di indagine svolta dagli investigatori molto complessa ed articolata” – ha sottolineato Giuseppe De Riggi , colonnello, comandante il comando provinciale dei carabinieri di Palermo-  il ricambio generazionale si presenta anche in provincia, cognomi  noti  che  hanno lasciato traccia permanente”.

“Localismo mafioso, in aree territoriali circoscritte, dove il territorio diventa la forza di questa organizzazione- ha aggiunto il comandante provinciale dei carabinieri- oggi la collaborazione di 8 imprenditori sottoposti a estorsioni ha disgregato una parte di questa realtà; collaborazione frutto   di sinergia tra l’ associazione Addio Pizzo e l’arma dei carabinieri che ha prodotto un messaggio di fiducia destinato a espandersi sempre più”.

” Sventato anche  un progetto di omicidio con risvolti personali, per risolvere una questione legata ad una eredità. Oggi  finalmente la collaborazione di imprenditori stanchi di subire vessazioni ha abbattuto  il muro di omertà “, ha continuato Pietro Sutera, tenente colonnello, comandante il Gruppo Carabinieri di Monreale.

Il quadro emerso durante la conferenza stampa al comando provinciale dei carabinieri di Palermo ha fatto ancora una volta emergere le difficoltà economiche che attraversano le famiglie mafiose; estorsioni e taglieggiamenti restano gli strumenti più diffusi per far cassa, attraverso l’oppressivo   controllo del territorio.

Di seguito i nomi delle persone sottoposte a provvedimenti cautelari:

Carmelo Gariffo, Corleone, 58 anni (nipote di Bernardo Provenzano)
Bernardo Saporito, Corleone, 46 anni
Vincenzo Coscino, Chiusa Sclafani, 45 anni
Vito Biagio Filippello, Palazzo Adriano, 58 anni
Leoluca Lo Bue, Corleone, 37 anni
Pietro Vaccaro, Chiusa Sclafani, 55 anni
Francesco Geraci, nato a Palermo ma residente a Chiusa Sclafani, 50 anni
Francesco Geraci, nato a Palermo ma residente a Chiusa Sclafani, 45 anni
Già detenuti : Antonio Di Marco Corleone 60 anni; Vincenzo Pellitteri Chiusa Sclafani 64 anni; Pietro Paolo Masaracchia Palazzo Adriano 66 anni; Francesco Scianni Corleone 65 anni;

Il libertà vigilata: Gaspare Gebbia Chiusa Sclafani 75 anni ; Pietro Gebbia Palazzo Adriano 32 anni.

 
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