Fratoianni e la virtù della disobbedienza: il pericolo del relativismo delle regole
Dal caso Mediterranea al messaggio politico che mina lo Stato di diritto

La legge non è opzionale: quando un parlamentare applaude la “disobbedienza”
Il caso Fratoianni–Mediterranea riaccende un punto fermo: le norme si cambiano in Aula, se si hanno i numeri, non sui social
25 agosto 2025 — Nicola Fratoianni ha ringraziato pubblicamente una nave di Mediterranea Saving Humans per aver “disobbedito alle autorità italiane” e aver attraccato a Trapani invece che a Genova, porto assegnato. Ma un parlamentare può davvero legittimare la violazione delle leggi? Le norme si contestano, si discutono, si cambiano. Non si invitano altri a ignorarle perché è illegale. Un politico dovrebbe saperlo.
Il fatto, senza giri di parole
La nave di Mediterranea ha sbarcato a Trapani dieci persone soccorse, nonostante l’ordine di dirigersi a Genova. Le autorità hanno disposto il fermo amministrativo in base alla normativa vigente. Tutto documentato da cronache, atti e comunicazioni ufficiali. Non un dettaglio da poco.
Cosa dice (oggi) la legge
Dal 2023 il cosiddetto decreto Piantedosi (DL 1/2023 convertito in legge 15/2023) disciplina transito, soste e porti di sbarco (POS) per le ONG. Le autorità nazionali assegnano il porto; la violazione comporta sanzioni e può portare al fermo della nave. Politicamente si può criticare la norma, si può provare a impugnarla in tribunale: ma finché è in vigore, resta legge.
È vero che l’assegnazione di porti lontani è stata contestata da tutta l’opposizione, ma i giudici amministrativi hanno confermato che la competenza spetta allo Stato. Quindi il dibattito è legittimo, ma la decisione non spetta a un comandante né a un post sui social.
Il corto circuito culturale
Il nodo è politico e culturale: usare la legge a giorni alterni. Quando conviene, è un presidio; quando non conviene, diventa un ostacolo da scavalcare. E gli esempi non mancano.
- Occupazioni e “resistenze”. Alcune esponenti della sinistra radicale, come Ilaria Salis, hanno rivendicato esperienze nei movimenti per l’abitare e posizioni di abolizionismo penale, inclusa la proposta di eliminare le carceri minorili. Un’opinione politica legittima, ma che rischia di apparire come una normalizzazione dell’inosservanza delle regole.
- “Privacy” dei borseggiatori. A Milano, la consigliera PD Monica Romano ha criticato la “gogna social” contro i borseggiatori ripresi in metropolitana. Un richiamo al garantismo che, comunicato così, sembra però trasformarsi in uno scudo comunicativo per chi viola le regole ogni giorno.
L’articolo 54 della Costituzione impone a chi ricopre funzioni pubbliche di agire “con disciplina e onore”. Se una norma è sbagliata, la si cambia in Parlamento. Invitare altri a disobbedire significa scaricare su equipaggi, forze dell’ordine e amministrazioni il costo della propria propaganda politica.
Salvare vite è doveroso. Farlo fuori dalle regole è pericoloso. La legge non è opzionale: si rispetta, o si cambia. Punto.
Un messaggio devastante
Il messaggio lanciato da un deputato che esalta la “disobbedienza” non riguarda solo i porti e le ONG. È un segnale che scivola in un terreno pericoloso: sembra suggerire che ognuno possa ignorare ciò che non ritiene giusto, agendo a sentimento. È la logica del relativismo delle regole: se non mi piace, non la rispetto. Così, la componente dei Verdi di Sinistra appare come promotrice di un modello culturale che non rafforza lo Stato di diritto, ma lo indebolisce. Una lezione indiretta a tutti i cittadini che continuano a rispettare le regole. Se questa è la visione, il concetto di legge non appare più quello di uno Stato democratico, ma il campo arbitrario delle percezioni individuali. Ed è un precedente grave, destinato a minare la fiducia collettiva.



