Freni a disco: di cosa si tratta e funzionamento

Freni a disco: di cosa si tratta e funzionamento

Si sente spesso parlare di freni a disco: si tratta di dispositivi meccanici che svolgono una funzione fondamentale, dal momento che consentono di bloccare la vettura in modo estremamente efficace e anche molto sicuro. Proviamo a capire qual è il loro funzionamento e che ruolo hanno all’interno di una vettura.

Immagine di dischi freno con tuttoautoricambi.it

Cosa sono i freni a disco

Dal punto di vista strutturale, i freni a disco si caratterizzano per essere rappresentati da un disco in ghisa oppure in acciaio, che viene stabilito alla ruota. Questo disco si blocca per “colpa” di un dispositivo a pinza che va a fare pressione su di esso con una coppia di pastiglie. Queste ultime vengono realizzate con un materiale del tutto particolare, che è in grado di creare dell’attrito, premendo il disco sia da una parte che dall’altra, come se si trattasse di una tenaglia.

Ebbene, proprio le pastiglie dei freni vanno a rallentare e a bloccare le ruote, in base ovviamente al grado di pressione che viene praticata dalla persona che è alla guida dell’auto direttamente sul pedale del freno.

Nella maggior parte dei casi, i freni a disco si caratterizzano per essere collocati in una zona interna della ruota. Tali freni vengono attivati sfruttando uno specifico impianto idraulico. Quest’ultimo lavora in maniera notevolmente precisa. Sfruttando il cambiamento di pressione dello specifico liquido che viene usato all’interno, comporta sulle pastiglie una vera e propria spinta, che sarà proporzionale alla forza che viene praticata sul pedale.

L’introduzione dei freni a disco su una vettura di serie è avvenuta per la prima volta nel lontano 1955. Prima di quella data venivano impiegati unicamente dei freni a tamburo, che erano costituiti da un cilindro rotante, denominato tamburo, e da vari ceppi, chiamati ganasce, che sono stati costruiti con un materiale particolare d’attrito, che praticavano sufficiente pressione per bloccarlo.

I vantaggi dei freni a disco rispetto ai freni a tamburo

Sono diversi i motivi che hanno portato all’introduzione dei freni a disco e alla loro diffusione di massa sui sistemi frenanti delle auto di serie. In primo luogo, per via della loro ridotta usura, senza dimenticare come presentano una capacità frenante molto più alta. L’efficacia che viene garantita in termini di frenata su delle strade bagnate è molto maggiore.

Ecco spiegato la ragione per cui oggigiorno troviamo i freni a disco installati praticamente sulla stragrande maggioranza delle auto di serie. Un sistema che consente di garantire un alto livello di sicurezza e di prestazioni. In tale ottica, però, è fondamentale che venga svolta un’adeguata manutenzione in modo costante e periodico.

La manutenzione dei freni a disco

Per fare in modo che il funzionamento dei freni a disco sia sempre perfetto, è fondamentale che siano oggetto di verifiche e test molto frequenti. Non solo i dischi, ma pure le pasticche possono danneggiarsi per colpa dell’usura. Nel momento in cui si consumano, infatti, l’efficienza della frenata tende a diminuire in maniera importante, riducendo notevolmente la sicurezza non solo di chi si trova alla guida e dei relativi passeggeri, ma pure di chi circola a piedi in strada.

Nella maggior parte dei casi, le pastiglie dovrebbero essere cambiate ogni 30 o 40 mila chilometri o, in ogni caso, nel momento in cui lo spessore si riduce a meno di 2-3 millimetri. La sostituzione dei dischi dovrebbe avvenire ogni 80 mila chilometri, circa dopo due sostituzioni delle pastiglie.

Ci sono alcuni indicatori che possono essere utili per capire quando è arrivato il momento di cambiare le pastiglie o i dischi dei freni. Ad esempio, nel momento in cui il pedale del freno presenta un funzionamento strano, oppure quando l’auto, mentre si sta rallentando, tende a vibrare, oppure durante l’uso dei freni questi ultimi emettono una sorta di fischio o sibilo.

 

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