Giuramento degli Allievi Marescialli dell’Esercito del 28° Corso e Bando di concorso per il 29° Corso.
Intervista all'Allievo Maresciallo Vincenzo Nicolosi.

È aperto fino al prossimo 29 aprile il concorso pubblico per l’ammissione di 140 Allievi Marescialli dell’Esercito Italiano al 29° corso biennale, rivolto ai giovani diplomati di età compresa tra i 17 e i 26 anni. Dopo l’ingresso alla Scuola Sottufficiali dell’Esercito di Viterbo lo scorso ottobre e la consegna dello spadino, i 135 allievi marescialli hanno giurato fedeltà alla Repubblica Italiana il 17 aprile. Durante il biennio di formazione, gli allievi conseguiranno la Laurea di 1° livello in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali, acquisendo le competenze necessarie per ricoprire il ruolo di comandante di plotone. Frequentare la Scuola Sottufficiali permette di ottenere un’indipendenza economica immediata, imparare le lingue straniere e praticare numerose attività sportive ad alto livello.

La domanda di partecipazione può essere presentata esclusivamente attraverso il portale concorsi.difesa.it, effettuando l’accesso tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE), inoltre, per ulteriori dettagli sul concorso, è possibile consultare il bando ufficiale o interagire con Atena ed Ettore, i due avatar virtuali dell’Esercito.

Abbiamo intervistato l’Allievo Maresciallo Vincenzo Nicolosi, che tre giorni fa ha giurato a Viterbo. Nato a Palermo il 22 marzo 2003, abita a San Giuseppe Jato ed ha 23 anni. La sua famiglia è composta da 4 persone: padre, madre e una sorella. La mamma lavora come impiegata presso il comune di residenza mentre il padre è un operaio e la sorella studia medicina all’università di Palermo. Prima di entrare a far parte dell’Esercito italiano ha frequentato l’istituto tecnico trasporti e logistica e specializzandosi in conduzione del mezzo navale.
D: Come si entra a far parte della Scuola Sottufficiali dell’Esercito? Quali difficoltà hai avuto durante il concorso e come le hai superate? R: Per entrare nella Scuola Sottufficiali è necessario superare un concorso pubblico che prevede prove scritte, fisiche, attitudinali e mediche. La difficoltà maggiore per me è stata preparare il concorso nonostante gli impegni lavorativi, tuttavia organizzandomi in modo adeguato, gestendo il tempo a mia disposizione, sono riuscito a superare tutte le prove. Fondamentale è stato anche il supporto e la motivazione da parte della mia famiglia.
D: Quali sono le qualità fondamentali per affrontare al meglio la vita all’interno della Scuola Sottufficiali dell’Esercito? R: Per affrontare al meglio la vita della Scuola Sottufficiali dell’Esercito bisogna avere disciplina, spirito di sacrificio e molta determinazione. È molto importante il rispetto delle regole e delle gerarchie e bisogna imparare ad adattarsi ai tanti cambiamenti. Infine bisogna affrontare questo percorso con umiltà per poter migliorare ogni giorno.
D: Quale è stato il momento più difficile del tuo percorso fino ad ora e come lo hai superato? R: Il momento più difficile del mio percorso è stato il passaggio dalle abitudini della vita precedente a quelle della Scuola. Ero un Volontario dell’Esercito, ma ero abituato a ritmi, regole e responsabilità diverse, molto più pratiche e immediate. Entrare in una Scuola ha richiesto un grande sforzo di adattamento, soprattutto nello studio teorico. All’inizio pensavo di non riuscire a ottenere buoni risultati ma, con il tempo, ho cercato di organizzarmi meglio e trovare i miei metodi. Mi ha aiutato anche confrontarmi con i colleghi. Così, piano piano, sono riuscito a superare questa difficoltà.
D: Come ti ha cambiato questa esperienza? R: Questa esperienza mi ha reso più maturo e responsabile. Ho imparato a gestire meglio il tempo e le difficoltà sia nella vita militare ma soprattutto anche nella vita personale. Mi ha insegnato il valore del sacrificio e del lavoro di squadra, ora affronto le sfide con maggiore determinazione. Inoltre, ho acquisito maggiore sicurezza in me stesso. Questo è un percorso che mi sta formando sia come soldato e comandante, sia come persona.
D: Quale è il percorso di formazione all’interno della scuola? Quale attività Scolastica/sportiva/addestrativa ti appassiona di più e perché? R: Il percorso di formazione è completo e comprende lezioni universitarie e materie tecnico pratiche, conseguendo alla fine dei tre anni una laurea in Scienze politiche e delle relazioni internazionali, oltre a numerose attività addestrative. Grande importanza è data alla preparazione fisica e alla disciplina militare. L’attività che mi appassiona di più è la parte di addestramento pratico, perché permette di mettere in pratica ciò che si impara, mi piace anche l’attività sportiva che da sempre mi appassiona
D: Come gestisci la lontananza da casa e il distacco dalla tua famiglia e dagli amici? R: Gestire la lontananza da casa e il distacco dalla famiglia e dagli amici non è sempre facile, all’inizio si sente molto la mancanza, soprattutto nei momenti più difficili o di stanchezza. Cerco però di mantenermi in contatto con loro appena possibile, anche solo con un messaggio o una chiamata. Questo mi aiuta a sentirmi meno distante. Inoltre, provo a concentrarmi sugli obiettivi che voglio raggiungere, con il tempo si impara a essere più autonomi e forti. Anche il rapporto con i colleghi diventa importante e aiuta a superare le difficoltà.
D: Qual è stato il momento più emozionante vissuto fino ad ora? R: Il momento più emozionante vissuto fino ad adesso è stato sicuramente la consegna del grado da Allievo Maresciallo del primo anno, poiché nella sua semplicità segnava il raggiungimento di uno dei primi traguardi per cui ho dovuto fare tanti sacrifici, ed allo stesso tempo mi poneva davanti tanti altri importanti obiettivi che spero di riuscire a raggiungere.
D: Se dovessi convincere un giovane a intraprendere questo percorso cosa gli diresti?? R: Se dovessi convincere un giovane a intraprendere questo percorso, gli direi che è un’esperienza che ti forma davvero, sia come soldato che come persona. Non è sempre facile, perché richiede impegno, disciplina e sacrificio, ti insegna il valore del rispetto, della responsabilità e del lavoro di squadra. Ti aiuta a crescere più in fretta e a diventare più sicuro di te stesso. Inoltre, crei legami forti con i tuoi colleghi ed è una sfida, ma anche una grande opportunità. Se hai determinazione, ne vale davvero la pena.
D: Come sei venuto a conoscenza del concorso? R: Ho scoperto il concorso tramite il sito istituzionale e il canale Instagram dell’Esercito, successivamente mi sono informato meglio anche grazie al confronto con persone già in servizio. Da lì è nato un interesse sempre più concreto.
D: Cosa ti ha spinto ad arruolarti? R: Mi ha spinto il desiderio di mettermi al servizio degli altri e la motivazione personale a migliorarmi costantemente. Questo percorso rappresenta per me un modo concreto per farlo, unendo senso del dovere e crescita personale.
D: Qual è il tuo stato d’animo al ridosso del giuramento? R: Provo grande emozione e orgoglio. È un momento importante che rappresenta il coronamento di un percorso impegnativo e l’inizio di una nuova responsabilità.
D: Come descriveresti il rapporto con i tuoi colleghi di corso? R: Sono molto legato con la maggior parte dei miei colleghi di corso, abbiamo infatti vissuto momenti intensi che siamo riusciti a superare insieme grazie allo spirito di squadra, questo rende il nostro rapporto ancora più forte.
Fabio Gigante



