Palermo, è morto il maestro Franco Vito Gaiezza: musicista e docente di straordinaria sensibilità
Organista, pianista e studioso della musica antica, aveva inciso anche per l’etichetta Panastudio
Palermo perde il maestro Franco Vito Gaiezza, musicista colto e irregolare
Organista, pianista, compositore e studioso della musica: aveva inciso anche per l’etichetta Panastudio
PALERMO, 6 marzo 2026 – La musica palermitana perde una delle sue figure più singolari e profonde. È morto a 63 anni il maestro Franco Vito Gaiezza, organista, pianista, compositore e studioso che negli anni ha attraversato con libertà e originalità il mondo della musica, della ricerca culturale e persino del cinema.
Secondo le prime informazioni, il musicista sarebbe stato colpito da un infarto mentre si trovava a Parma, dove era ospite di un amico e dove pare fosse in procinto di essere ricoverato. La notizia ha rapidamente raggiunto Palermo, città alla quale Gaiezza era profondamente legato dal punto di vista artistico e umano.
Musicista colto, ironico e spesso fuori dagli schemi, Gaiezza ha rappresentato per molti allievi, colleghi e appassionati un punto di riferimento intellettuale oltre che artistico. La sua figura rimane legata a una stagione vivace della vita musicale palermitana, fatta di concerti, festival, ricerca musicologica e sperimentazione.
Il cordoglio della città
La scomparsa del maestro ha suscitato profonda commozione nel mondo culturale. Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha espresso il cordoglio della città:
«La notizia della scomparsa improvvisa del maestro Franco Vito Gaiezza addolora profondamente la città di Palermo. Con lui se ne va un musicista di straordinaria sensibilità e un docente che ha intrecciato una parte significativa della propria vita artistica e umana con la nostra comunità.
Gaiezza ha contribuito, con il suo talento, la sua passione e la sua originalità alla crescita della vita musicale e culturale cittadina. In tanti ne ricordano oggi l’intelligenza musicale, l’ironia e la generosità nel trasmettere amore per la musica».
Dagli studi musicali alla carriera internazionale
Nato a Roma nel 1962, Gaiezza aveva iniziato a studiare pianoforte con il padre Ettore Gaiezza, storico pianista accompagnatore di grandi voci della lirica come Beniamino Gigli, Tito Schipa e Franco Corelli.
Successivamente si era trasferito a Palermo dove si diplomò in organo nel 1986 al Conservatorio “Vincenzo Bellini”, proseguendo gli studi pianistici con il compositore Antonio Fortunato.
Nel corso degli anni si è esibito come pianista e organista in numerosi concerti e rassegne musicali, collaborando con importanti interpreti della lirica tra cui Gianni Raimondi, Vincenzo La Scola e Roberto Servile.
La sua attività concertistica lo ha portato ad esibirsi in contesti prestigiosi come il Teatro Massimo di Palermo, la Settimana di Musica Sacra di Monreale, festival organistici italiani ed europei e importanti istituzioni musicali.
La ricerca sulla musica antica
Gaiezza è stato anche un instancabile promotore della cultura musicale. Nel 1990 fondò l’Associazione musicale Albert Schweitzer con la quale ideò e organizzò il Festival Organistico Siciliano, contribuendo alla riscoperta e valorizzazione del patrimonio organistico dell’isola.
Collaborò inoltre con il CIMS al censimento degli organi storici di Palermo, lavoro confluito nell’annuario musicale del CIDIM.
Nel 2007 partecipò a Parigi al Festival Internazionale St. Eustache, prendendo parte alla prima mondiale del brano La rivolta degli organi del grande organista Jean Guillou, eseguito da nove organi e percussioni.
Il legame con Panastudio
Nel suo percorso artistico Gaiezza ha realizzato diverse incisioni discografiche e produzioni musicali. Tra queste anche un lavoro inciso per l’etichetta Panastudio, il CD “I miei 40 anni”, testimonianza del suo cammino musicale e umano.
Accanto alla musica coltivò anche il cinema e la letteratura: partecipò a film e cortometraggi, tra cui Il ritorno di Cagliostro di Ciprì e Maresco e Fuori rotta di Salvo Cuccia.
Scrittore e compositore
Musicista curioso e intellettuale inquieto, Gaiezza ha lasciato anche pagine di composizione e letteratura. Tra le sue opere figurano brani cameristici, studi musicologici e diversi testi narrativi.
Ha raccontato la propria vita artistica nell’autobiografia “Retrospettiva di un musicista della domenica – La gaiezza ritrovata” e pubblicato romanzi e saggi dedicati alla musica e alla cultura.
Con la sua scomparsa Palermo perde un artista libero, capace di muoversi tra tradizione e ricerca con una voce personale e riconoscibile.



