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Rubato il pulmino di LAB 360, ferita la comunità di Palermo

Inzerillo: " Un gesto che calpesta valori fondamentali come solidarietà, rispetto e senso civico”.

CROANCA/DEGRADO

Furto del pulmino di LAB 360 a Palermo: un colpo ai bambini e ai valori di inclusione

Non è solo un danno economico per una cooperativa, ma un gesto vergognoso che priva di un bene prezioso chi è più fragile.

A Palermo, ignoti hanno rubato un pulmino di LAB 360, il centro aggregativo multifunzionale che nel cuore della città offre ogni giorno attività a bambini e ragazzi con disabilità.

A intervenire è il consigliere comunale Gianluca Inzerillo, che ha espresso la sua vicinanza alla cooperativa Idee in Movimento, allo spazio aggregativo LAB 360, alla presidente Antonella Radicelli, agli operatori, alle famiglie e soprattutto ai ragazzi colpiti da questo gesto.

“Il furto del pulmino non è soltanto un reato contro un bene materiale: è un atto che colpisce direttamente i più fragili, sottraendo loro autonomia, inclusione, possibilità di crescita e momenti di libertà. Rubare un mezzo destinato al trasporto e alle attività di bambini e giovani con disabilità significa calpestare valori fondamentali come solidarietà, rispetto e senso civico”.

Il consigliere rilancia l’appello di LAB 360: “È dovere di tutti, cittadini e istituzioni, fare la propria parte affinché questo pulmino venga ritrovato e restituito ai suoi legittimi destinatari. La comunità deve stringersi attorno a queste realtà che rappresentano un presidio di umanità, inclusione e speranza”.

“Come consigliere comunale, seguirò personalmente la vicenda e mi adopererò affinché nessuna cooperativa che lavora per garantire dignità, diritti e sorrisi ai più bisognosi venga lasciata sola. Colpire i più deboli non può diventare normale. Difenderli deve invece essere una responsabilità collettiva”.

Rubare un pulmino destinato a bambini e ragazzi con disabilità significa calpestare i diritti di chi ogni giorno affronta sfide enormi. La comunità non può restare indifferente: difendere chi è più fragile deve diventare un impegno condiviso, perché colpire i più deboli non può e non deve diventare normale.

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