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Gli esercenti cinematografici UECI definiscono irricevibili i provvedimenti del Cdm

I provvedimenti in corso di approvazione nel prossimo Consiglio dei Ministri, a seguito della Cabina di Regia del Governo, appaiono irricevibili per la categoria degli Esercenti delle Sale Cinematografiche.

Purtroppo i luoghi in cui si fa Cinema vengono nuovamente discriminati e vessati, e ciò nonostante gli sforzi ed i successi ottenuti da chi opera nel settore, ovvero da chi rispettando con grande rigore tutti i protocolli diramati dal Governo per la sicurezza e la salute delle persone, ha ottenuto risultati eccellenti ed in particolare un bel “zero” nella casella di “casi di infezione e diffusione al cinema”. Infatti non si è registrato nelle Sale Cinematografiche del nostro paese nessun contagio certificato. Decidere oggi il divieto di consumo di Food e Beverage all’interno dei Cinema è un ulteriore colpo mortale e discriminatorio in quanto non viene vietato il consumo di Food e Beverage all’interno di contesti simili dove peraltro non si consuma “cultura”: i Centri Commerciali, i BAR, i ristoranti ecc., ovvero luoghi che ogni giorno trovano l’affollamento di migliaia di persone a differenza del numero di spettatori che frequentano le Sale nel rispetto di buone condotte anche individuali di precauzione. “Ad oggi a causa dei provvedimenti Governativi e della carenza dei Ristori assegnati, si sono già spenti 700 Schermi in tutta Italia. Un provvedimento del genere se confermato a pochi giorni dai festivi di fine anno è inaccettabile – ribadisce il Presidente di Ueci Manuele Ilari.- Tutti gli Esercenti hanno fatto scorte di generi alimentari e bevande nei propri magazzini e dei loro punti ristoro, hanno confermato il personale impiegatizio necessario o assunto quello aggiuntivo per il periodo natalizio, allo scopo di fornire un servizio in piena sicurezza. Magazzini pieni e personale inutilizzabile, che non potrà beneficiare della cassa integrazione e che rimarrà a carico delle imprese innalzando notevolmente i costi di gestione.”
Perché deve pagare solo questo comparto? Perché è stato scelto quale capro espiatorio sull’altare della propaganda (far vedere che qualcosa si chiude…)? Chi trae beneficio da tutto questo? Non certo gli esercenti, né la salute dei cittadini. Né tantomeno gli spettatori che avevano appena potuto riappropriarsi del piacere della visione unica e impareggiabile del film su grande schermo.

Filippo Virzì

Giornalista radio/televisivo freelance, esperto in comunicazione integrata multimediale.

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